SkyBender: il 5G di Google si muoverà attraverso i droni?

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Nel corso degli ultimi decenni, l’accesso ad internet è diventato uno strumento sempre più importante, e in molti casi indispensabile, con la presenza di contenuti e servizi che richiedono una velocità sempre maggiore per essere utilizzati, andando incontro alle necessità di milioni di utenti in tutto il mondo.

E’ anche per questo che alcuni dei principali colossi tecnologici lavorano costantemente allo sviluppo di soluzioni sempre più avanzate. Ed è proprio ciò che, secondo alcune nuove rivelazioni, starebbe facendo Google, testando un nuovo sistema di connessione in grado di assicurare una velocità nettamente superiore a quello dell’attuale 4G LTE.

La rivelazione è arrivata dal The Guardian, che ha diffuso alcune interessanti indiscrezioni in merito ad un progetto creato da Google, che starebbe adottando l’uso di speciali droni per la diffusione di una connessione in grado di assicurare una velocità 40 volte superiore all’attuae 4G.

Il progetto, denominato SkyBender, sfrutterebbe radio a onde millimetriche che utilizzano frequenze diverse rispetto alle reti utilizzate oggi, attraverso droni con un’apertura alare fino a 50 metri che raccolgono energia dalla luce solare, parte del progetto Google Titan e in grado di muoversi autonomamente o grazie al controllo manuale.

I test sarebbero attualmente in corso presso lo Spaceport America in New Mexico, per il quale il colosso di Mountain View starebbe pagando circa $1000 al giorno. Le onde radio millimetriche ad alta frequenza, sarebbero alla base della tecnologia 5G, sulla quale già molte importanti aziende del settore hanno iniziato ad investire come Huawei ed Ericsson, per sviluppare il prossimo standard in fatto di connettività che nei prossimi anni consentirà agli utenti di navigare sul web sfruttando una velocità di connessione ancora più veloce.

Se confermato, SkyBender non sarebbe tuttavia la prima volta che Google investe sullo sviluppo di nuove soluzioni in fatto di connettività. Il Project Loon, ad esempio, sfrutta dei palloni aerostatici in grado di diffondere l’accesso alla rete anche nelle zone del mondo più difficili da raggiungere, dove mancano le infrastrutture necessarie alla diffusione della rete.

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