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Intervista ad Ernesto Chevantón con il ritorno del Lecce in serie A

Una squadra solida che con il ritorno in Serie A ha già fatto record di abbonamenti. Possiamo trovare l’intervista all’ex attaccante uruguaiano Ernesto Javier Chevantòn in esclusiva e in versione integrale sul sito sitiscommesse.com. Un’intervista che racconta del suo amato Lecce e del suo passato come bomber. Il futuro? Di sicuro come allenatore di calcio!

Chevantòn racconta di una tifoseria, quella del Lecce, con tratti meravigliosi e che sta accompagnando la loro presenza in serie A, senza però averli mai abbandonati anche in passato.

Il Lecce è una squadra che potrà regalare grandi soddisfazioni, come nella prima partita contro l’Inter e la sconfitta solo al 90° minuto.

Leggiamo:

“Il mio contratto con il Lecce è finito il 31 luglio. Ho avuto la possibilità di parlare con il direttore sportivo, Pantaleo Corvino, e la sua idea era di farmi continuare con lo stesso gruppo di ragazzi dell’Under 15, passati alla 16, quindi con lo stesso gruppo di due anni fa. L’Under 15 è stato un campionato nuovo per me, nuovo anche per i ragazzi, perché arrivavano da due anni di pandemia dove non avevano giocato. È stato difficile, però abbiamo svolto un ottimo lavoro, facendo risultati contro squadre al nostro livello”.

Tornando a parlare delle diverse dinamiche della serie A e della serie B, ha fatto notare come il Lecce in serie B ha avuto il suo peso, puntando sempre a risalire e proprio per questo è una squadra importante in serie A e molto apprezzata dalle altre squadre. Si tratta comunque di due campionati ben diversi. La B è un torneo molto duro.

Si parla poi anche del calcioscommesse e dello scandalo del 2011. Ha abbracciato il pensiero comune, dove i giocatori che si vendono le partite non sono ovviamente ben visti. Sono i giocatori i primi a dover mostrare di essere puliti e onesti. Non è solo un discorso che abbraccia le scommesse ma anche il doping.

L’intervista finisce sul discorso calciatori e a quale si sia ispirato in particolar modo. Il primo nome è quello di Suárez nel quale si è immedesimato inizialmente. La stessa voglia di voler fare sempre gol, nel vedere sempre la porta ed entrare in campo e voler soltanto segnare.

Lui come giocatore ha i suoi ricordi e le azioni rimaste impresse per sempre nella sua memoria: la sua prima rete contro il Parma, con la pesa di palla a Frey, dopo 2 minuti di gioco. Del gol contro il Milan su punizione o di quello contro il Napoli, nel 2010, che ha dato la salvezza e la permanenza in Serie A. Tra i goal preferiti ci sono quello segnato a Perugia, dopo metà campo e quello contro il Bari a Bari: vincevano e al 90º con il pareggiato 1-1.

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