Alcol: aumenta il consumo occasionale e cresce ancora il fenomeno del “binge drinking”

Il consumo di bevande alcoliche nel nostro paese continua a cambiare e modificarsi nel nostro paese, ma nonostante tutto continua a confermarsi un problema soprattutto il consumo di alcolici per gli adolescenti, considerate le ripercussioni sulla salute che l’esagerata assunzione può avere sull’organismo dei più giovani.

Appare quindi importante analizzare i dati provenienti dalla Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sugli interventi effettuati in materia di alcol e le conseguenze che si registrano sulla salute. Dai dati messi in evidenza, risultano chiari alcuni cambiamenti rispetto agli anni precedenti, ma emerge in ogni caso una certa preoccupazione legata  al numero di soggetti coinvolti e ad alcune fasce di età in particolare.

Il primo dato da considerare è quello che conferma la diffusione del fenomeno. Sono 8.6 milioni gli italiani a rischio di insorgenza di malattie correlate al consumo di alcol. La maggioranza (circa 6 milioni) sono uomini. Ma preoccupa il fatto che, in questo dato, sono compresi circa 800.000 minorenni che consumano abitualmente alcolici e 2.7 milioni di adulti con età superiore a 65 anni. Appare allarmante il dato che conferma come la fascia d’età maggiormente a rischio sia quella dei 16-17enni, in numero maggiore tra i ragazzi rispetto alle ragazze.

I dati confermati dal Ministero della Salute, confermano un minor numero di persone che consuma quotidianamente alcolici, come vino e birra, ma in compenso cresce il numero di soggetti che beve occasionalmente (43.3%) e lontano dai pasti (29.2%), aumentando i rischi correlati al consumo di bevande alcoliche.

Ancora molto diffuso, purtroppo, il fenomeno del “binge drinking”, che spinge ad un consumo esagerato di alcolici in un breve arco di tempo e che riguarda soprattutto i più giovani. Il dato relativo a questa cattiva abitudine è cresciuto negli ultimi anni e se nel 2015 riguardava il 15.6% dei giovani tra 18 e 24 anni, nel 2016 è arrivato a coinvolgere il 17% dei 18-24enni.

In ultimo, come già detto, si è registrato anche nel 2016 un minor numero di persone che beve vino e birra, ma in compenso è cresciuta la percentuale di persone che consuma anche amari e superalcolici. Il dato riguarda anche i giovani, ma la crescita maggiore è stata registrata negli adulti con età superiore a 44 anni e negli anziani.

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