GameStop chiude 200 store: tutta colpa dei servizi in digitale

Gli acquisti online e i servizi in digitale stanno mettendo a dura prova i negozi tradizionali. In grande difficoltà anche la catena tra le più conosciute di rivendita di videogiochi internazionale, GameStop. Secondo la comunicazione data dall’azienda stessa, verrà chiuso il 2-3% dei negozi tra i 7500 punti vendita a livello globale. Chiuderanno le saracinesche quindi per minimo 150 e massimo 225 store. Il duro colpo è arrivato dalla vendite sotto le attese previste per il terzo trimestre. I cambiamenti sono quindi necessari e infatti GameStop corre ai ripari aprendo 35 nuovi negozi dedicati specificatamente alla vendita di gadget e giocattoli e 65 per la vendita di prodotti tecnologici, smartphone compresi. Una sorte simile, ma speriamo non identica sul finale, è quella che ha avuto Blockbuster, che per anni ha regnato con la vendita di videocassette di film e cartoni, distrutta poi dalla pirateria e dall’avvento di servizi on-demand in digitale, fino al fallimento nel 2011.

Bisogna quindi reinventarsi su prodotti che servono necessariamente in versione “fisica” come gadget e giocattoli. Le vendite dei videogiochi nuovi e usati sono calate di 222 milioni di dollari per i primi e 48,7 milioni, i secondi. Di contro è aumentata la vendita sia dei prodotti da collezione che di quelli tecnologici fino a 212,4 milioni di dollari e 256 milioni.

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