Vacanze in montagna per sfuggire al caldo: Valtellina segna il 40% in più rispetto al 2021

La montagna diventa meta vacanziera per gli italiani che amano sempre di più indossare scarponcini da trekking rispetto alle pinne. Il caldo quest’anno ha favorito la scelta montana, vedendo meno refrigerio al mare che anche tra un bagno e l’altro lascia l’arsura a dominare le giornate. Cime, laghi e l’atmosfera delle Alpi quindi come cornice delle vacanze degli italiani alla ricerca di refrigerio tra escursionismo, visite naturalistiche ed enogastronomia: sono le motivazioni che trainano queste vacanze e che mettono la Valtellina in cima alle mete preferite degli italiani.

Per i turisti in Valle, continua anche ad agosto la campagna “Destinazione Bresaola”, ideata dal Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina per recuperare gli spuntini della tradizione locale rivisitati in versione “da passeggio” con la Bresaola della Valtellina IGP e quattro card da collezionare. La campagna vive sul territorio attraverso una rete di partner tra bistrot, enoteche e ristoranti. Ogni ristoratore proporrà il proprio spuntino della memoria. E per rispondere al desiderio di fuggire dalla calura, ecco le cinque mete più “refrigeranti” della Valtellina di “Destinazione Bresaola”.

Le alte temperature di questi giorni spingono gli italiani a trascorrere le vacanze in montagna. Climatologi e meteorologi parlano di un fenomeno di “migrazione verticale” verso la montagna: una scelta necessaria e sostenibile come metodo di adattamento ai cambiamenti climatici, portando in quota un rinnovato modo di vivere. Le previsioni turistiche di agosto parlano di circa 4 milioni di italiani che hanno scelto la montagna come meta delle vacanze (fonte: Federalberghi), orientandosi verso le attività open air come l’escursionismo, le visite naturalistiche e la scoperta dei cibi locali della tradizione. La Valtellina, per le sue caratteristiche, si posiziona tra le destinazioni predilette: le stime lasciano presagire buone performance con un +40% di presenze rispetto al 2021 nella sola provincia di Sondrio (Fonte: Polis). Tra le motivazioni, voglia di contatto con la natura, desiderio di relax e l’offerta enogastronomica. L’agroalimentare in Valtellina è un asso nella manica e il turismo è sempre più attento alle specialità enogastronomiche dei territori. Per rispondere ai turisti in Valle, continua anche ad agosto la campagna “Destinazione Bresaola”, ideata dal Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina per celebrare e recuperare gli spuntini della tradizione locale rivisitati in versione “da passeggio” con la Bresaola della Valtellina IGP e quattro card da collezionare.

Bellezze naturali e artistiche, borghi storici e panorami mozzafiato, ma non solo. La Valtellina è culla di una tradizione gastronomica ultrasecolare che riscontra l’interesse del viaggiatore contemporaneo, alla ricerca di vere e proprie esperienze sensoriali per il palato. La riscoperta di prodotti antichi e delle cucine tradizionali come espressione dei valori di un tempo oggi è una tendenza e il motivo è semplice: per 1 italiano su 2 (48%) la cucina tipica locale esprime la vera identità dei luoghi in cui è nata. E se per il 38% è sempre diversa, per il 33% è specchio della memoria locale. Lo rivela la ricerca “Bresaola della Valtellina IGP, vera icona del territorio tra tradizione e innovazione”, commissionata alla Doxa dal Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina.

SPUNTINI SALATI “TO GO”: PER I MILLENNIALS IN VACANZA, L’IDEALE PER GUSTARE LE TIPICITÀ LOCALI
Il desiderio di scoprire i piatti della memoria locale è ancor più forte in vacanza, dove cambiano anche le modalità del pasto: per 3 italiani su 10 (soprattutto nella fascia 18-34 anni) la cucina tipica locale si degusta alternando un pasto completo con tanti spuntini tipici a base di finger food in movimento. Non solo, il 15% sostituisce direttamente i pasti con tanti break nel corso della giornata. E il luogo ideale per concedersi uno spuntino in vacanza, per 1 italiano su 2 coincide con l’immersione nella natura oppure con la contemplazione di un monumento o una bellezza architettonica, contro il 23% che preferisce il momento della passeggiata. Ma la domanda viene da sé: spuntino dolce o salato? Per quasi 4 italiani su 10 non c’è dubbio, il vincitore è lo spuntino salato, mentre il 27% ama alternarlo con il dolce e il 19% si rivela “rigoroso”, riservando il salato al pomeriggio e il dolce per la mattina.

“DESTINAZIONE BRESAOLA”, CONTINUA ANCHE AD AGOSTO LA CAMPAGNA CHE CELEBRA LA TRADIZIONE
Per accogliere i turisti in valle e rispondere a questo trend, continua anche ad agosto la campagna “Destinazione Bresaola”. Quest’anno il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina ha assoldato una squadra di tre Chef del territorio ambassador della campagna, per recuperare una selezione di tre piatti autentici della memoria valtellinese e interpretarli in spuntini “street food”: Mattia Giacomelli (Il Locale) da Chiavenna con il suo “Strisciatt”, un roll di Bresaola della Valtellina in tempura; Tommaso Bonseri Capitani (Sunny Valley) da S. Caterina Valfurva con il “Crap Télin”, Bresaola della Valtellina in craquelin agrodolce; Ivan Sutti (Eden) da Cosio Valtellino con “Valtellina 2022”, pizza gourmet con Bresaola della Valtellina (Focus 2). Compagna immancabile d’avventura, la Bresaola della Valtellina IGP, in abbinamento agli altri prodotti del territorio. Per tutto il mese di agosto in Valtellina, questi e altri spuntini saranno proposti da una rete di bistrot, vinerie e ristoranti in un pack personalizzato insieme a delle card da collezioneOgni ristoratore proporrà il proprio spuntino della memoria, con la Bresaola della Valtellina IGP. Campagna, spuntini e luoghi di degustazione saranno promossi con un opuscolo diffuso presso gli infopoint turistici della Valle.

