Le 30 mete dell’anno secondo Lonely Planet

Si avvicina la fine anche di questo 2020 e sebbene si sia trattato di 365 giorni indiscutibilmente “diversi” da altri, una costante rimane: le classifiche di fine anno. Una delle più attese, da viaggiatori e non solo, è quella stilata dal guru delle guide turistiche Lonely Planet, che ogni anno indica le mete maggiormente appetibili, secondo criteri variabili. Anche quest’anno, sono 30 i luoghi consigliati dagli editori più apprezzati dai giramondo, tra i quali spiccano anche un paio di interessanti scorci del nostro Belpaese.

I criteri utilizzati da Lonely Planet quest’anno sono quelli della sostenibilità, comunità e diversità.

Ciascuna categoria contiene al suo interno dieci premi, ciascuno attribuito ad una caratteristica del viaggio: si va dal “soggiorno in città”, all’ “alloggio” e così via. All’interno della prima categoria, descritta sontuosamente dagli autori come una lista di “persone e luoghi che stanno rivoluzionando il concetto di viaggio, trasformando il mondo in un posto migliore per le successive generazioni”, troviamo subito una destinazione italiana: le Vie di Dante.

Le Vie di Dante si aggiudicano il premio nella categoria “passeggiate”. Si tratta di un percorso attraverso i luoghi simbolici del poeta italiano, che comincia dalla sua tomba a Ravenna, per procedere fino a Firenze, percorrendo gli Appennini toscani e attraversando larghe vallate. Si tratta di un percorso di 395 km (andata e ritorno), suddiviso in 20 tappe. Le Vie di Dante sono percorribili anche in bicicletta.

Da menzionare, nella categoria Sustainability, vi sono anche Antigua & Barbuda, che si aggiudicano la “destinazione emergente”, in seguito ad una rivoluzione concettuale a favore del green e della mobilità sostenibile, dopo la tragedia del 2017 in cui il paese caraibico venne spazzato dall’uragano Irma. Oggi, il paese sta provando a risorgere e si presenta come un paradiso naturale la cui visione fa brillare gli occhi anche solamente dietro allo schermo.

La categoria Community attiene invece maggiormente alla possibilità di offrire al visitatore un’esperienza vera della comunità che vive all’interno dei vari luoghi. Anche qui, l’Italia riesce ad ottenere un premio, aggiudicato a Georgette Jupe che con il suo blog Girl in Florence offre un approfondimento sulle bellezze del capoluogo toscano, agli occhi di una nativa texana. Il premio vinto si chiama infatti “Expat Storyteller”, che si traduce appunto con “narratrice espatriata” e che valorizza la capacità integrativa di persone provenienti da contesti differenti di determinati luoghi, come nel nostro caso, Firenze.

Sempre nella categoria Community, è premiato l’incredibile progetto inglese Invisible Cities, che prevede un tour guidato di città condotto da persone che hanno vissuto come senzatetto in quelle città. Commovente, come anche assolutamente centrale per la crescita e la reintroduzione di individui in difficoltà all’interno della società, il progetto permette al visitatore di ottenere un punto di vista assolutamente nuovo sulla città che vanno a scoprire.

Infine, nella categoria Diversity vengono raggruppate le esperienze che si contraddistinguono per la capacità di integrare punti di vista differenti e per la capacità di dar voce ad un ampio numero di categorie sociali, provenienti da contesti differenti. Un esempio è Amman, in Giordania, una città che viene premiata per la propria ospitalità ed apertura, venendo indicata come un’oasi del rispetto per le culture e per la persona in quanto essere umano.

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