GIORNATA MONDIALE CONTRO L’AIDS: I DATI PARLANO DI UN LENTO RALLENTAMENTO

In Italia nel 2024 sono state registrate 2.379 nuove diagnosi di HIV, 450 nuovi casi di AIDS e circa 150.000 persone vivono con l’infezione; i decessi per AIDS, ultimo dato disponibile, sono stati 493 nel 2022.

I dati aggiornati

1° dicembre, Giornata Mondiale contro l’AIDS – Sotto i riflettori l’ultimo bollettino del Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità, che nel 2024 registra 2.379 nuove diagnosi di HIV (4 per 100mila residenti), un dato lievemente inferiore ai 2.507 casi del 2023. Un andamento sostanzialmente stabile, ma che dovrebbe spingere a un impegno ancora più forte, visti gli strumenti terapeutici e preventivi oggi disponibili. Accanto a queste cifre, il quadro epidemiologico italiano mostra 450 nuove diagnosi di AIDS nel 2024, in calo rispetto alle 613 del 2023, e una stima di circa 150.000 persone che vivono con l’infezione da HIV. I decessi per AIDS, ultimo dato consolidato, sono stati 493 nel 2022, confermando che la malattia continua a rappresentare una sfida sanitaria rilevante.

I NUOVI CASI RESTANO STABILI, ALLONTANANDOCI DAGLI OBIETTIVI UNAIDS 2030. SERVONO PIÙ TEST, INFORMAZIONE E ACCESSO ALLA PREP. LA SFIDA NON È VINTA

PESANO LE DIAGNOSI TARDIVE E I CONTAGI TRA I GIOVANI

La trasmissione dell’HIV nel 2024 è avvenuta principalmente per via sessuale: il 46% dei nuovi casi riguarda eterosessuali, mentre il 41,6% maschi che fanno sesso con maschi. Preoccupa la quota di giovani: circa il 20% delle nuove diagnosi riguarda persone sotto i 29 anni, segno che il virus continua a circolare. Ancora troppo elevate le diagnosi tardive, che costituiscono il 60%, con l’83,6% delle nuove diagnosi di AIDS riferite a persone che hanno scoperto la sieropositività solo nei sei mesi precedenti.

Rispetto allo scorso anno ci sono 128 casi in meno, ma questa sostanziale stabilità non deve illudere – commenta la Prof.ssa Cristina Mussini, Vicepresidente SIMIT – L’avere a disposizione la Profilassi Pre-Esposizione (PrEP) e il cosiddetto treatment as prevention dovrebbe condurre verso una diminuzione più marcata. Invece il virus continua a circolare soprattutto tra i giovani, mentre fatichiamo a far emergere il sommerso. Serve una comunicazione mirata e la formazione nelle fasce d’età più a rischio”.

TERAPIE SEMPRE PIÙ EFFICACI E TOLLERABILI

Oggi oltre il 95% delle persone in terapia antiretrovirale raggiunge la soppressione virale, trasformando l’HIV in una condizione cronica controllabile e non trasmissibile (U=U). Restano però difficoltà di aderenza, che i farmaci “long acting” – iniezioni ogni due mesi – possono aiutare a superare, migliorando qualità di vita e riducendo nuove infezioni.

L’IMPORTANZA DELLA PrEP

La PrEP, orale o iniettabile, si conferma uno strumento altamente efficace. L’auspicio è un ampliamento dell’accesso, anche fuori dagli ambulatori di malattie infettive, per raggiungere più persone e garantire maggiore aderenza.

VERSO IL XXIV CONGRESSO SIMIT 2025

Dal 16 al 19 dicembre a Riccione si discuterà di prevenzione, giovani e innovazione terapeutica, con particolare attenzione al ruolo crescente della PrEP e al coinvolgimento delle nuove generazioni di infettivologi.

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