LA RICETTA PER ESSERE RE…ALMENO PER UN GIORNO

La Galette de Roi

Chi non vorrebbe essere Re per un giorno? Re, regine, principesse.. il periodo delle feste amplifica ancor di più lo spirito fiabesco e incantato di personaggi da favola, saranno le luci, l’aria magica e il tornare un po’ tutti bambini ad alimentare i sogni ormai quasi sopiti dal frastuono che accompagna la routine di ogni giorno.
Ma vediamo cosa si può fare, magari mischiando qualche ingrediente, tirando fuori qualche ricetta…come La Galette de Roi.
Gli antichi romani proprio nei giorni di dicembre detti Saturnalia, consumavano un dolce che i cristiani avevano associato ai Tre Re Magi. La storia della vera Galette inizia però nel Medioevo, quando la tradizione di questo dolce viene ripresa in Belgio e in Francia proprio intorno all’anno 1000.
Ne sono passati di anni, ma la voglia di preparare questo dolce e riproporlo nei giorni che anticipa l’ Epifania è rimasta la stessa.
La torta è a base di pasta sfoglia e racchiude un morbido ripieno di crema frangipane preparata con farina di mandorla, all’interno veniva nascosta una fava (simbolo di fecondità) e con il passare degli anni si è trasformata in una moneta, una statuita di ceramica, un simbolo di sorpresa e vincita per il fortunato “re del giorno”.
In Francia è una vera tradizione e a Parigi c’è un concorso per la migliore Galette de Rois . “Chi vince, riesce a venderne fino al 700% in più rispetto all’anno prima (non poco considerando che costa 20 euro al pezzo). Partecipano 1200 panetterie di Parigi.” – ci racconta Jildaz Mahé proprietario di Le Carrè Français a Roma – Noi qui abbiamo le nostre, in genere ne vendiamo mille nella prima settimana di gennaio. Anche quest’anno ci sarà una fava nuova, così i bambini potranno accrescere la loro collezione”.
La particolarità del dolce infatti sta proprio nel gioco tra i commensali di riuscire a trovare la fava (rappresentata da un piccolo oggetto di ceramica sempre diverso) nascosta al suo interno, mentre si mangia la propria fetta. Chi ci riesce, diventa il re o la regina della festa, con tanto di coroncina da indossare, e viene salutato dagli altri con un brindisi, al grido di: “Le roi boit, le roi boit, le roi boit!”.
Tradizione questa della coroncina di cartone ripresa fedelmente dalle boulangerie francesi che vendono le Galette de Rois donando il cadeau dorato.
Novità di questo fine 2020 nel locale capitolino, è il cestino delle Festività con la ricetta e tutto il necessario per ricreare la Galette de Rois per quattro persone a casa e in poche mosse, con tanto di fève e corona. Un simpatico gioco che coinvolge tutti, dal prepararlo alla sorpresa finale di chi sarà il Re per un giorno.

Jildaz Mahé e la chef Letizia Tognelli

Di seguito la ricetta.

LA GALETTE DE ROIS
●  2 foglie di pasta sfoglia già pronta
●  600 gr di frangipane
●  125 ml di uovo
●  125 gr di zucchero
●  125 gr di burro morbido
●  125 gr di farina di mandorle
●  125 gr di crema pasticciera 
Per lo sciroppo di zucchero:
●  100 gr di zucchero
●  100 ml di acqua 
Per la doratura:
●  un uovo
●  un pizzico di sale
●  un cucchiaio di panna fresca o latte.

Procedimento: montare il burro con lo zucchero e aggiungere l’uovo e la farina di mandorle alternando le due poco a poco. Una volta ottenuto un impasto omogeneo, unire 125 gr di crema pasticciera. Dettagliare due cerchi di pasta sfoglia di 20 cm, applicare sul bordo di uno di loro la doratura con un pennello, , realizzata sbattendo un uovo con un pizzico di sale e aggiungendo un cucchiaio di panna fresca o latte. Con l’aiuto di un sac à poche inserire al centro del cerchio di pasta sfoglia la crema frangipane, lasciando due centimetri di spazio per il bordo. Coprire con il secondo cerchio di pasta sfoglia e fare una leggera pressione sul bordo con le dita. Applicare con il pennello la doratura sopra la sfoglia e decorare a piacere con una punta di coltello. Forare in due punti la sfoglia. Cuocere in forno per circa 30 minuti a 180 gradi. Poi, applicare lo sciroppo di zucchero portato a ebollizione e lasciato raffreddare. Infine, inserire la fève nel dolce prima di mettere il secondo cerchio.

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