TORNA IN CAMPO LA SERIE A: TUTTE LE PARTITE DEL SABATO

In attesa del posticipo di questa sera tra Hellas Verona e Genoa, vediamo insieme gli elementi di riflessione offerti dalla 4a giornata della Serie A di calcio, analizzando oggi tutti i match che si sono giocati il sabato.

Finalmente è tornata la Serie A. Dopo la pausa per le nazionali, sabato alle 15:00 è iniziata la 4a giornata del campionato italiano. In generale, si conferma il trend molto offensivo evidenziatosi anche nelle prime 3 giornate, con 41 gol segnati in 9 partite ed una media di più di 4 gol a partita che in Italia non si vedeva da moltissimi anni. Ne beneficia certamente lo spettacolo, con i numerosi gol che fanno da contraltare alla mancanza di pubblico.

Vediamo allora, una per una, le partite del sabato.

Napoli 4 – 1 Atalanta

Pronti, via, al San Paolo va subito in scena uno dei match più attesi dell’anno calcistico: due formazioni in forma smagliante si affrontano davanti ai mille tifosi partenopei radunati in curva. Il Napoli si scrolla di dosso la delusione della sconfitta a tavolino con la Juventus già nel primo tempo con una prestazione incandescente: pressing alto e linee di passaggio atalantine costantemente bloccate.

Ruiz e Bakayoko uniscono muscoli e tecnica per creare una barriera a metà campo che si rivela letale per la compagine nerazzurra, mentre i 4 attaccanti di Gattuso inventano calcio. Osimhen bullizza ripetutamente i centrali di difesa atalantini sui lanci lunghi, Politano sguscia costantemente tra Gosens e Palomino, alternando la minaccia di rientrare sul sinistro e l’affondo verso la linea di fondo con una sicurezza vista solamente quando vestiva la neroverde del Sassuolo, il folletto Ciro Mertens inventa calcio e Chucky Lozano realizza.

Il primo tempo finisce 4-0. Doppietta di Lozano, gol di Politano (bellissimo) e Osimhen. Nel secondo tempo i ritmi si abbassano vertiginosamente e l’unico lampo è offerto dal nuovo arrivato Lammers, bravo a concretizzare freddamente a tu per tu con Ospina la palla ricevuta in profondità, in seguito ad una coraggiosa sortita offensiva di Romero. Finisce 4-1. L’Atalanta, sembrata spenta e scoraggiata dall’intensità mostrata dai partenopei, viene trafitta proprio con il suo gioco offensivo e spregiudicato.

Il migliore: bisognerebbe rispondere Gattuso, ma in campo se la giocano Politano, Lozano ed Osimhen. Per la ritrovata energia, diciamo il primo dei tre.

Il peggiore: Palomino

Inter 1 – 2 Milan

Dopo quattro anni dall’ultima volta, il derby di Milano torna rossonero. Il discorso fatto per la partita precedente vale a maggior ragione per questa: due formazioni che hanno fatto vedere grande calcio a confronto, con l’aggiunta della componente emozionale della rivalità cittadina. Gli appassionati di calcio hanno ottenuto un sabato di giubilo.

Il primo tempo non delude le aspettative: dopo 11 minuti di gioco Kolarov stende Ibrahimovic in area e Mariani indica il dischetto. Lo svedese si fa ipnotizzare da Handanovic (25esimo rigore parato in Serie A), ma sulla parata è veloce a ribattere in rete. Pochi minuti dopo il giovane Leao sfonda sulla sinistra, ingannando con una finta D’Ambrosio, mette in mezzo ed è sempre Ibra a spingere facilmente in rete. Dopo 17 minuti il match è sullo 0-2.

La reazione nerazzurra non si fa attendere. Kolarov avanza sulla sinistra, imbuca per Perisic, che mette forte e teso in centro, Donnarumma prova ad intervenire, ma il passaggio è troppo forte e Lukaku deve solo appoggiare in porta. Da questo momento, sostanziale parità di gioco tra le due squadre, che si protrae fino al fischio finale.

Unico episodio d’interesse, la decisione dell’arbitro su un presunto contatto in area tra Lukaku e Donnarumma: il primo reclama un rigore, il secondo reclama un’ammonizione per simulazione ai danni del belga. Né l’uno, né l’altro, Mariani sancisce fuorigioco, interpretando coraggiosamente il tocco di Kjaer come giocata involontaria e quindi controllando la posizione di Lukaku al momento dell’ultimo tocco nerazzurro.

