Salah quel che Salah

164408049-eb448f22-190d-4d8d-8623-d38ccb8cbdfeGioco di parole molto semplice per definire il titolo della giornata odierna, dopo la magnifica serata del giocatore egiziano della Fiorentina. Gli spagnoli usano un termine onomatopeicamente divertente per indicare l’esplosione e la consacrazione di un calciatore: parlano di crack o ancor più “castellanamente” di craque. Questo è Mohamed Salah per il calcio italiano, un vero botto di post capodanno, l’acquisto più azzeccato del mercato di gennaio.

Il dirompente trequartista/seconda punta/funambolo d’Egitto, proveniente in prestito dal milionario Chelsea, dov’è stato recapitato uno spento Cuadrado, in grado di conquistare sin dalla prima partita la tifoseria viola. Pertanto viene da chiedersi se lo scambio abbia realmente favorito l’una o l’altra squadra. Certamente al momento la Fiorentina sembra aver cambiato faccia. L’arrivo di Salah ha consegnato a Montella un terminale d’attacco più imprevedibile e facilmente inseribile nei suoi schemi, già di base alla ricerca della maggior propensione offensiva.

Salah mostra un sorriso smagliante in ogni istantanea che lo ritrae, e questo è direttamente proporzionale al suo momento ma la magia di questo 22enne, proveniente dalla terra dei faraoni, è iniziata qualche anno fa, quando gli esperti internazionali già lo definivano il Messi d’Egitto. Erano i tempi del Basilea, la cui partecipazione più o meno costante alla Champions permettava alla giovane speranza di mettersi in mostra. In effetti movenze ed accelerazioni ricordano molto il piccolo n. 10 argentino. Salah ha dalla sua un fisico più robusto e un altezza superiore, pur non essendo un gigante. Ciò nulla toglie al genio del Barcelona però è anche il caso di cominciare ad individuarne i successori.

La partita di Coppa Italia ieri sera allo Juventus Stadium è stata la consacrazione di Salah, con la consapevolezza che il potenziale del giocatore è ancora tutto da scoprire. Nella gara di andata della seconda competizione nazionale, l’egiziano ha determinato la differenza tra le due compagini, mettendo in continua apprensione la retroguardia di Allegri e donando al pubblico sprazzi di classe cristallina. La bellezza di questo campione in erba sta nel fatto che, alle spiccate doti tecniche, si unisce una velocità supersonica, soprattutto in fase di progressione. Quello che viene definito nel Calcio come il “cambio di passo” è il vero elemento di pregio del suo repertorio. E’ evidente che dev’esserci anche una buonissima condizione atletica alle spalle e questa è un’ulteriore differenza sostanziale che si nota tra il nostro campionato e quello inglese. Il lascito della Premiere League non può essere però l’elemento di favore predominante nell’esplosione del giocatore. Se i gol non si fanno un attaccante non riesce mai a consacrarsi. Lui sta dimostrando di avere anche la giusta dose di cattiveria e concentrazione sotto porta.

Le due reti di ieri evidenziano proprio questa sua capacità di accelerazione, unita a grandi doti tecniche e di controllo palla……. ne vedremo delle belle.

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