Roma: ennesimo pareggio

9c9acf65986ef62a56c9034affca979a_169_lDa quel 5 gennaio, in cui la Roma si imponeva sull’Udinese fuori casa per 1-0, ne è passata di acqua sotto i ponti, e non solo perchè ci troviamo ancora alla fine di un inverno preannunciato da un autunno piovoso. Il riferimento è alle ormai troppe occasioni perse della squadra di Garcia che ormai sembra inguaribilmente malata di pareggite!

Ancora 1-1 quindi, stavolta nella “fatal Verona”, per la Roma del recente passato più per la sponda Chievo, per la verità. Eppure, per la Roma, ricordi di grandi disfatte come quella milanista di inizi anni 70 che fece coniare tale termine, non se ne ricordano. Solitamente in terra scaligera si sono raccolto punti in abbondanza e con relativa facilità.

In effetti anche domenica la gara sembrava essersi direzionata verso un successo ma poi, come spesso ripetuto in questi ultimi tempi, la Roma del secondo tempo si è persa. E via con nuove critiche e col giro delle supposizioni: preparazione sbagliata, squadra deconcentrata, giocatori importanti che non rendono e tanta (ma tanta sfortuna). Dopotutto non si può negare che anche quella ha flagellato la squadra in più di un occasione quest’anno. Proprio per questo non poteva mancare nella sfida contro il Verona: ecco che Florenzi poco prima dell’intervallo, ricadendo a terra dopo un contrasto, si procurava una fastidiosa distorsione alla caviglia, evidente all’occhio attento già a velocità di gioco. Il Verona, anche per l’inutile tentativo della panchina giallorossa di provare a tenere in campo il giocatore, ne approfitta subito, neanche a dirlo. Sul calcio d’angolo successivo Jankovic sfuggiva proprio al dolorante esterno romanista e insaccava il puntuale 1-1.

Del tutto inutile quindi il buon primo tempo effettuato dagli uomini di Garcia, dove, come spesso accade ultimamente, i veri spunti di gioco e conclusione a rete erano tentati da Ljiaic, Totti e Nainggolan, sempre attivo e propositivo anche se evidentemente non più brillante come nella prima parte di campionato. Il Capitano giallorosso riusciva a inventare dalla distanza, con la sua inarrivabile classe, una conclusione potente e beffarda che si insaccava nell’angolo destro dell’incolpevole estremo difensore Benussi (minuto 26), e quando tutto sembrava mettersi per il meglio, la punizione gialloblu si abbatteva inesorabile. Da quel momento in poi tanta pressione e tentativi arrembanti anche di buon livello ma poca sostanza in fondo, fino alla traversa di Ljiaic su calcio piazzato.

Dopo l’intervallo ci si aspettava un tentativo di riscossa, che però non arrivava neanche in questo caso. Da registrare l’impalpabile presenza di Doumbia, entrato al 21 del secondo tempo a sostituire Totti (che francamente sembrava in palla) e la scarsa vena di Gervinho. Prima o poi sarebbe da rivedere anche il meccanismo di questa assurda Coppa d’Africa…

La Roma al momento galleggia in un insidioso limbo e, seppur ancora padrona del proprio destino, deve necessariamente rialzarsi subito, perchè il Napoli incombe e vola alle sue spalle.

Commenti

commenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: