La bellezza del Calcio

20150215_adoumbia.jpg.pagespeed.ce.Ylz8eiYz7yIl Calcio, per fortuna, resta ancora una “scienza inesatta”.

Ecco quindi che la domenica dei risultati scontati si trasforma in una delle più incerte giornate di campionato, dove le piccole di provincia (o le nobili decadute come il Parma), quasi a rispondere alle ingiustificabili esternazioni da parte di Lotito nella telefonata registrata dal dg dell’Ischia Iodice che ha scatenato l’ultimo caso di ingerenze affaristico-calcistiche, si riprendono sul campo il merito sportivo troppo spesso deriso, non calcolato e comunque mai contato al cospetto delle compagini più titolate e forti economicamente.

E cosi la capolista viene fermata da un arrembante Cesena sul risultato di 1-1, mentre la Roma non va oltre lo 0-0 in casa contro lo sconquassato Parma di Donadoni. Addirittura il Napoli, nell’anticipo del sabato, viene letteralmente surclassato dal Palermo delle promesse argentine. Se poi volessimo completare il quadro di questo inatteso turno, potremmo aggiungere il decaduto Milan (non fa più quasi notizia, n.d.r.) che pareggia in casa, prendendosi una pioggia di fischi dai proprio tifosi, contro l’ormai certezza del calcio provinciale, l’Empoli di mister Sarri.

Ognuna delle big che hanno steccato può imputarsi buone responsabilità sull’arresto in campionato ma, se del Napoli vizi ed errori sono arcinoti e della Roma è evidente il calo psico-fisico, dalla Juve non ci si aspettava certo questa battuta d’arresto. E poi, in fondo, ci sono loro… le troppo spesso bistrattate provinciali che, comunque, corrono e si dannano l’anima in mezzo al campo e molto spesso, guarda il  bel gioco espresso dall’Empoli, riescono anche a produrre rispettabilissimi spettacoli di football nostrano.

La gara del Manuzzi è stata molto combattuta, con rovesciamenti di fronte e improvvise accelerazioni del Cesena, con conclusioni che hanno impegnato Buffon in più di un’occasione. Ottima la presenza e la risposta dell’intramontabile n. 1 bianconero. Certo occasione sprecata per la Juve che, dopo aver subito il vantaggio del Cesena ad opera di Djuric, riusciva a portarsi sul 2-1 alla mezz’ora del p.t. L’uno-due portava la firma di Morata e Marchisio. Il cesena ha continuato a fare il suo gioco e, dopo qualche tentativo a vuoto con lo stesso autore del pareggio, riusciva proprio con Brienza al 70′ a riequilibrare le sorti della gara.

La Roma dal canto suo, ancora seconda in classifica ed ora a +5 sul presuntuoso Napoli di Benitez, pur avendo un’ottima possibilità di allungo col risultato acquisito del Barbera, si faceva imbrigliare dal disperato Parma di mister Donandoni e di capitan Lucarelli. La squadra di Gracia, alla prese con infortuni, influenze e rientri dell’ultimo minuto (vedasi Gervinho e Doumbia) continua a vivere il suo momento no: calo di concentrazione e scarsa lucidità di gioco, oltre che evidente affaticamento fisico. Questo influiva nettamente sulla prestazione. E’ lecito però aspettarsi di più da quella che ad inizio anno si era proclamata anti-Juve.

Insomma una domenica di passaggio, per nulla scontata, che ha visto cadere ad opera del sempiterno Chievo (altra bella realtà nostrana) anche la promettente Samp del vulcanico Ferrero. Anche in questo caso il calo di brillantezza negli ultimi tempi è evidente. Campionato quindi concluso? Forse no, grazie anche alle mai troppo apprezzate provinciali, capito Lotito?

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