20 settembre 1985, Notte di Note, e oggi “in questa storia che è la mia” Il Maestro è tornato

Quella sera del 20 settembre 1985 fuori delle stadio Flaminio c’era mio padre ad aspettarmi. Quello era stato il mio primo vero concerto. L’avevo tanto desiderato e insieme a mia cugina e un mio amico, ero riuscito a farmi mandare. Una grandissima emozione sul prato dello stadio. Una serata indimenticabile, un percorso di avvicinamento iniziato qualche anno prima grazie ad una cassetta sentita e risentita di “Ale òo” che già allora raccoglieva un po’ tutti i suoi successi. Ma stavamo ancora  nemmeno alla metà del percorso che ha contraddistinto una carriera memorabile. Posso senz’altro affermare che quelle parole, quelle strofe e quelle musiche hanno segnato anche il mio modo di interpretare e vivere i fatti e gli stimoli della vita. La canzone, è sicuramente un’esperienza, una fotografia di un momento. In poche parole e con un arrangiamento ideale, viene trasmesso un messaggio, un sentimento, uno stato dell’anima, un’emozione, un dolore. Una canzone è una poesia musicata, o perlomeno ciò era per quelle canzoni che ascoltavo di Claudio Baglioni negli anni ottanta, gli anni della mia formazione. Come molti miei coetanei sono cresciuto e cambiato con un sottofondo “baglionesco”, con una correlazione tra l’essere e il vivere e una sua colonna musicale. La sua crescita personale, le vicende della sua vita, i suoi successi, sono stati un po’ anche i miei, nel senso che li vivevo  con partecipazione, come se si trattasse di un caro amico, un parente.  Chiaramente, in poco tempo, ogni sua canzone diventava la mia e spesso mi ritrovavo a cantarla  insieme a lui, (bhè io in macchina o sotto la doccia, cercando di non sfigurare poi troppo nei suoi acuti o estensioni). Mi ricordo che quando uscì “La vita è adesso“, avevo preordinato il disco diverso tempo prima. Avevo un Coupon numerato e dato un acconto al negozio di dischi. All’epoca ancora esistevano questi negozi, ma ormai  ne sono rimasti pochi; negozi che vendevano dischi o cassette, e qualche strumento musicale, quaderni per spartiti, fisarmoniche, qualche tamburello e i plettri e corde per le chitarre.

In questa storia che è la mia“: è Album diverso e anche molto complesso. Non sono un critico musicale, ne ho competenze al riguardo, ma conoscendo abbastanza la storia musicale di Claudio Baglioni, ritengo questo lavoro davvero un Opera. Un riassunto ed evoluzione di tutto il suo crescere, di tutto quello che ha imparato e messo da parte.  La prima volta che l’ho sentito non mi ci sono ritrovato. Riscontravo troppe musicalità che ritornavano dal passato e una ricerca verso generi differenti, spaziando dal Jazz, al Classico, al corale. Era differente, mi appariva distaccato. Ma in realtà ero io ancorato al passato. La sincerità è quanto balza all’occhio, ma poco alla volta. Questo disco è sincero, differente dagli ultimi lavori. Non commerciale. Claudio racconta la sua storia. Riprende – come in “Strada Facendo” di qualche anno fa, gli “intervalli” tra una canzone e l’altra, ma poi chiude il discorso con la bella “Uomo di varie età“.

E’ comunque un album più difficile, complesso ed elaborato e  pur rievocando sonorità familiari,  si ritrova quel DNA comune, c’è un cambiamento.  Si riconosce lo stile dell’Ultimo Baglioni, con introduzioni – talvolta più cariche – quasi classicheggianti, che però sono anche  un’evoluzione artistica. C’è stata una ricerca maniacale dei dettagli e accompagnamenti, ricchi di suoni Naturali. I testi poi sono rigogliosi di parole nuove e tante, con i famosi giochi, personalissima distinzione dello scrivere. Ma è sempre una sorpresa sentire come e quanto riesca a scovare nel nostro vocabolario, in suoni, termini e assonanze.

Claudio Baglioni quest’anno compie cifra tonda. Eppure è fantastico sentirlo parlare ancora d’amore e sensualità. Meno diretto che in passato, è più elegante e forse distaccato, ma semplicemente per l’esperienza maturata, non certo per disinteresse – anzi – le donne tornano ancor più preseti nelle ultime storie. Non c’è più  una maglietta fina, ma la schiena inarcata sotto la doccia ancora lo colpisce, o i gesti tipici femminili del truccarsi al volante, che fa tanto arrabbiare, ma in fondo ci piace…

Ci sono poi tre pezzi in particolare che amo ascoltare maggiormente. Ammetto che sono i miei preferiti: “Come ti dirò”, che trovo semplicemente Fantastico per la classe degli arrangiamenti. Sembra un’Opera d’arte di altri tempi, Musica Classica. Menomale che non ho studiato musica, per cui mi posso permettere anche di dire cavolate, e poi per il testo, semplice e poetico. Vabbè della voce neppure mi ci soffermo troppo, calda e piena e dolce in basso, e acuta e infinita, in alto. C’è “Pioggia Blu”, che è ricca. Una bella canzone con saliscendi vocali da impazzire. Bella nuda e cruda, con tanta voglia di cantare inerpicandosi su e ancora su, e poi con una gran carica sensuale, tipo “Domani mai” di qualche tempo fa. “Mal d’amore” amo ascoltarla e cantarla nella versione acustica (Youtube), perché molto più vera. A parte non c’è quell’intro, di cui parlavo prima, è bella semplice e genuina. Una baglionata, baglionettata, unica e bella come le sa fare solo lui. Anche qui sembra chiudersi un cerchio. Sincero o no, non lo so. Se si tratta di una composizione o se c’è un filo che torna e si annoda. In ogni caso una bella poesia d’amore, per una storia che seppur conclusa, non finirà mai: “E la domanda finale È se hai più gioia o pene; Se sia più miele o sale; Se un bene può far male; E un male fare bene; Se conviene il male; Se è irreale o c’è; E se ci tiene insieme; Se è uguale anche per te……..”

L’album non corre, scorre. Alcune canzoni non mi hanno colpito, e forse le sentirò ancora, ma non mi rimarranno mai in mente. Altre sono perfette per essere cantate e rimarranno tipo “Io non sono lì“, orecchiabile, semplice e andante…. non  può non piacere. “Gli anni più belli” ormai l’amavamo tutti, anche perché una bellissima colonna sonora dell’omonimo film (o è la canzone omonima del film?). Scherzi a parte, con un anno di anticipo già la cantavamo tutti.

Anche stavolta – avevo ordinato l’album molto tempo prima della sua uscita, stavolta su Amazon, come nel lontano 1985. A  Natale è stato il sottofondo di una serata più silenziosa causa Covid. Mi ha tenuto compagnia, in quest’anno un po’ diverso, come faceva e ha sempre fatto anche nella mia storia. Bentornato Maestro.

Uomo di Varie Età…….video

Commenta