Roma: la resa

++ Calcio: Roma va sotto curva,e Totti 'tratta' con ultrà ++La Roma cade di nuovo, questa volta fragorosamente con tanto di resa e pianto finale. Verrebbero da dire le solite frasi fatte: stagione finita, giocatori indegni, società assente, allenatore colpevole, etc etc. Sarebbe semplicistico e non da veri amanti di questo sport.

Il Calcio insegna che, a certi livelli, queste fasi, a meno che non ti chiami Real Madrid, Barcellona, Manchester, Bayern, (viene da dire anche Juventus), possono capitare e che l’accenno di una crisi psico-sportiva di molti elementi di una squadra in poco più di due mesi, può letteralmente stravolgere una stagione. Sembra davvero tutto assurdo, eppure la Roma il 6 gennaio era a un punto dalla Juve e con tutte le chances aperte sulle altre competizioni, poi certamente non una singola causa ma una concatenazione di eventi, uniti in un disastroso disegno del destino, hanno portato allo sprofondo. Sono fatti di Calcio dunque, la Roma non è la prima squadra nè l’unica, nè l’ultima a cui è capitata questa brutta metamorfosi. Si potrebbe citare la meravigliosa Inter di Champions di solo cinque anni fa, il Napoli di Maradona che nel giro di pochi anni (perchè quel Napoli non annoverava solo Dieguito nei suoi ranghi) si sciolse come neve al sole, la stessa Roma di Capello…l’unica differenza però è che quelle squadre ottennero successi, questa no, questa sembrava in fase di crescita e qualcosa si è interrotto.

La partita di ieri è la classica goccia che fa traboccare il vaso. I periodi negativi, come detto, ci possono stare, l’interrogativo però rimane: come si fa a buttare via tutto, quasi con scientifica dedizione, in poco più di due mesi? Probabilmente sarà difficile avere risposta in merito, i tifosi giallorossi però sono costretti nuovamente a rimanere amareggiati di fronte a una situazione che inizialmente e apparentemente sembrava positiva. Insomma tira una brutta aria e rimane la constatazione che si stia nuovamente al punto di partenza, come in una classica partita di “gioco dell’oca”.

Per molti che erano presenti allo stadio ieri sera, ma anche per chi ha seguito dalla tv le infauste gesta giallorosse, il copione è apparso tristemente chiaro fin dall’inizio… e i fatti lo hanno reso ancor più amaro in poco più di venti minuti. Fiorentina padrona del campo, del gioco e capace di rifilare una tripletta all’imbarazzante difesa capitolina, che ci metteva del suo sin da subito, con un intervento da psicanalisi di Holebas che tranciava in area Mati Fernandes. Rodriguez trasformava il penalty con doppia esecuzione: l’inizio della fine! La Roma capitolava nuovamente al 18′, dopo un inspiegabile intervento di Skorupski che cercando di evitare un calcio d’angolo, consegnava la palla a Marcos Alonso per un facile 2-0. Salah poi era, come sempre, ispiratissimo e sfuggiva a ogni marcatura. Altro rimpianto di questo pazzo momento di stagione, il giocatore a gennaio era praticamente della Roma. Concludeva il tris, e di fatto le sorti del gioco e della stagione giallorossa, Basanta con un colpo di testa in solitario nella area di rigore. 

La disfatta era definitiva, la squadra incapace di reagire. Tutti colpevoli e il pubblico non risparmiava fischi, contestazioni e l’abbandono della Curva Sud, gesto inusuale per una tifoseria sempre estremamente generosa.

Sabatini ribadiva ai microfoni che nessuno vuole abbandonare la Roma in un momento così difficile e il tecnico Garcia continuava ad addossarsi la colpa ma è evidente ormai che il quadro alle spalle della società giallorossa è ben più complesso, con dinamiche tutte da decifrare e con una dirigenza che è ulteriormente chiamata a operare e reagire, se non vuole trovarsi con un “american nightmare” al posto di un dream.

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