Strepitoso Nadal: il Roland Garros è di nuovo suo

Rafa Nadal vince a Parigi. Il maiorchino si incorona re della terra rossa per la tredicesima volta in carriera, imponendosi in 3 set sul numero 1 al mondo Novak Djokovic.

Per descrivere al meglio questa vittoria e comprendere la persona di cui si sta parlando, conviene partire da un dato, anche simbolico: questa è la centesima vittoria di Rafael Nadal sulla terra rossa del Roland Garros. Per capire la situazione ancora meglio, si è trattato della centesima vittoria su centodue match disputati. No, nessun errore, non avete letto male: il record di Rafa è di cento vittorie e due sconfitte.

Dominante, estenuante, ma soprattutto eterno. Dopo quindici anni dalla sua prima apparizione nel torneo francese, che, manco a dirlo, coincise con la sua prima vittoria in un torneo del Grande Slam, Rafa continua a stupire e a vincere, impermeabile alle ormai trentaquattro primavere segnalate sulla carta d’identità.

La finale con Djokovic costituiva un esito perlomeno molto pronosticabile ad inizio torneo e anzi il dubbio poteva vertere proprio su Nadal, al massimo. Sconfitto da Schwartzmann sulla terra rossa degli Internazionali di Roma, torneo che funge un po’ da “fase preparatoria” al Roland Garros, la dominanza di Nadal era in dubbio.

Da un lato, le condizioni atmosferiche differenti di un torneo che viene giocato usualmente a cavallo tra maggio e giugno e che dunque hanno visto, nell’edizione di quest’anno, un terreno molto meno secco, dall’altro, un Djokovic che appare imbattibile ed in generale degli avversari che hanno recentemente consolidato sempre più il loro ruolo. Tra tutti, menzione va fatta a Dominic Thiem, finalista nelle due edizioni precedenti e vincitore del suo primo Grande Slam agli Open di New York quest’anno.

Il match

Se l’approdo alla finale poteva costituire un episodio probabile, lo stesso non può dirsi del risultato finale. Nadal si impone in 3 set su Djokovic, concedendo solamente 7 giochi al suo avversario.

Il risultato del primo set (6-0), tuttavia, racconta una storia diversa rispetto a quello visto sul campo. La verità è che ben quattro giochi su sei vengono decisi ai vantaggi, con un Nadal capace di imporsi soprattutto nei momenti in cui Djokovic è più vicino a portare a casa il gioco e con punti lungamente combattuti, soprattutto nel primo set. Un dato rilevante è rappresentato infatti dalla durata del primo set: 48 minuti, che per sei giochi è un tempo decisamente sopra la media.

Il secondo set viene inaugurato con il primo gioco vinto nella partita di Nole, offrendo agli spettatori l’illusione di un possibile recupero, spento rapidamente dal break ottenuto da Nadal al successivo turno di battuta. I giocatori iniziano a cercare soluzioni più rapide e angolate, con scambi più brevi. Rafa non sbaglia nulla e Nole incomincia a forzare sempre di più, trovando punti meravigliosi, ma anche molti errori non forzati.

La conta di questi ultimi, a fine partita, è impietosa: gli errori non forzati per Djokovic sono 52, contro i soli 14 di Rafa, che erano solamente 6 al termine del secondo set.

Il secondo set finisce 6-2 e nel terzo la partita diventa una battaglia di nervi: entrambi sono in grado di strappare il servizio all’altra parte una volta ciascuno e si arriva sul 5 pari, dopo che Nole non è riuscito a concretizzare un set point durante il turno di battuta di Rafa, sul 5-4. L’undicesimo gioco del set rappresenta lo strappo definitivo: sul turno di battuta del serbo, Nadal si impone con tenacia e strappa il servizio. L’ultimo gioco è una formalità: Nole è scoraggiato e Rafa chiude con un ace.

Nadal vince la sua centesima partita, conquista il suo 13simo Roland Garros su 15 edizioni partecipate e raggiunge Roger Federer a quota 20 tornei Grande Slam vinti. Proprio Federer non perde un secondo a complimentarsi con il rivale, ma soprattutto l’amico e Rafa stesso confessa quanto sia importante per lui l’aver pareggiato colui che viene ritenuto dai più il migliore di tutti i tempi.

Gli amanti di tennis, nel frattempo, guardano con commozione il rispetto e l’affetto tra questi due mostri sacri e riflettono su quanto siano fortunati a vivere nella stessa epoca di Roger e Rafa. E chissà che tra un paio d’anni non si aggiunga anche Nole.

 

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