A volte ritornano… la Tubercolosi è presente con tassi elevati anche in Italia

tubercolosi

Certe malattie ce le siamo scordate eppure, anche se non si fanno più i vaccini, ci sono e sono una realtà forte anche nella nostra Nazione. Stiamo parlando della Tubercolosi, una malattia che si pensa essere stata debellata ma che è tornata nella penisola e si fa sentire. Ancora molto alti i tassi di tubercolosi resistente ai farmaci (multidrug-resistant, Mdr) e di infezioni nelle fasce della popolazione più vulnerabili, come i senzatetto, chi abusa di droghe o alcol e chi proviene da paesi ad alta incidenza di tubercolosi. C’è però una buona notizia, senza dimenticare comunque quanto appena scritto: in occasione  della Giornata Mondiale contro la Tubercolosi, che si celebra ogni anno il 24 marzo, l’European Center for Disease Prevention and Control (Ecdc) e l’ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) fanno sapere che hanno raggiunto l’obiettivo di invertire i dati 2015 sull’incidenza di tubercolosi.

Come dicevamo sopra però i casi sensibili a questa malattia rendono la malattia radicata nella nostra Nazione. Le stime per il 2014 parlano di 340 mila casi di tubercolosi fra gli europei e di una riduzione del numero dei casi che procede a un ritmo pari a circa il – 5% all’anno, un quarto dei 480 mila pazienti diagnosticati con tubercolosi Mdr in tutto il mondo erano residenti proprio nella Regione Europea dell’Oms.

Condizioni sociali o stile di vita possono rendere più difficile per alcune persone riconoscere i sintomi della tubercolosi, avere accesso ai servizi per la cura della salute, seguire un trattamento o presentarsi ad appuntamenti regolari per il controllo della salute – spiega Andrea Ammon, direttore dell’Ecdc – Dobbiamo pensare a interventi su misura per queste persone vulnerabili. Se la tubercolosi non viene contrastata efficacemente nei gruppi vulnerabili, non sarà eliminata come pianificato”.

S tratta principalmente della popolazione povera, gli emarginati, i migranti e i rifugiati in base al paese di provenienza e se nel luogo di origine questa malattia sia presente. “A causa delle condizioni in cui vivono spesso la tubercolosi viene diagnosticata tardi, ed è più difficile completare un ciclo di trattamento”.

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