ECCO LE 5 METE PIÙ “REFRIGERANTI” DI DESTINAZIONE BRESAOLA A CUI ASSOCIARE LO SPUNTINO DA PASSEGGIO
Dal Lago Palù alle Cascate dell’Acqua Fraggia, il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina consiglia cinque mete in cui trovare ristoro per andare alla scoperta dei luoghi più suggestivi della zona, cornici ideali in cui degustare gli spuntini con la Bresaola della Valtellina IGP, tra una pausa e l’altra.

1. Lago Palù, una perla azzurra al centro della Valmalenco
Una meta classica, raggiungibile molto facilmente. Situato a circa 1950 m di altitudine, è uno tra i più grandi laghi della Valtellina. Inserito in una zona paesaggistica e naturalistica di prim’ordine, è circondato da boschi di conifere e dalle cime delle Alpi della Valmalenco, in particolare dalle pendici del Sasso Nero. Si può raggiungere sia a piedi che in seggiovia da Chiesa Valmalenco o dal paese di San Giuseppe. Durante i mesi invernali il lago ghiacciato incorniciato dai suoi splendidi boschi e dai pendii innevati regala un’atmosfera ancora più suggestiva.

2. Alpe Prabello e Laghetti di Campagneda, alle pendici del pizzo Scalino
Senza dubbio uno dei più bucolici angoli della Valmalenco. Prabello, cioè prato bello, parrebbe suggerire una facile etimologia. Modellata dall’antico ghiacciato Bernina-Scalino e separata da quello più ampio di Campagneda dallo sperone roccioso del “déent”, l’alpe è costituita da un gruppo di baite. Un pannello nei pressi del rifugio permette di riconoscere la straordinaria carrellata di cime che dal terrazzo panoramico dell’alpeggio si possono ammirare. Vero nume tutelare di questi luoghi è il pizzo Scalino, definito “il Cervino della Valmalenco”, senza dubbio ha un fascino magico cui difficilmente ci si sottrae. A brevissima distanza da entrambe le mete si trova la località di Caspoggio, dove è possibile assaggiare lo spuntino “Zenith” al locale Zenith – Centro della Montagna.

3. Anello dei passi di Trela, tra solitudine e grandi panorami
La traversata della Val Trela è uno stupendo itinerario che permette di apprezzare angoli di natura selvaggia a pochi passi dall’affollato centro di Livigno, nell’alta Valtellina. Il posto è quantomai suggestivo, alla confluenza di quattro verdissime valli, e vi si producono prelibati formaggi d’alpeggio. Dalle bocche di Trela (m 2348 s.l.m.), lo sguardo spazia su un panorama immenso e mozzafiato. Un itinerario spettacolare per le vedute delle montagne circostanti, dalle gradevoli viste panoramiche tra pascoli e pietraie. La Malga Trela (m.2170) risulta essere uno degli alpeggi più antichi del territorio bormiense. Già fin dal 1600 infatti l’ampia distesa prativa veniva utilizzata per i pascoli estivi d’alta quota. Il percorso si conclude con gusto a Bormio, dove è possibile gustare lo spuntino “Bormio Terme Snack” al bistrot Bormio Terme e lo spuntino “Delice” al superstore Le Corti.

4. Sulla cresta tra alpe Grande e San Cères
L’alpe Granda (“alp grènda”) si stende sulla sommità del crinale che separa la Val Masino dalla piana di Ardenno. Il suo punto di massima elevazione è la cima di Granda, quotata 1708 metri. I suoi prati disegnano una lunga striscia adagiata sul lungo e splendido crinale che, dalla cima di Vignone scende a dividere l’imbocco della Val Masino dalla piana di Ardenno. L’alpeggio costituisce oggi la meta di una facile escursione, per la sua posizione estremamente panoramica. Gli appassionati della geologia vi potranno trovare più di un elemento di interesse. Il valore panoramico dell’alpe è impreziosito da uno splendido colpo d’occhio sulla catena orobica. A pochi kilometri dalla vicina Buglio in Monte, proseguendo verso Milano, si trova Cosio Valtellino, dove lo chef Ivan Sutti accoglie i suoi ospiti al ristorante della pizza Eden, con la pizza “Valtellina 2022”.

5. Anello panoramico delle cascate dell’Acquafraggia – Savogno
Un meraviglioso sentiero ad anello che dalle cascate dell’Acquafraggia, uno degli spettacoli più belli e suggestivi della Val Bregaglia, porta alla scoperta di Savogno, borgo raggiungibile solo a piedi. Le cascate dell’Acquafraggia. Nominate addirittura da Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico, devono il nome all’antico “acqua fracta”, cioè torrente interrotto da cascate. Sopra le cascate, appena fuori dal bosco, troviamo Savogno: piccolo borgo a quota 932 m, è stato fino a pochi anni fa un paese fantasma, completamente disabitato dal 1967. Si conclude in dolcezza nella vicinissima Chiavenna, dove provare lo “Strisciatt” di Mattia Giacomelli al risto-crotto bar Il Locale e lo spuntino “Mastafai Sfizioso” al bistrot Caffè Mastai.

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