La rinascita di Cortina, dalla Grande Guerra al Mondiale di sci 2021

Alla vigilia dei Campionati mondiali di sci alpino 2021, che tornano ad essere ospitati in Italia dopo 16 anni, è opportuno riassumere la storia che involge la città di Cortina, una storia comune a molte città italiane, che tocca momenti tragici e raggiunge apici insperati.

Cortina conobbe per la prima volta la fama verso la fine dell’Ottocento, mentre si trovava sotto il dominio asburgico, quando, scoperta dalla borghesia austro-ungarica e, in breve, dalle famiglie nobili inglesi e francesi, divenne una meta-gioiello per lussuose vacanze invernali ed estive. In quel periodo nacque l’amore per Cortina da parte del re del Belgio, che ne consolidò la posizione di “regina delle Alpi” e che accelerò il processo di arricchimento della città.

Francobollo risalente al 1920 che raffigura Cortina d’Ampezzo

L’Ampezzo divenne meta di massiccia emigrazione proveniente dalle zone contigue, il cui successo turistico non era altrettanto fiorente. In questo periodo, sorsero rapidamente i primi lussuosi alberghi nella città.

All’alba del nuovo secolo, tuttavia, le vicissitudini della “perla delle Dolomiti” incontrarono uno stravolgimento di fortune. Lo scoppio del primo conflitto mondiale gettò Cortina in mezzo al campo di battaglia, causando enormi danni in termini di vite umane e di risorse economiche. La guerra di posizione tipica della Prima Guerra Mondiale trovò piena applicazione nel territorio dell’Ampezzo, dove le linee di battaglia vennero mantenute pressoché invariate per anni. Il conflitto fu logorante e generò numerose morti, sia in seguito al conflitto vero e proprio, sia alle malattie che tormentavano i soldati, costretti al freddo e all’indigenza.

Il dopoguerra vede il passaggio della città alla dominazione italiana e vi restituisce il ruolo di meta di lusso. La prosperità dura però ben poco, subendo Cortina in maniera molto forte gli effetti della Grande Depressione del 1929. Il ventennio fascista vede l’Ampezzo divenire destinazione turistica di preferenza delle alte gerarchie fasciste e all’inizio degli anni Quaranta ancora una volta si assiste al risorgimento della comunità montana.

Soldati italiani a Cortina durante la Prima Guerra Mondiale

Il Fascismo, tuttavia, porta con sé una pagina fortemente conflittuale per il panorama sociale ampezzano: il tentativo di eliminare l’identità ladina della comunità del luogo. L’imposizione forzata dell’italiano va a colpire i riferimenti geografici del posto e l’istruzione scolastica, proibendo l’insegnamento della lingua ladina e punendo anzi i bambini che ne facevano uso. La scelta fu recepita con grande durezza dalla popolazione, profondamente attaccata tutt’ora alle proprie radici e che per alcuni anni, verso la fine dell’ottocento, aveva anche ottenuto l’indipendenza.

La Seconda Guerra Mondiale ebbe effetti a loro volta fortemente dannosi nei confronti della popolazione ampezzana, ma nemmeno lontanamente comparabili a quelli del conflitto precedente. Al termine della guerra, dopo la liberazione dell’Italia, Cortina può finalmente aspirare a maggior stabilità. Nel 1956, la città ospita le VII° Olimpiadi Invernali, per la prima volta svoltesi in Italia, e proprio quest’evento apre la strada al ruolo centrale, anche nello sport, che Cortina rivestirà negli anni a venire, fino ad oggi.

Da domani, incominciano i campionati mondiali di sci, dopo 80 anni dalla prima assegnazione a Cortina del ruolo di città ospitante e nel 2026 vi si svolgeranno le Olimpiadi Invernali, 70 anni dopo la prima volta. Due appuntamenti che consolidano l’importanza del ruolo della città e che contribuiscono ad assegnare prestigio all’Italia nel panorama sportivo internazionale.

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