GB: 14enne ibernata dopo la morte nella speranza di essere risvegliata con nuove cure in futuro

crioconservazione

Non è fantascienza ma la speranza di una madre di poter riportare in vita la figlia grazie alla scienza del futuro. Così una ragazza di soli 14 anni, morta per una rara forma di tumore, ha ottenuto di essere ibernata post mortem attraverso criogenesi. Un avvenimento che non ha precedenti alla fine di una battaglia legale condotta dalla ragazza prima della sua morte. L’Alta Corte ha alla fine accolto la sua richiesta con il consenso della madre e contro il volere del padre e il suo corpo invece di venire seppellito è stato congelato con la speranza di poter tornare in vita e venire guarita dalle cure del domani.

Il sì è arrivato prima della sua morte e portato a conoscenza solo ora, quando negli USA si è potuto procedere al criocongelamento. La giovane aveva spiegato così le sue volontà al Tribunale: “Ho solo 14 anni e non voglio morire ma so che ciò accadrà. Penso che la criopreservazione possa darmi una chance di essere curata e risvegliata, anche tra 100 anni. Non voglio essere sotterrata. Voglio vivere e penso che in futuro possano trovare una cura per il mio cancro. Questo è il mio desiderio” nato a seguito del suo approfondimento alcune teorie sulla criopreservazione lette su Internet.

Il corpo è stato così congelato al costo di 37.000 sterline, presso una società privata specializzata. Ed è negli Usa che si trova il centro specializzato Alcor, in Arizona, il più attivo nel mondo: a ottobre 2016 vantava 1.583 ‘soci’, di cui 1.104 hanno completato le pratiche per predisporre la loro ibernazione, non appena cesseranno di vivere.

Attualmente i corpi conservati a Scottsdale sono 143, di cui 104 uomini e 39 donne. Un vero e proprio boom di richieste, se si pensa che i primi 100 membri avevano aderito in cinque anni, mentre la stessa cifra si è registrata nell’arco dell’ultimo anno.

Il centro tiene a precisare però che  “nessun essere umano adulto è stato mai fatto rivivere: i pazienti vengono trattati con l’aspettativa che la tecnologia del futuro, in particolare la nanotecnologia molecolare”, possa renderlo possibile, e non possono essere ibernate persone prima della loro morte.

Ma cosa succede dopo la morte? Gli specialisti della Alcor vanno nel luogo di residenza del paziente e dopo che viene dichiarato morto procedono con la preparazione della salma: il corpo e il cervello vengono sistemati in una cella portatile con ghiaccio secco appositamente preparato e mantenuto a -79° C, per poi abbassare la temperatura a  -196°C dopo il trasporto in America.

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