Inter che gioca bene, anche se per lunghi tratti in modo macchinoso e che paga le assenze forzate in difesa. Milan che gioca sul velluto, con il brio di una squadra giovane e consapevole dei propri mezzi e che porta meritatamente a casa i tre punti, accedendo in solitaria alla vetta della classifica.

Il migliore: Ibrahimovic

Il peggiore: Kolarov

Sampdoria 3 – 0 Lazio

A Genova, la Sampdoria schiaccia i capitolini privi, fra gli altri, di Ciro Immobile.

Nella prima frazione troneggia la noia per una mezz’ora, con una Lazio che non riesce ad uscire ed una Sampdoria che fa gioco senza riuscire ad affondare. Alla mezz’ora, gran cross dalla sinistra del giovane Augello per il solissimo Quagliarella, che di testa trafigge Strakosha e fa 1-0 per i blucerchiati. È ancora il giovane terzino nato a Milano ad impensierire con un tiro cross Strakosha costretto a rifugiarsi in angolo e proprio dagli sviluppi di questo, sempre Augello raccoglie una palla dal limite dell’area e con un tiro all’angolino sinistro realizza il doppio vantaggio.

Dopo l’intervallo, prova la reazione la Lazio, che però non riesce a trovare profondità. Si copre bene la Sampdoria che invece riesce addirittura ad incrementare il vantaggio, con un bel gol del giovane Damsgaard bravo a trovare una palla vagante al limite dell’area, avanzare e piazzare sotto la traversa il 3-0 blucerchiato.

La Lazio alza bandiera bianca ed il match termina senza particolari episodi degni di nota. Anche qui, sicuramente giocano una parte le numerose assenze nella compagine capitolina, sapute tuttavia sfruttare dai genovesi, a cui va dato merito di aver saputo impostare molto bene un match che poteva rivelarsi complicato.

Il migliore: Augello

Il peggiore: Parolo

Crotone 1 – 1 Juventus

Si conclude all’Ezio Scida di Crotone l’ultimo anticipo del sabato. Una Juventus priva della propria star Ronaldo si affaccia alla neopromossa calabrese schierando dal primo minuto l’esordiente Chiesa. Oltre a lui, negli undici bianconeri saltano all’occhio Frabotta e Portanova, prodotti della Primavera.

Sono sufficienti dieci minuti per i padroni di casa per passare in vantaggio: intervento scellerato di Bonucci e l’arbitro indica il dischetto. Simy placidamente spiazza Buffon e fa 1-0. Altrettanto poco basta alla Juventus per trovare il pareggio: un ispirato Kulusevski trova un visionario passaggio tra le linee per Chiesa che dalla destra mette un’ottima palla al centro dell’area: Morata deve solo spingere dentro ed è 1-1.

La gara si fa molto fisica e spezzettata, con un Crotone che va vicino al vantaggio più di quanto non lo facciano i regnanti campioni d’Italia. La Juventus si limita ad un palleggio stanco e si affida a Kulusevski per l’inventiva. Un’occasione per parte con Cigarini che dal limite calcia di poco fuori pur avendo un tiro piuttosto aperto e Portanova che su un’imbucata di Kulusevski spara addosso a Cordaz.

Al 52′, Chiesa entra duro su Cigarini e Fourneau estrae il rosso diretto. La Juventus, nonostante l’inferiorità numerica, trova una parvenza di vitalità con i cambi e trova il gol del vantaggio su un tiro-cross di Cuadrado caparbiamente insaccato da Morata. Dopo un lungo check, viene annullato il gol per fuorigioco millimetrico e la partita termina in pareggio.

Quella vista a Crotone è stata una Juventus molto povera soprattutto dal punto di vista tecnico, incapace di far valere una rosa sulla carta migliore di quella dei padroni di casa. Al contrario, stupisce positivamente un Crotone che mostra grande carattere e che trova il primo punto stagionale.

Il migliore: Vulic

Il peggiore: Portanova, per quanto giovane e giustificato dall’inesperienza, accentuata da un contesto ostico come quello visto allo Scida.

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