Covid-19: l’andamento delle vaccinazioni e le proiezioni dell’immunità di gregge

Da qualche mese è in corso la campagna vaccinale in Italia, con la speranza che il problema legato alla pandemia possa progressivamente scomparire. In particolare ci sono regioni che stanno avendo un andamento decisamente positivo, rispetto alla media nazionale: Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Molise e Puglia. Dati alla mano, di questo passo, entro fine agosto circa il 70% della popolazione sarà vaccinata a ciclo completo. Le altre regioni sono sì in ritardo, ma i numeri non preoccupano affatto, dato il generale andamento positivo dei vaccini. A tal proposito, il commissario Francesco Figliuolo, ha chiesto ieri, in audizione alla Camera, di “alzare l’asticella” e arrivare a 550mila dosi quotidiane: “Vaccinare l’80% popolazione entro settembre di quest’anno, compresi i 12-15enni, in totale 54,3 milioni di italiani”.

L’analisi compiuta, si traduce in una serie di proiezioni in base alla data di raggiungimento del 70% della popolazione vaccinata. Il calcolo viene effettuato rapportando il numero di cittadini che hanno già ricevuto la doppia dose, con l’andamento delle vaccinazioni dell’ultima settimana, regione per regione, di cui è stata ipotizzata una media per i prossimi tre mesi. Naturalmente queste stime hanno bisogno che sussistano alcune condizioni, come ad esempio che il tasso di adesione dei vaccinandi resti alterato o che le forniture rimangano disponibili costantemente, come in questo momento. Lo stesso Figliuolo si è raccomandato con le regioni di evitare troppe complicazioni in sede di prenotazione del vaccino. La preoccupazione è che, soprattutto i giovani, non riescano a ricevere entrambe le dosi entro l’estate, o che la seconda coincida con il periodo di vacanza: Per questo motivo si appella anche alle Autorità Sanitarie, chiedendo una restrizione dei tempi tra una dose e l’altra e chiede l’adeguamento delle procedure informatiche, onde evitare complicazioni: “Già in fase di prenotazione dovrà essere possibile trovare la data migliore per il richiamo e far sì che già in quella fase si possa spostarlo eventualmente in un altro giorno nel range dei 42 giorni o delle 4-12 settimane”. 

Con queste raccomandazioni ci si aspetta una risposta positiva da parte delle regioni in ritardo, incentivate ad accelerare la campagna di vaccinazione. In particolare, quelle che stanno procedendo a rilento, sono quelle che stanno aprendo, con qualche giorno di ritardo, alle fasce di età più giovani e si stanno concentrando prevalentemente sul range 59-50 e 49-40 anni. Tenendo fede a quanto rilevato dai dati statistici infatti, l’Emilia-Romagna raggiungerebbe l’immunità il 21 settembre, il Piemonte il 22 e il Veneto il 20. La Provincia autonoma di Trento sembra essere il luogo più in difficoltà, dato lo scarso numero di nuove adesioni, il quale comporterebbe il raggiungimento d’immunità per il 4 ottobre. 

In base all’obiettivo fissato da Figliuolo, ovvero di arrivare all’80% di immunità entro metà settembre, dovrebbero ricevere la doppia dose circa 43 milioni di individui e in questo momento ne mancano 18, a fronte dei 25 che hanno già ricevuto la prima dose. Al netto dell’incidenza del Johnson&Johnson (circa il 4%), occorrerebbero ancora 34 milioni di punture, a cui si devono aggiungere 11 milioni di richiami. Considerando che ad oggi sono 38,4 milioni, coprendo in prevalenza gli over60, molto più propensi ad aderire, possiamo dire di essere a metà del percorso. Inoltre si dovrà tener conto del fatto che probabilmente, data l’incertezza circa la durata degli effetti del vaccino, sarà richiesta una terza dose. Si attenderanno quindi aggiornamenti, circa la questione, nei prossimi mesi.

 

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