Una Giulietta tutta da scoprire [JTD M-2 120 CV] + [GALLERIA]

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Che la Giulietta fosse stata una vettura di buon successo, lo confermano i dati di vendita e i giudizi degli utenti. La Giulietta nata da un pianale Compact Wide Evo  è stata colei che meglio ha saputo interpretare e sfruttare le potenzialità della sinergia al tempo della progettazione  di tale piattaforma. E’ chiaro che si tratta di una evoluzione produttiva importante. Ha significato un modo nuovo per produrre auto anche qui in Italia. Da questa piattaforma, adeguata e personalizzata,  sono nati ben sette modelli del gruppo FCA: La Fiat Bravo, Lancia Delta, Giulietta, Jeep Cherokee, Dodge Dart, Jeep Renegade, Fiat 500 L e Fiat 500 X,  ma anche la nuova Fiat Tipo ne utilizza una versione ulteriormente evoluta. Le specifiche di ogni modello hanno prodotto variazioni significative (per sospensioni sopratutto e trasmissioni – pensando alle versioni integrali), così da non poter neppure affermare che si tratta della  medesima piattaforma.

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Motoristicamente la Giulietta ha avuto una evoluzione significativa, adeguando i propri propulsori alle esigenze dei consumatori, senza seguir le mode del downsize ha ora motori performanti, ma con consumi e fattori di inquinamento che rispecchiano le normative europee.

La nostra prova si è svolta con il nuovo 1.6 JTD M-2 da 120 CV 88Kw che si è comportato davvero bene. Le prestazioni sono state eccellenti, senza vuoti significativi, con una erogazione progressiva sempre supportato da un ottimo cambio a sei marce. Il motore aveva da spingere e noi per la nostra passeggiata avremmo potuto accontentarci anche del (vecchio) propulsore da 105 Cv. Devo dire però che questa unità è stata apprezzabilissima, aveva una bella riserva di potenza e riprendeva bene anche alle marce più alte senza  dover necessariamente scalare. In più come accennato, i consumi sono stati sorprendentemente bassi e anche se le medie tenute sono state nel pieno rispetto del Codice della strada, ove ci è stato consentito abbiamo approfittato raggiungendo in un batter di ciglia i fatidici 130 Km/h.

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La Giulietta è indiscutibilmente Alfa Romeo. La linea è il connubio tra sportività, tecnologia applicata e una discreta eleganza. Tutto ciò che la compone è accuratamente studiato e l’evoluzione tecnica è evidente in questo prodotto. In genere tutto ciò che è del gruppo FCA ha avuto una significativa evoluzione verso il miglioramento sistematico di ogni settore. Dalla meccanica, alla carrozzeria, sia per . Le rifiniture e le guarnizioni, ma anche i semplici dettagli ora  molto più accurati e funzionali rispetto a pochi anni fa. La carrozzeria non lascia più spazio a critiche sia nell’assemblaggio (allineamento lamiere) che per verniciatura, per materiali usati per i dettagli ora migliori. Ogni zona è guarnizionata per favorire silenziosità, evitare fruscii. Sulle portiere  e sul giro-porta le guarnizioni sono doppie così da tagliare fuori ogni possibile goccia d’acqua, che infiltrazioni. C’è un largo uso di materiali fonoassorbenti e a bordo si vive davvero al riparo dai rumori e percependo (finalmente) una bella sensazione di solidità in un ambiente ovattato e  ben rifinito,  accurato anche in molti dettagli secondari. Abbiamo potuto ben apprezzare  i sedili davvero molto comodi, non troppo grandi, ma che avevano perfino le regolazioni lombari elettriche. Sedili alla tedesca e con materiali non troppo morbidi per restare più freschi anche in estate.

La plancia è notevolmente migliorata anche rispetto alla prima serie. Nella plancia ho   giusto avuto difficoltà nell’individuazione di talune informazioni. Oltre ai due strumenti circolari, il cockpit centrale l’ho trovato  – anche se completo di tutto – davvero troppo piccolo. Tra le varie segnalazioni, oltre ad una serie di spie – varie e tante – annegate a scomparsa tra i dui strumenti circolari, c’è  la parte nel mezzo che sotto al livello consumo carburante, e temperatura acqua motore, prevede un display multiformazione.  Li c’erano l’indicazione di cambiata, l’entrata in funzione del Turbo (con un piccolo grafico d’utilizzo e spinta dello stesso usando il manettino DNA) e tante altre informazioni che scorrevano più o meno chiare. Proprio il manettino DNA mi ha lasciato perplesso. Forse l’avrei potuto apprezzare portando l’auto più al limite. Nell’uso ordinario ho avvertito solo una migliore risposta dell’acceleratore e una maggiore rigidità (che già era avvertibile con le esagerate coperture da 18”. Una cosa che invece non ho apprezzata è la visibilità dietro davvero molto limitata, una bella telecamera non stonerebbe, data la presenza dello schermo multimediale  e i già utilissimi sensori di parcheggio.

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La Giulietta si apprezza maggiormente sul misto. Il retrotreno segue l’avantreno come su un binario. Non ci sono esitazioni e la vettura – in genere – pare accompagnare e semplificare la percorrenza della curva. L’avantreno va alla grande e anche o sterzo è abbastanza preciso e ben demoltiplicato, mai leggero (Se non in manovra). L’auto ha anche lo start & stop e l’antiarretramento in salita.

Davvero una bellissima autovettura che si merita il nome ereditato dalla tradizione Alfa Romeo.

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Si parla sempre più insistentemente di una futura Giulietta a trazione posteriore. In questo caso le sinergie Alfa, andrebbero a prendere parti della Giulia per allestire un modello più economico.  Si tratta di supposizioni che spero non trovino poi conferma, dato il carattere del mezzo, che comunque deve ricoprire una fascia di mercato che non vuole le ricercatezze sul livello della Giulia, ma necessitano di un’auto mediamente funzionale, con buone prestazioni, sicura e con una linea attuale. Spero che il rinnovamento della gamma subisca un ritardo, anche perchè questa macchina che ora c’è, merita di essere ancora apprezzata.

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Si ringrazia il Concessionario Motor Village di Viale Manzoni – Roma,   per la disponibilità (Francesco Tornincasa)

 

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