Sud Corea: progettati i robot Killer ed è allarme

Sono 50 i ricercatori internazionali che hanno lanciato l’allarme: gli esperti di 30 Paesi vogliono boicottare  il Kaist (Korea Advanced Institute of Science and Technology), ossia una delle più prestigiose università della Sud Corea, perché avrebbe realizzato un progetto che punta a sviluppare armi autonome, dei veri e propri strumenti di sterminio. A spingere questa idea bellica sarebbe l’impresa Hanwa Systems, ben nota come forte produttrice di armi del Paese.

I Ricercatori in questione avrebbero dichiarato di non voler più partecipare alle attività accademiche del Kaist proprio per i rischi di quella che sarebbe la “terza rivoluzione” nella tecnologia militare.

L’obiettivo è quello di impiegare l’intelligenza artificiale per la realizzazione di nuove attrezzature militari autonome. Ma il rischio è di “aprire il vaso di Pandora”. Quelle che verrebbero sviluppate sono armi che “permetterebbero di combattere ad una velocità e su una scala che non ha precedenti” e potrebbero essere utilizzate “da despoti e terroristi contro i civili, eliminando ogni barriera etica”.

Sarebbe in questo caso una intelligenza artificiale che non servirebbe a migliorare la vita umana ma per distruggerla.

A firmare per la petizione grandi nomi del settore come il britannico Geoffrey Hinton, il canadese Yoshua Bengio o il tedesco Jurgen Schmidhuber, che boicotteranno l’ateneo fino a quando non darà garanzia “che non svilupperà armi autonome senza significativi controlli umani”.

L’università ha risposto che il progetto “non comprende ricerche su armi autonome incontrollabili” che coinvolgano “violazioni di etica o di dignità umana”. Da parte sua, l’azienda – che tra l’altro produce bombe a grappolo vietate in 120 Paesi – ha dichiarato che l’obiettivo “non è sviluppare armi killer”, ma “controllare in remoto le tecnologie volte a ridurre le perdite”.

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