Non solo Omega-3. Quando il pesce fa bene e male: allerta bambini e donne

imagesDiamo tutti per scontato che mangiare pesce faccia bene, sempre e comunque, ma a quanto pare non è proprio così, specialmente in alcune fasce di età e in alcune fasi delicate della propria vita, come durante la gestazione.

La colpa è di alcuni metalli pesanti come il cadmio e di sostanze molto tossiche, come il metilmercurio che si accumulano nel corpo di alcune specie, in particolar modo i predatori. Pesce spada, luccio, tonno, nasello, ma anche aragoste sono quelli che ne contengono di più e dobbiamo consumarli in modo oculato e consapevole.

La Fao stessa lancia allarmi sulla presenza di metilmercurio in alcuni pesci o molluschi già dal1972. Ma recentemente l’Efsa (l’agenzia europea per la sicurezza alimentare) ha pubblicato un nuovo studio (http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/doc/3982.pdf) che mette sulla bilancia rischi e benefici del consumo di pesce. Una ricerca che cerca di arrivare alla conclusione di quale pesce sia importante nutrirsi e quando invece sarebbe meglio evitare di farlo.

Sul pesce e i suoi benefici si sente sempre molto parlare degli omega 3 – gli acidi grassi insaturi a catena lunga – importanti nei più piccoli per lo sviluppo neurologico nei più piccoli, per abbassare i livelli di trigliceridi nel sangue e ridurre il rischio di infarto. Questo in genere vede concordi moltissimi scienziati e nutrizionisti anche se non tutti sono d’accordo. Dall’altra faccia della medaglia c’è il metilmercurio, che se assunto in dosi eccessive può creare problemi di salute, soprattutto se assunto durante la gestazione come effetto negativo sul feto e il suo sistema nervoso.

L’Efsa ha ricavato nuove conclusioni, che non lasciano spazio a interpretazioni:

  • bambini e donne in età fertile possono mangiare il pesce, a patto che si tratti di specie a basso livello di metilmercurio per evitare rischi neurologici;
  • per proteggere il feto da possibili effetti sullo sviluppo neurologico, le donne in età fertile – e a maggior ragione quelle incinta – non devono superare la soglia settimanale tollerabile.

Così mamme e bambini sono le fasce di popolazione più a rischio. Secondo l’indagine Efsa, in Italia i bambini piccoli raggiungono la soglia di tollerabilità da metilmercurio con 1,4 porzioni di pesce (una porzione corrisponde a 150 grammi), mentre ne servono 2,4 per godere dei benefici degli omega-3. Quindi fino ai tre anni mangiare pesce può avere più controindicazioni che benefici. Più a rischio chi consuma ad esempio merluzzo e sogliola, meno chi mangia tonno e spigola. Tutti gli altri pesci, fatta eccezione per il pesce spada, possono essere consumati senza far caso alla bilancia. Va precisato che non esiste un pesce più tossico di un altro, ma semplicemente studiando le abitudini alimentari medie delle famiglie si può sapere la percentuale di porzioni consumate. Come sempre quindi dipende da quanto se ne mangia.

Se passiamo ad analizzare la fascia di età tra i 3 e i 9 anni, si raggiunge la soglia minima settimanale con mezza porzione di pesce mentre ne serve una intera per avere i benefici degli omega-3. Pesci a rischio in questa fase pesce spada, tonno, merluzzo e orata.

L’Efsa ci parla poi di un’altra fascia a rischio ossia le donne in età fertile (18-45 anni): 0,7 è la porzione sufficiente per raggiungere il limite consentito di metilmercurio, mentre ce ne vogliono 0,9 per iniziare a godere dei benefici degli acidi grassi insaturi. Attenzione a non esagerare con Tonno e pesce spada in questa fase della propria vita se si tratta di donne.

Via libera al consumo di pesce sia per gli adolescenti che vedono la soglia minima di assunzione degli omega-3 uguale a quella massima per assumere metilmercurio. Anche adulti e anziani possono mangiare serenamente, visto che la soglia di tollerabilità da metilmercurio si alza mentre quella minima per assumere omega-3 è più bassa.

L’Efsa ha anche pubblicato una tabella per aiutarci nella scelta del pesce da cucinare e delle porzioni consentite per stare tranquilli. Il pesce azzurro per eccellenza, le aringhe, possono essere mangiate a volontà perché è il pesce che contiene più Omega-3 e dosi minime di metilmercurio, seguite dallo sgombro e dal tonno (che però contiene dosi maggiori della sostanza tossica). Sì al salmone e alla platessa, mentre il pesce spada esagera in tutto: è il più ricco di metilmercurio così come di omega-3.

Metilmercurio
(microgrammi/Kg) Omega-3
(milligrammi/100 grammi)
Spigola 202 467
Orata 225 467
Carpa 55 296
Merluzzo 94 245
Nasello 136 679
Aringa 36 2482
Rana pescatrice 195 261
Aragosta 302 515
Sgombro 107 2504
Persico 165 175
Luccio 394 229
Platessa 64 403
Salmone/trota 33 1815
Sogliola 76 226
Calamaro 46 350
Pesce spada 1212 3015
Tonno 290 2806
Coregono 85 750

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