Scuola: il governo mette fine al divieto di usare lo smartphone in classe

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La tecnologia è ormai una parte importante della vita di milioni di persone da ogni parte del mondo, e una dimostrazione è data dagli smartphone, i telefoni intelligenti che continuano a incrementare la propria diffusione permettendo ai proprietari di compiere anche in mobilità azioni di ogni genere, dall’accesso alla posta elettronica alla navigazione in rete fino alla possibilità di ascoltare musica o utilizzare applicazioni e giochi.

In un mondo sempre più tecnologico e digitale, sembra quindi esagerata la regola, imposta nelle scuole italiane dal lontano 2007, che vietava l’uso di cellulari nelle classi. E’ per questo che in linea con gli sforzi profusi nello sviluppo del digitale all’interno delle scuole del nostro paese, è stato deciso di rimuovere il divieto di usare smartphone e dispositivi tecnologici in generale.

Era il 2007 quando l’allora Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, attraverso una circolare ha imposto il divieto di usare cellulari e dispositivi tecnologici durante lo svolgimento delle attività didattiche, considerando la possibilità che questo genere di dispositivi, all’interno della classe, potrebbero creare maggiori distrazioni per gli studenti. E’ di questi giorni, tuttavia, la decisione del governo, esplicata dal sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Davide Faraone, di rimuovere questo divieto, una decisione che si inserisce negli sforzi sempre maggiori di digitalizzare le scuole italiane, un contesto nel quale vietare l’uso di dispositivi nelle classi risulterebbe anacronistico.

Il sottosegretario Faraone ha spiegato come la decisione si inserisca perfettamente nel nuovo piano nazionale della Scuola Digitale, che attraverso un investimento di 1 miliardo di euro ha l’obiettivo di portare la fibra e la banda ultra-larga negli istituti scolastici del nostro paese, consentendo il cablaggio degli spazi interni e portando la connessione Wi-fi in almeno 8 istituti su 10. L’idea è che le nuove tecnologie possano contribuire non solo a migliorare l’apprendimento degli studenti, ma anche a migliorare l’interazione tra gli stessi, aiutando i ragazzi affetti da disabilità e contrastando fenomeni come il cyber-bullismo, aiutando gli studenti ad utilizzare lo smartphone in maniera consapevole piuttosto che proibirne del tutto l’uso.

Importante, in tal senso, è che ai professori possa essere data la possibilità di continuare a scegliere il miglior metodo di apprendimento per i propri studenti. Questo significa che la tecnologia non dovrà essere usata in maniera obbligatoria, ma la rimozione del divieto permetterà a quei docenti che vogliono utilizzare la tecnologia a beneficio degli alunni, di farlo.

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