Ferrari Purosangue, la più controversa delle creazioni di Maranello, ma comunque affascinante

L’allora AD Sergio Marchionne  aveva escluso ogni possibilità che vedesse mai la luce un prodotto del genere. «Lasciamolo fare alla Jeep, Ferrari è un’altra cosa», così nel 2015. Nella stessa occasione aveva ribadito la destinazione sportiva del Brand, escludendo nel breve tempo anche l’arrivo di una quattroporte. E’ passato del tempo, sono cambiate tante cose nel mondo delle quattroruote, nuovi propulsori downsize abbinati a turbocompressore e integrati però da unità ibride le cui potenze sommate danno (malgrado l’aumento del peso complessivo), prestazioni davvero impressionanti e un migliore impatto in termini di inquinamento ambientale. Sono passati anni che sembrano secoli se si pensa ai sistemi di trazione ibrida sui singoli assali, senza più albero di trasmissione. I sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) sono progrediti fino a poter prevedere il comportamento attivo e passivo delle vetture. Tutto questo e molto più lo ritroveremo nella nuova Berlina rialzata e sportiva di Maranello, la Purosangue. È la risposta della Ferrari ai SUV ad alte prestazioni Lamborghini Urus, Aston Martin DBX e Bentley Bentayga.

Si presenta subito senza lasciar dubbi sulla sua vocazione, ne della sua discendenza: Motore V8 biturbo da 650 CV  accoppiato all’unità elettrica plug-in da 350 CV, per un totale di 1000 CV di potenza. La trazione sarà integrale, sull’asse anteriore la propulsione sarà elettrica mentre su quello posteriore si scaricheranno i cavalli del solo motore endotermico.

L’intenzione della Ferrari con il suo primo SUV in assoluto è quella di creare un nuovo segmento per sé, probabilmente spostando le risorse utilizzate per andare verso modelli di nicchia come la Ferrari GTC4Lusso in qualcosa di meglio posizionato per ciò che è popolare sul mercato in questo momento: i SUV. La Purosangue guiderà su una versione della piattaforma a motore anteriore modulare della Ferrari Roma. Sarà caratterizzato da una maggiore altezza da terra rispetto ad altre Ferrari, con trazione integrale e sospensioni potenzialmente regolabili in altezza, probabilmente come per altri SUV molto leggeri e molto veloci.

La Ferrari aveva precedentemente previsto, al momento della definizione del progetto, che questa nuova creatura avrebbe potuto avere anche una variante con una propulsione più tradizionale, specificatamente Ferrari, cioè  un V-12.  L’evoluzione tecnica di cui abbiamo parlato all’inizio, è andata a braccetto, o è stata conseguenza delle nuove normative più restrittive (in fatto d’inquinamento). Il V12, potrebbe rinascere “più pulito”, accreditato di una potenza teorica massima di circa  789  CV, come la 812  con un V-12. Auto più leggera e più corsaiola (magari una versione GTS), con una trasmissione a doppia frizione e cambio a otto rapporti.  Oppure a supporto di un’omologazione più pulita, abbinare sempre un’unità ibrida al proprio propulsore, così da mantenere lo storico motore, icona del marchio del Cavallino.

Vedremo prossimamente, e ve lo racconteremo.

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