Tra stomaco e cervello, chi comanda nel nostro corpo? [le principali patologie connesse]

 

  • Quasi 9 italiani su 10 hanno sofferto almeno una volta di disturbi gastrointestinali: stress e cattiva alimentazione i principali responsabili.
  • Oltre il 44% ricorre ai farmaci di automedicazione.
  • I consigli di Assosalute per mantenere in sintonia i nostri due cervelli.

“Avere un mal di pancia”, “agire di pancia”, “avere le farfalle nello stomaco” espressioni entrate nel linguaggio comune che trovano una corrispondenza a livello scientifico nell’interdipendenza che esiste tra stomaco e cervello, entrambi responsabili del nostro benessere psico-fisico.

I malesseri gastrointestinali, secondo un’indagine di Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione) interessano la grande maggioranza degli italiani: l’89,6% ha avuto esperienza di almeno un disturbo a stomaco e intestino, mentre il 57,7% di più disturbi diversi.

Bruciore di stomaco (36,8%), dolore addominale (32,4%), gonfiore e meteorismo (28,1%), diarrea (27,1%), difficoltà digestive (25,7%) e stitichezza (25,4%) sono quelli più ricorrenti.

 

A scatenarli abitudini alimentari scorrette e stress. L’84,9% degli italiani, in particolare uomini e over 65, dichiara di soffrire di qualche disturbo intestinale quando mangia troppo (53,4%) o quando mangia male, di fretta, saltando i pasti (13,7%) o assumendo pochi vegetali (17,8%). Preoccupazioni (37,0%), momenti di difficoltà (28,3%) e, più in generale, la frenesia della vita di tutti i giorni generano malesseri a stomaco e intestino per il 78,3% degli intervistati e per l’88,4% delle donne.

A livello gastrointestinale esiste un secondo sistema nervoso denominato enterico, costituito da oltre 100 milioni di neuroni che regolano autonomamente alcune funzioni quali l’assorbimento, la digestione e la motilità dell’intestino – afferma il prof. Attilio Giacosa, Coordinatore scientifico del Dipartimento di Gastroenterologia del Gruppo Sanitario Policlinico di Monza e Docente dell’Università di Pavia – I due sistemi nervosi, quello centrale e quello periferico, comunicano attraverso una fitta rete di impulsi bilaterali trasmessi soprattutto attraverso il nervo vago. Il cervello cranico e quello enterico interagiscono condizionandosi a vicenda”.

 

A “telecomandare” la relazione intervengono molti meccanismi biologici e fra questi gioca un ruolo importante la serotonina, una molecola che fa da “neurotrasmettitore del benessere”. La serotonina, pur agendo a livello cerebrale, viene prodotta per il 95% nell’apparato gastrointestinale. Oltre a regolare il processo peristaltico necessario allo svuotamento dell’intestino, la serotonina determina anche i movimenti dell’attività digestiva.

Quando si mangia un cibo gustoso – continua Giacosa – l’intestino libera i suoi ricettori e aumenta la presenza di serotonina, rendendola disponibile a livello cerebrale e favorendo così anche la sensazione di piacere e benessere associata al consumo di quel particolare alimento. Secondo lo stesso meccanismo, in presenza di una infiammazione in sede intestinale, viene prodotto un eccesso di serotonina che, da un lato induce la comparsa di disturbi gastrointestinali, dall’altro attiva a livello cerebrale un enzima che demolisce la serotonina, influenzando negativamente il nostro umore”.

Stomaco e intestino sono un vero e proprio “secondo cervello” che risente dei nostri stili di vita e del quali dobbiamo imparare a prenderci cura.

In caso di malesseri gastrointestinali il 44,4% degli italiani ricorre ai farmaci di automedicazione, mentre il 27,5%, soprattutto donne e giovani, utilizzano i classici rimedi della nonna come l’assunzione di tisane o brodo caldo. Per oltre la metà degli intervistati la principale arma contro i disturbi gastrointestinali è l’attenzione all’alimentazione (55,2%).

È opportuno fare caso non solo ai sintomi, ma alle modalità con cui si verificano: ad esempio, un malessere solo diurno e non notturno, è spesso correlato a un disturbo legato ad ansia o a stress e può rappresentare un utile campanello di allarme, indice di una causa psicosomatica” – aggiunge il prof.Giacosa. – “Spesso il paziente si trova ad affrontare questi disturbi in momenti o situazioni in cui non è possibile disporre del consiglio del medico. In questi casi è importante agire tempestivamente sui sintomi utilizzando come prima misura curativa i farmaci di automedicazione, eventualmente consultando il farmacista e ricorrendo successivamente alla consultazione medica in caso di sintomi di allarme come la febbre, il sanguinamento o l’aggravarsi della sintomatologia”.

Gli operatori sanitari rimangono un punto di riferimento importante per gli italiani: se il 38% si cura da solo con farmaci da banco che conosce per esperienza, il 21,3% chiede consiglio al farmacista, mentre il 35,3% si rivolge al medico di famiglia. In oltre due casi su tre è proprio il medico ad essere interpellato quando la sintomatologia persiste e si sospetta una componente psicosomatica.

