Arrestata infermiera Killer a Piombino. Lei e altre storie di ordinaria follia ospedaliera

infermiera killer lugo

Arrivare in ospedale per salvarsi la vita è quanto generalmente avviene, ma non per tutti. E non stiamo parlando di casi in cui non c’è più niente da fare o dove la malattia progredisce fino alla fine, ma di casi in cui la pazzia della gente arriva a uccidere, anche in posti fatti appositamente per curare e salvare. Il nuovo caso – perché negli ultimi anni ce ne sono stati altri che leggerete di seguito – è avvenuto a Piombino, con l’arresto di una infermiera in Ospedale, accusata dai Carabinieri del Nas di Livorno di omicidio volontario continuato nei confronti di 13 pazienti ricoverati per diverse patologie. I Carabinieri coadiuvati da militari del Comando Provinciale, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Livorno, Antonio Pirato, nei confronti di un’infermiera professionale e un decreto di perquisizione.

Le indagini hanno portato all’infermiera, responsabile del reato di omicidio volontario continuato avvenuto tra il 2014 e il 2015 presso l’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale civile di Piombino.

Purtroppo non è un caso isolato di follia, ricorderete Daniela Poggiali, ribattezzata dai media come l’infermiera Killer di Lugo. L’11 marzo scorso la 44enne, infermiera, è stata arrestata con l’accusa di aver ucciso una sua paziente nel 2014, con una iniezione letale di potassio e condannata poi all’ergastolo. Il fatto più eclatante era che l’omicida si era fotografata con alcuni selfie insieme ai pazienti morti (nella foto).

Da non scordare poi l’Angelo della Morte, Angelo Stazzi, a cui è stato confermato l’ergastolo nel giugno 2015, con l’accusa di aver ucciso cinque pazienti anziani che gli erano stati affidati in una casa di riposo vicino Roma. Stazzi inoltre era già stato condannato anche per l’omicidio di una collega, Maria Teresa Dell’Unto.

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