Pediatri contro dieta vegana. Sconsigliata nei primi anni di vita

Le diete vegetariane e vegane negli ultimi anni sono diventate la scelta di alimentazione di un numero sempre maggiore di italiani. Secondo gli ultimi dati Eurispes sarebbero più di 4 milioni gli italiani che seguono una dieta vegana o vegetariana, un numero in costante aumento che, tuttavia, non raccoglie l’approvazione della comunità scientifica, che ritiene questo genere di diete dannose per la salute, se non accompagnate dall’integrazione di determinati nutrienti.

La questione diventa ancora più delicata se la dieta vegana si applica ai più piccoli. E’ proprio sull’argomento che in occasione del congresso della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale è stato presentato un rapporto attraverso il quale i pediatri spiegano che una dieta vegana non è mai raccomandata per i bambini, soprattutto nei primi anni di vita, considerati i più importanti per lo sviluppo.

Questo studio appare piuttosto dettagliato perché realizzato attraverso l’analisi di ben 120 studi internazionali che hanno coinvolto adolescenti, bambini, mamme e donne in gravidanza, e con il coordinamento di Margherita Caroli, considerata tra i più importanti esperti di nutrizione pediatrica in Europa. I risultati del documento, di fatto, spiegano che la dieta vegana è del tutto sconsigliata per i bambini nei primi anni di vita. Al contrario la dieta vegetariana può essere applicata, ma solo se integrata con uova, latte e alimenti che contengano vitamina B12, ferro e omega 3.

Stando al rapporto, le diete latto-ovo-vegetariane e quelle vegane non sono adatte per i bambini, perché limitano lo sviluppo neurologico, motorio e psicologico dei più piccoli. E considerando che la maturazione cerebrale avviene nei primi due anni di vita, diete del genere impediscono l’apporto di nutrienti fondamentali come ferro, zinco e vitamina B12, aumentando i rischi per la salute. Nel rapporto si legge, quindi, che queste diete devono essere sconsigliate almeno fino al quinto anno di età, partendo sempre dalla necessità di integrare l’alimentazione per apportare quei nutrienti assenti dalle diete vegane e vegetariane.

Dal rapporto si evince che la scelta migliore appare la dieta mediterranea che bilancia il consumo di alimenti di origine vegetale e animale. Dal rapporto, tuttavia, emerge che il rischio non riguarda solo i bambini, ma anche gli adulti. Alcuni studi hanno evidenziato una maggiore incidenza di disturbi alimentari (come bulimia e anoressia), tra gli adolescenti che non consumano carne e pesce e alimenti di origine animale. Attenzione dovrebbero fare anche le donne che seguono diete vegane in gravidanza o durante l’allattamento.

Nel primo caso il consiglio è quello di effettuare controlli maggiori per colmare eventuali carenze nutrizionali. Per le donne vegane o vegetariane, invece, il consiglio è di allattare i figli fino ai due anni. In ogni caso, la migliore soluzione è sempre quella di affidarsi al consiglio di specialisti, evitando le diete fatte in casa.

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