Inganna un maiale (Pull a Big): il nuovo terribile gioco dei bulli di oggi contro le ragazze

Sono venuta a conoscenza di questo gioco veramente di basso livello da un post di Selvaggia Lucarelli. Pull a Big, ossia Inganna un maiale, questo il nome del gioco con cui si divertono giovani veramente cattivi e di basso livello intellettivo. Con una intervista letta in rete capisco meglio di cosa si tratta. In pratica un gruppo di amici sceglie una donna vulnerabile, la più bruttina di un gruppo, conosciuta in un locale o anche direttamente sul web. Un ragazzo del gruppo dei bulli si fa avanti con lei, la illude e la seduce, le fa credere di essere la più bella di tutte e di essere desiderata. Poi il gioco si fa disgustoso per pura crudeltà. Una volta che la ragazza cade nella rete, le svela il gioco umiliandola in pubblico o pubblicamente attraverso le foto salvate, le registrazioni e tutto quanto detto tra loro nei giorni precedenti.

Lo racconta anche il Daily Mail, facendoci sperare che si tratti di un gioco sparuto, lontano da noi. Lo racconta Sophie, una ragazza inglese che in vacanza, in Spagna, ha conosciuto Jesse, un giovane irlandese. Lui la abborda in un locale e comincia con la seduzione e le lusinghe a cui lei non era abituata, una storia così bella che è impossibile non volerci credere. Una volta tornati ognuno nella propria nazione, il gioco continua tanto da farla partire verso l’Olanda incoraggiata dai messaggi di amore che lui le inviava. Una volta in Hotel le arriva il messaggio finale del gioco: “You’ve been pigged!”, con la spiegazione successiva del gioco in cui lei era cascata, il gioco che lo aveva portato a scegliere la ragazza più brutta del locale per scommessa.

In Italia ne parla Irene Finotti nell’intervista rilasciata aIl Fatto Quotidiano dopo essere stata una vittima. Ma alla fine in questi fenomeni di bullismo le vittime sono tutti. Chi viene preso di mira in modo più forte e diretto, ma anche i cosiddetti bulli, quelli che subiscono un vero e proprio fallimento educativo, quelli che mancano di empatia e che sei fanno forti solo per aver dominato e umiliato qualcun altro, senza pensare alle conseguenze spesso anche molto gravi e che portano le vittime all’anoressia o al voler farsi del male, punendo quel corpo colpevole di essere finite nella trappola.

Un’ideale di bellezza troppo spesso idealizzato e portato avanti a qualsiasi altro valore. Un’idea di gruppo che fa male e che porta tantissimi ragazzi ma anche adulti, a nascondersi dietro ad un monitor solo per colpire e ferire altre persone. Esistono tantissimi gruppi sui social network nati proprio con questo scopo e di questi fenomeni, anche senza nomi specifico, ne esistono veramente tanti.

 

 

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