Roma a Luci Rosse

prostituzione

A Roma sembra che qualcosa si muova sul fronte della legalizzazione della prostituzione (?). Legalizzazione è forse un termine improprio per definire il progetto portato avanti dal Presidente del IX municipio Andrea Santoro. e appoggiato (sembrerebbe) anche dall’assessore alle Politiche Sociali Francesca Danese e anche dall’assessore alle pari opportunità Alessandra Cattoi.

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Il dibattito che si apre può prendere diverse direzioni. Da una parte può essere apprezzabile il fatto di tenere sotto controllo il fenomeno che si manifesta nelle strade in zona Eur. Ciò che si sta definendo prevede che una o più strade vengano dedicate alle Lucciole. ma sul come tale attività abbia la possibilità di manifestarsi, ancora non è dato sapersi, e pare ci siano diversi vuoti organizzativi.

Ad Amsterdam i quartieri a luci rosse, sono vere e proprie abitazioni o botteghe. Il mestiere più antico del mondo  non viene praticato in strada. C’è una tutela di chi esercita e anche una certa garanzia sull’igiene. Certo, quello che avviene dentro le mura, dietro le porte non è dato sapersi e anche lì certamente, sfruttamento e violenze non sono escludibili solo perché si parla di una Nazione all’avanguardia su molte problematiche sociali e da sempre considerata moderna.

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Droga, alcool , prostituzione sono diventate anche voci di Bilancio. Si arriverà a breve al paradosso Macroeconomico per cui la legalizzazione di elementi da sempre fuorilegge, aiuteranno i conti pubblici, aiuterà il Pil. Che desolazione. P.S. Ciò viene imposto da un  DEF, Documento di Economia e Finanza dell’Europa che era previsto avessimo già dovuto  recepire nei conti Italiani.

Ma a Roma come avrebbero intenzione di far svolgere queste attività Legalizzate? Per il momento si parla molto vagamente di un’ordinanza che partirà ad Aprile. Sarebbero previsti Operatori Sociali per un sostegno psichico e fisico. Diciamo che costoro dovrebbero monitorare che non ci siano fenomeni di sfruttamento, consegnare preservativi. Il progetto dovrebbe costare su  cinquemila Euro al mese (niente se servisse a qualcosa)

Ma chi vogliamo prendere in giro? La prostituzione è principalmente un fenomeno di sfruttamento. Ragazze che vengono dall’Est europeo o dai paesi del Nord Africa non stanno mica in strada per il gusto di fare la “zoccola” . Fanno ciò per guadagnare, sicuramente, ma quanto di quello che incassano?. La maggior parte vivono sotto scacco, sono ricattate minacciate e/o picchiate.

Legalizzare dovrebbe prevedere un vero e proprio Censimento: individuare chi “opera”, prevedere controlli medici periodici, a garanzia della salute dell’interessata e di chi usufruisce dei servizi… e poi note dolenti, una volta individuato chi fa cosa, dare il permesso di soggiorno per un lavoro legalizzato e far pagare le tasse. (dare un senso al non-senso)

Dal punto di vista “Legalizzazione” e della “Salute”, la cosa potrebbe pure andare, ma dal punto di vista sociologico, per me resta inaccettabile. Pur essendo a conoscenza che c’è chi va a puttane, lo fa e lo continuerà a fare, mi sembra deontologicamente inaccettabile che uno Stato socialmente operoso (e diciamo pure cattolico – ma per me questo non ha senso) accetti di istituzionalizzare tutto ciò .

Mettiamola così, aldilà delle tante chiacchiere, questa cosa che sta partendo al IX può essere apprezzata se vista come qualcosa, che limiti la prostituzione in strada, ne determini le zone e ne limiti l’espansione.

Ben vengano i controlli sanitari e i supporti degli psicologi (ma solo per far emergere fenomeni di sfruttamento e violenza)

Spero che tutto venga monitorato dalla questura e spero che questa iniziativa venga recepito da tutti i Municipi MA SOLO SE CONTEMPORANEAMENTE SI PROVVEDA SERIAMENTE A CERCARE DI SRADICARE LA RETE  CHE PORTA A TUTTO CIO’.

P.S Mi sa che coloro che aderiranno all’iniziativa lavoreranno molto poco. Vi immaginate gli usufruitori dei “servizi” che vengono fermati per aver consegnato il preservativo prima di Trombare… Poi all’uscita (da dove non si sa) la consegna della salviettina per pulirsi,  una piccola intervista… nell’anonimato più assoluto, a parte qualche foto…

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