Coppa Italia 25/26, nessuna sorpresa e poco spettacolo

Nessuna sorpresa nei sedicesimi di finale di Coppa Italia 2025/2026. Passano tutte le squadre di Serie A ad eccezione dell’Hellas. Agli ottavi Lazio-Milan e Fiorentina-Como tra le altre, ma il format non convince.

I sedicesimi di Coppa Italia

Sedicesimi di Coppa Italia senza scossoni, con praticamente tutte le squadre di Serie A vincitrici.

Passa senza problemi il Milan, chiamato ad una gara infrasettimanale (come poche volte accadrà quest’anno) appena prima di Milan-Napoli. La partita, in gara secca, poteva essere una trappola, ma sia la bravura del Milan che la pochezza del Lecce hanno permesso ai rossoneri di passare il turno in scioltezza.

La partita comincia bene per il Milan, con Siebert che commette una ingenuità al limite dell’area e viene punito con il rosso. Da li in poi è tutto più facile del dovuto, con Gimenez che si sblocca su assist di Bartesaghi, e Pulisic che sfrutta l’assist di Fofana. Nel mezzo il bel gol di Nkunku in semirovesciata, che ben si presenta a San Siro e mostra subito le sue qualità.

Per la squadra di Allegri ulteriore prova di forza, con la squadra che dimostra di essere centrata anche sulla Coppa Italia, obiettivo non minore rispetto al Campionato. Per il Lecce sconfitta indolore per la competizione, ma gravissima nei modi. Se la squadra di Di Francesco non troverà equilibrio e carattere rimanere in categoria potrebbe essere una vera impresa.

Vittoria facile del Como sul Sassuolo, con la squadra di Fabregas che vince grazie alla doppietta di Jesus Rodriguez ed al gol di Douviskas. Attenzione al Como, per loro la Coppa Italia potrebbe essere un vero obiettivo.

Vince facilmente sul Frosinone il Cagliari, decidono i gol di Gaetano, Borrelli, Felici e Cavuoti. Vincono anche Genoa ed Udinese rispettivamente grazie ai gol di Frendrup, Marcandalli, Ekhator e di Zaniolo e Miller.

Vince il Parma ai rigori mentre regna la noia tra Hellas e Venezia e Torino-Pisa, con i veneziani che sono gli unici a fare il “colpaccio”.

Considerazioni sul format

Non un gran turno di Coppa Italia tutto sommato quello appena vissuto, con le problematiche che sono da ricercare in diversi fattori.

In primo luogo si è ancora ad inizio stagione, è difficile pretendere un livello alto di calcio a settembre, e tolto il Milan che ha grande qualità le altre hanno tutte faticato.

In secondo luogo c’è l’appeal della competizione. La Coppa Italia è un “torneo a salire”, con i primi turni che non sono per nulla seguiti e con le fasi finali che improvvisamente diventano appetibili per tutti. Questo è dovuto principalmente alla formula adottata. Le squadre più forti infatti sono estremamente avvantaggiate entrando direttamente agli ottavi di finale, mentre per le squadre delle serie minori è praticamente impossibile sovvertire i pronostici nei primi turni in quanto giocano fuori casa. Già il divario è ampio, con il fattore campo poi la cosa diventa impossibile.

Ecco quindi la facile soluzione, con un torneo alla F.A. Cup che potrebbe essere preso in considerazione. Gare secche tutte in casa della squadra “peggiore piazzata”. In questo modo le big non avrebbero vita facile, trovandosi su campi ostili a dover difendere a tutti i costi il loro onore. Il passaggio del turno non sarebbe per nulla scontato, la qualità delle big dovrebbe affrontare il clima casalingo infuocato delle medio-piccole ed i tifosi aumenterebbero (ad oggi scarsi).

La soluzione è sempre stata a portata di mano, ma in questo, come in altri casi, il cambiamento non avviene. Facile pensare che le big non vogliano perdere la propria posizione di dominio, avendo la possibilità di impegnarsi “il giusto” tra i mille impegni, giocando poi per davvero solo in semifinale ed in finale. Allo stesso modo facile però pensare che un format di questo tipo non accontenti nessuno, ed il seguito della competizione, fino almeno ai quarti, non andrebbe ad aumentare nel tempo.

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