Chelsea campione, ma è andato tutto bene nel Mondiale per Club?

Chelsea vittorioso per 3 a 0 nella finale contro il Psg, ma quali cose hanno funzionato e quali no nella neonata competizione? Tra grandi partite e momenti disastrosi la competizione è ad ogni modo promossa, l’importante è che la prossima volta si limitino alcuni fattori di intrattenimento puro.

Chelsea-Psg

Partita senza storia quella andata in scena nella finale del Mondiale per Club americano. Ad avere la meglio il Chelsea, squadra giovane, organizzata ed in rampa di lancio.

La finale è una partita a senso unico, con il Chelsea ad attaccare sin dal primo minuto. Il primo gol è frutto di un grandissimo gol di Palmer. L’inglese prima ci prova mandando di poco al lato, poi trova la giocata vincente infilando Donnarumma di precisione. Il secondo gol è estremamente simile, con Palmer che mira l’angolino basso e batte nuovamente Donnarumma sul secondo palo. Siamo al 30° e il Psg è già sotto 2 a 0, un risultato estremamente difficile da prevedere ad inizio partita.

La “mazzata” definitiva arriva con Joao Pedro. Il giocatore conferma il suo grandissimo stato di forma e sigla il 3 a 0 su assist perfetto del solito Palmer.

Il secondo tempo è una pura formalità, con il Psg che prova a creare qualche occasione quantomeno per riaprire la partita, e con il Chelsea che prova a ripartire in contropiede. Va molto più vicino al gol il Chelsea che il Psg, con la coppa che va infine ai blues.

Il Chelsea è una squadra forte, non c’è da dibattere su questo. Il punto è capire come quanto questo progetto parta da lontano e sia in costante espansione. Con l’arrivo del nuovo proprietario gli investimenti sui migliori giovani del mondo sono una costante, con il Chelsea che di anno in anno compra almeno un paio di profili futuribili e li aggiunge ad una squadra di età media molto bassa. Con queste basi (e con cartellini acquistati a suon di milioni) prevedere un Chelsea ai vertici del mondo nei prossimi anni sembra abbastanza scontato.

Lato Psg poco da dire. La stagione è la migliore della sua storia e il futuro sembra più roseo che mai. Attenzione però, ripetere questa annata non sarà semplice. Bisognerà cercare di guardare avanti piuttosto che ripetere all’infinito la stessa formula. Rinnovarsi (non reinventarsi) può essere la formula vincente in questo caso.

Cosa rimane di questo Mondiale per Club

E’ stata la prima volta di un Mondiale per Club con questa formula, ebbene come è andata?

In generale la competizione si è ben distinta per qualità e spettacolo. C’è però da distinguere alcune situazioni. Per alcune squadre era impossibile fare meglio in quanto in costruzione (Real Madrid ad esempio), mentre per altre già essere presenti era tanto (vedi Inter, livello fisico assente). Ad ogni modo mentre inizialmente lo spirito era quello delle amichevoli, con l’avanzare del torneo le cose sono cambiate.

Riguardo lo spettacolo però c’è di meglio da fare. Il calcio non è uno sport con caratteristiche alte di intrattenimento “stile Usa”, proporre quindi idee strettamente legate allo spettacolo non è una buona idea. Da rivedere gli ingressi pre-partita così come lo spettacolo di metà finale. Tutto molto bello, ma in Europa si va allo stadio per la partita, non per lo spettacolo.

Da rivedere i protocolli per le condizioni meteo, decisioni che vengono dall’alto, ma decisioni che rischiano di spostare tanto in una competizione come questa. Voto sospeso anche per la presenza del pubblico. E’ risaputo che ci siano stati problemi con la vendita dei biglietti, molti svenduti a ridosso delle partite minori. Andare dall’altra parte del mondo del avere gli stadi vuoti non è una grande idea, su questa cosa si deve lavorare di più.

Voto zero all’inno degli Usa prima della finale e a Trump. Il fatto che l’evento sia stato giocato negli Stati Uniti non fa dell’evento una prerogativa americana. L’inno, con tutto il rispetto, non aveva senso. Stesso discorso per Trump durante la consegna del trofeo. Quel momento è dedicato alla squadra vincitrice, allo sport ed alla competizione. I capi di Stato, i rappresentanti di organizzazioni, la politica e il farsi vedere per accaparrare voti sono cose che devono rimanere fuori.
La competizione non è stata male, ma in ottica Mondiale dell’anno prossimo (alla fine questa era solo una prova…) sarebbe meglio pensare più al calcio e meno alla valorizzazione della location.

 

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