Il paradiso di Meteora

Nel cuore della Grecia si trova uno dei più affascinanti centri monastici al mondo, un luogo intriso di solennità tipicamente greca e paesaggi da film Pixar d’animazione. Sulle vette di alcune torri naturali di roccia, che riportano alla mente i giochi in spiaggia in cui la sabbia bagnata viene fatta scivolare dai palmi creando delle artistiche stalagmiti di sabbia scura, sorgono una serie di monasteri datati tra il XII ed il XIV secolo.

Collegati tra di loro con rudimentali carrucole che fanno rabbrividire al pensiero che esseri umani vi possano entrare, sono raggiungibili mediante scalinate il cui attraversamento è lungo, ma non eccessivamente faticoso. Il complesso è un luogo, come detto, ricco di sacralità e dedicato al silenzio e al raccoglimento, sospeso nello spazio e nel tempo.

Lo stesso nome trae origine dal greco “mèta”, che significa “tra, in mezzo a” e “aer”, che significa “aria”, dunque traducendo letteralmente “in mezzo all’aria”, o, abbozzando una traduzione meno letterale “sospeso nei cieli”. L’emozione che si prova è infatti proprio quella di essere sospeso, sia per l’atmosfera di devozione che si respira, sia per il silenzio, sia per il panorama impagabile che circonda le torri di pietra.

Attualmente sono sei i monasteri abitati: Agios Stefanos, Agia Triada, Gran Meteora, Varlaam, Roussanou e Agios Nikolaos, ma nel corso della storia sono stati 15 i complessi monastici attivi, 9 dei quali sono ora disabitati, molto impervi e difficili da raggiungere. Ancora accessibile è il monastero di Ypipanti, raggiungibile da un sentiero che origina dalla Gran Meteora, ma di difficile agibilità. I monasteri di Santo Stefano e Roussanou sono peraltro abitati esclusivamente da suore.

La storia del monasteri origina appunto nel XII secolo, quando una comunità di asceti fondò nei pressi della formazione rocciosa dei Dupiani uno stato monastico. Da quel momento, si avviò un periodo di proliferazione degli insediamenti monastici nella zona, tutti di carattere cristiano ortodosso e tutti all’insegna di una interpretazione maggiormente spirituale del cristianesimo, devota alla meditazione ed alla coltivazione interiore della spiritualità.

Il collocamento ad alta quota non è però esclusivamente per motivi spirituali. I secoli a cui facciamo riferimento vedono un periodo caratterizzato dalle invasioni turche in Grecia, contro le quali i monasteri offrivano un rifugio. Anzi, può addirittura dirsi che la scelta di costruire in cima alle torri rocciose fosse proprio animata in primo luogo dalla necessità di sfuggire ai nemici predoni, che col tempo, tuttavia, arrivarono a sgominare alcune di queste fortezze, contribuendo al declino del sito monastico nel corso dei secoli.

Il complesso è accessibile dalla città di Kalambata e l’accesso è ammesso anche per la chiesa della Gran Meteora, oltre che per il museo. È possibile anche l’organizzazione di una visita guidata per gruppi numerosi, come classi o quant’altro.

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