Per prevenire al meglio la sintomatologia e mantenere in armonia stomaco e cervello è importante mangiare in maniera più sana ed equilibrata (66,8%) e prendersi cura di sé attraverso il riposo (17,7%), l’attività fisica (17,5%) e il tempo libero (9,2%).

Le feste sono un’ottima occasione per rilassarsi ma è importante ricordare come il cibo sia il fattore causale più frequente nella genesi delle difficoltà digestive e altri disturbi ad esse correlati.

Quantità di cibo superiori al normale e con abbondante ricorso a condimenti o a cottura “critica” inducono facilmente a nausea, stipsi, disturbi del sonno, meteorismo con frequenti eruttazioni o flatulenza, pesantezza di stomaco, acidità, cefalea e sensazioni di disagio – conclude Giacosa  –  Alcuni semplici accorgimenti come cercare di dedicare tempo all’attività fisica anche solo attraverso passeggiate “digestive”, non esagerare con i peccati di gola e i condimenti, mangiare con calma, cercare di limitare fumo e alcolici possono aiutarci a non rovinare le feste rendendole un vero momento rigenerante sia per il cervello che per l’intestino”.

DISTURBO/SINTOMO
TIPOLOGIA FARMACO DI
AUTOMEDICAZIONE

Stitichezza/stipsi:

I lubrificanti, quali, ad esempio i farmaci a base di  glicerolo, rendono più facile la defecazione mentre poi vi sono farmaci senza obbligo di ricetta come ad esempio l’idrossido di magnesio, il citrato di magnesio, il carbonato di magnesio, il sorbitolo in associazione, il macrogol e la gomma stercula che
aumentando la massa delle feci. Nei casi più ostinati si può anche puntare sull’azione di farmaci lassativi in grado di stimolare la defecazione in quanto irritano le pareti dell’intestino favorendone
lo svuotamento (ad esempio bisacodil, boldo, cascara,lattulosio e lattilolo, semi di piantaggine, senna, sodio picosolfato e sodio fosfato, aloina in associazione).

Diarrea:

 La cura della diarrea prevede l’uso di microrganismi antidiarroici e di farmaci antidiarroici. I microrganismi antidiarroici sono in grado di ripristinare in tempi rapidi la normale popolazione batterica intestinale. Particolarmente utili sono quelli a base di lievito (saccaromycesboulardii) e di lattobacilli (fermenti lattici o
probiotici). Quando dura qualche giorno, possono essere utili farmaci che inibiscono la motilità intestinale come la loperamide, controindicata nei bambini.

Cattiva digestione/Dispepsia/Pesantezza
di stomaco:

La dispepsia o cattiva digestione si può
sconfiggere con enzimi digestivi (proteine normalmente prodotte da pancreas e stomaco), farmaci procinetici, denominati così perché
aumentano la motilità della muscolatura liscia dell’apparato digerente, accelerando i tempi di transito e normalizzando lo svuotamento gastrico, e antiacidi (acido citrico, bicarbonato di sodio, carbonato di calcio, citrati di sodio, composti di alluminio e magnesio).

Bruciori di stomaco/ Pirosi gastrica/
Reflusso gastroesofageo/ Acidità L’acidità gastrica:

 è neutralizzata da: farmaci antiacidi (acido citrico, bicarbonato di sodio, carbonato di calcio, citrati di sodio, composti di  alluminio e magnesio, magaldrato); farmaci antisecretori, come gli anti-H2 (cim etidina, ranitidina) e gli inibitori di pompa protonica (omeprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo); procinetici, denominati così perché aumentano la motilità della muscolatura liscia dell’apparato digerente, accelerando i tempi di transito e normalizzando lo svuotamento gastrico. Tra i principi attivi comunemente consigliati vi sonometoclopramide cloridrato e dimeticone . Entrambi
hanno anche un effetto anti-nausea.

Aerofagia/Meteorismo:

Qualora insorgessero tali disturbi si può ricorrere a farmaci c.d. adsorbenti intestinali che, assorbono i gas presenti nell’intestino, a base di contenenti carbone attivato oppure simeticone.

Emorroidi:

Alcune specialità medicinali automedicazione applicate localmente, sotto forma di pomata o di supposta, permettono un sollievo a bruciore, dolore, infiammazione, infezione. Sono disponibili in automedicazione anestetici locali per il dolore (ad esempio amilocaina, benzocaina in associazione, lidocaina in associazione, pramocaina, tetracaina, oxetacaina), antiinfiammatori da impiegare in loco (ad esempio,1ruscogenina, fluocinolone, fluocortolone,  idrocortisone in associazione) e sostanze eparoinoidi, che proteggono i capillari, per rinforzare la parete dei vasi, per uso topico o, talvolta sistemico (ad esempio centella, eparansolfato, escina, oxerutina, glicosaminoglicano polisolfato, pentosano polifosfato sodico, troxerutina), antisettici che consentono di evitareinfezioni locali, e poi prodotti di origine naturale, per esempio a base di lievito di birra.

Dolore addominale:Sono disponibili farmaci antispastici o anticolinergici (ad esempio papaverina, scopolamina, cimetropio bromuro) in grado di rilassare la muscolatura della parete del tubo
digerente. La loro azione prevede proprio una sorta di “controllo” sull’iperattività dei muscoli del viscere e quindi può portare alla riduzione dell’intensità dei fastidi.

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