Influenza 2025, siamo nel picco

L’epidemia di influenza sta accelerando e interessa ormai l’intero territorio nazionale. Nell’ultimo aggiornamento pubblicato il 19 dicembre 2025, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e la rete di sorveglianza Influnet segnalano che “gli indicatori influenzali continuano a crescere in tutte le regioni italiane”. Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta ampiamente superiore rispetto a quella dei virus A(H1N1)pdm09.

questi i dati riportati da RespiVirNet n.8 del 19 dicembre 2025

 Tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono stati rilevati rispettivamente per virus influenzali, per Rhinovirus e per virus parainfluenzali. La cocircolazione dei diversi virus respiratori contribuisce a determinare il valore di incidenza delle infezioni respiratorie acute (ARI).

Le province autonome e alcune regioni del Centro-Sud risultano già in piena fase epidemica, mentre altre aree del Nord si trovano in fase pre-epidemica.

Durante la seconda settimana di dicembre, sono stati più di 800.000 i casi d’influenza con oltre 10.000 persone che si sono rivolte ai pronti soccorso per sintomi influenzali e circa 1.700 persone sono state ricoverate. Tra i pazienti recentemente trasferiti in terapia intensiva, più della metà aveva più di 65 anni e la grande maggioranza presentava almeno una comorbilità. Al momento della registrazione dello stato vaccinale, oltre l’80% non risultava vaccinato. Sono stati segnalati tredici decessi correlati all’influenza.

Le previsioni elaborate dall’ISS pubblicate il 17 dicembre, indicano che “nelle prossime settimane è atteso un ulteriore aumento della pressione sui servizi sanitari, sia territoriali che ospedalieri”. Gli accessi ai pronti soccorso dovrebbero crescere in modo significativo, con un picco probabile nelle ultime due settimane dell’anno, in concomitanza con le festività natalizie. Secondo le stime, c’è una probabilità del 70% che il picco si verifichi nell’ultima settimana dell’anno.

Una stagione influenzale “diversa” per via della variante K

Quest’anno a circolare è soprattutto un nuovo ceppo di influenza A(H3N2), in particolare il sottoclade K, che è diventato dominante anche in Italia. Questa variante, già osservata nel Regno Unito e in altri Paesi europei, sembra favorire epidemie più precoci e intense. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato a metà dicembre che “l’influenza sta comparendo prima del solito nella regione europea e il nuovo ceppo dominante sta mettendo sotto pressione diversi sistemi sanitari”.

Il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, Hans Henri P. Kluge, ha ricordato che “l’influenza ritorna ogni inverno, ma quest’anno presenta alcune peculiarità”. Il sottoclade K dell’A(H3N2) è responsabile della maggior parte delle infezioni, anche se non ci sono prove che provochi forme più gravi della malattia”.

Anche il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC) ha avvertito della possibilità di una stagione influenzale più severa rispetto agli anni precedenti, proprio a causa di questo nuovo ceppo. Le autorità sanitarie europee ribadiscono che la vaccinazione resta la principale forma di protezione.

Chi dovrebbe vaccinarsi in Italia

La campagna vaccinale antinfluenzale, coordinata dal Ministero della Salute e dalle regioni, è iniziata il 14 ottobre. Al 17 dicembre, le farmacie e i medici di medicina generale hanno comunicato che oltre 11 milioni di italiani hanno già ricevuto il vaccino, un dato superiore a quello dello stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, molte persone a rischio devono ancora vaccinarsi, considerando che l’efficacia del vaccino si sviluppa dopo circa due settimane.

In Italia la vaccinazione contro influenza e Covid-19 è raccomandata per:

  • persone di 65 anni e oltre,
  • persone con patologie croniche, inclusa l’obesità,
  • donne in gravidanza,
  • ospiti di RSA e strutture socio-sanitarie,
  • operatori sanitari,
  • persone a stretto contatto con soggetti fragili o immunocompromessi.

Il Servizio Sanitario Nazionale garantisce la gratuità del vaccino per tutte le categorie a rischio. Per i bambini sani tra 2 e 17 anni, il vaccino è generalmente offerto con copertura parziale o totale a seconda della regione. I vaccini contro influenza e Covid-19 possono essere somministrati nella stessa seduta.

Due nuovi vaccini per gli anziani

La campagna 2025-2026 introduce due vaccini “potenziati” destinati agli over 65: uno ad alto dosaggio e uno adiuvato, progettati per stimolare una risposta immunitaria più robusta. Secondo le società scientifiche italiane di medicina generale e pneumologia, questi vaccini possono offrire un’efficacia superiore del 15–25% rispetto ai vaccini standard.

Sanofi ha recentemente comunicato che il suo vaccino ad alto dosaggio Efluelda ha mostrato una riduzione significativa dei ricoveri ospedalieri negli over 65 rispetto ai vaccini tradizionali, sulla base di uno studio internazionale pubblicato su The Lancet.

Come si trasmette l’influenza

Il virus influenzale si trasmette principalmente attraverso le goccioline respiratorie emesse parlando, tossendo o starnutendo. È possibile contagiarsi anche toccando superfici contaminate, come maniglie o corrimano, e poi portando le mani al viso.

Per ridurre la diffusione è importante:

  • tossire o starnutire nel gomito,
  • usare fazzoletti monouso,
  • indossare la mascherina quando si è malati,
  • arieggiare gli ambienti,
  • lavarsi spesso le mani,
  • evitare strette di mano e baci di saluto.

Sintomi dell’influenza

Dopo un’incubazione di circa 48 ore compaiono improvvisamente:

  • febbre alta,
  • forte stanchezza,
  • dolori muscolari,
  • mal di testa,
  • mal di gola,
  • tosse secca.

I sintomi migliorano in circa una settimana, anche se tosse e spossatezza possono durare più a lungo. Le persone contagiate possono trasmettere il virus da un giorno prima dei sintomi fino a circa una settimana.

Nei soggetti fragili possono insorgere complicazioni come la polmonite. In Italia l’influenza causa migliaia di decessi ogni anno.

Poiché i sintomi sono simili a quelli del Covid-19, in caso di dubbio è possibile effettuare in farmacia un test combinato PCR o antigenico.

Come si cura l’influenza

Il trattamento è sintomatico:

  • paracetamolo per febbre e dolori,
  • riposo,
  • idratazione.

Gli antibiotici non servono e possono essere dannosi, perché l’influenza è causata da un virus. Gli antivirali vengono prescritti solo ai pazienti più vulnerabili.

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