Italiani più propensi a gestire i propri soldi da smartphone e tablet

Mobile_banking_in_italia

Prima dell’avvento di internet, e in generale di smartphone e tablet che hanno certamente semplificato la vita delle persone, chi possedeva un conto corrente bancario era sempre costretto a recarsi nella propria filiale di fiducia per poter svolgere tutte quelle attività bancarie come semplici bonifici, controllo dei movimenti o ritiro dei soldi, dovendo però fare i conti con code interminabili e lunghe ore di attesa in banca. Fortunatamente la tecnologia, ormai da diversi anni a questa parte, ha fatto importanti passi in avanti rendendo la vita delle persone molto più semplice e permettendo di risparmiare tempo prezioso.

E’ in questo contesto che rientra il fenomeno del mobile banking, servizio offerto ormai da gran parte degli istituti bancari anche in Italia, che attraverso una semplice applicazione per smartphone e tablet consente di accedere a tutto ciò di cui si ha bisogno direttamente dal proprio dispositivo mobile. E se in passato erano ancora molti gli scettici che preferivano svolgere tutte le proprie attività bancarie di persona, gli ultimi dati diffusi da ING Bank, confermano un trend in crescita per il mobile banking in Italia, con numeri che tuttavia restano comunque al di sotto della media europea.

Non tutti, infatti, sono disposti a gestire i propri soldi direttamente dallo smartphone, ma è innegabile che, una volta messo da parte lo scetticismo, ci si può rendere conto di quanto utile e immediato possa essere affidarsi al mobile banking per gestire le proprie finanze. Il nuovo rapporto annuale sulla situazione del mobile banking condotto da ING Bank, interrogando 15.000 consumatori in 15 paesi, ha evidenziato come il 39% degli italiani si affidi proprio a smartphone e tablet per gestire il proprio conto in banca, dato in crescita rispetto al 36% dell’anno scorso, ma ancora inferiore alla media europea del 47%. Il 75% di chi ammette di utilizzare il digitale conferma inoltre che il mobile banking è in grado di migliorare la gestione dei propri soldi. E se in Italia il fenomeno è in crescita, sono ancora lontani paesi come Olanda, Regno Unito e Lussemburgo, dove il mobile banking è sempre di più una consuetudine come dimostrano le percentuali, rispettivamente, del 63%, 55% e 52%. Gli italiani, tuttavia, risultano i più propensi a passare al Mobile banking nell’arco di 1 anno, come confermato dal 24% dei connazionali intervistati.

Nell’ultimo anno sono cambiati anche i sistemi di pagamento utilizzati dagli utenti. Il 66% degli intervistati ammette di aver utilizzato molto meno contante per i propri acquisti, mentre il 61% pensa di affidarsi con più frequenza ai pagamenti da smartphone. Ed è proprio quest’ultima categoria che mostra ancora una certa cautela nei confronti dei servizi di pagamenti forniti da operatori diversi dalle banche tradizionali. Il 75% delle persone intervistate, infatti, conferma di fidarsi maggiormente delle banche rispetto ad aziende del calibro di Google o Apple. Nonostante questo, servizi di pagamento da smartphone come Apple Pay o Android Pay, hanno registrato un incremento del 16%, quasi il doppio rispetto al 2015.

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