Hugh Hefner vende la leggendaria PlayBoy Mansion per oltre 100 milioni di dollari

PlayBoy_Mansion

Sono trascorsi ormai più di 60 anni da quando l’ormai novantenne imprenditore statunitense Hugh Hefner ha fondato quella che sarebbe diventata una delle riviste più conosciute di sempre, PlayBoy, la rivista dedicata a contenuti per adulti che ha spopolato per decenni non solo negli USA, raggiungendo traguardi molto importanti ma costretta a far fronte alla sempre più dilagante diffusione di contenuti per adulti online che hanno di certo ridimensionato i risultati ottenuti negli ultimi decenni.

Uno dei simboli che da sempre hanno contraddistinto Hefner e la sua più celebre creazione può essere considerata la leggendaria villa conosciuta come “PlayBoy Mansion” all’interno della quale sono stati organizzati centinaia di feste che hanno visto la partecipazione di celebrità di ogni genere insieme alle splendide “conigliette”. Ed è proprio la villa in questione che lo stesso Hugh Hefner è riuscito a vendere per una cifra che supera i 100 milioni di dollari.

Questa gigantesca villa è stata costruita nel lontano 1927, ma è stato nel 1971 che è stata acquistata per poco più di 1 milione di dollari da Hugh Hefner, che l’ha trasformata nella leggendaria PlayBoy Mansion composta da 29 stanze e al centro di tantissime feste alle quali, nei decenni passati, hanno partecipato atleti, musicisti e tantissime celebrità. La villa è stata messa in vendita lo scorso mese di gennaio per circa 200 milioni di dollari, ma solo di recente è stata finalmente venduta per più di 100 milioni.

Il nuovo proprietario è Daren Metropoulos, imprenditore conosciuto in quanto proprietario del colosso statunitense delle merendine che produce anche le popolari Twinkies. In base all’accordo stipulato in occasione dell’acquisto, Hugh Hefner, pur avendo ceduto la proprietà, potrà continuare ad abitarci per il resto della sua vita. Metropoulos, già qualche anno fa, aveva acquistato la vastissima proprietà accando alla PlayBoy Mansion.

Riguardo alla vendita, secondo le indiscrezioni trapelate, sarebbe stata necessaria per consentire alla PlayBoy Enterprise di andare incontro alle consistenti perdite registrate negli ultimi anni e attribuite, principalmente, alla crescente concorrenza dei contenuti accessibili online che si sono inevitabilmente ripercosse sugli introiti registrati dalla società.

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