Una Domenica con il Grand Cherokee, grazie al Motor Village di Roma. Una domenica speciale grazie a Jeeper.it

La nostra avventura è cominciata sabato mattina alle 8.30 presso il Motor Village di viale della Magliana, dove il Direttore Paolo Manfreddi ci ha presentato tutti coloro che insieme a lui avevano organizzato, scelto il percorso, preso accordi per il pranzo e testato il terreno la sera prima, per la nostra “passeggiata in fuori-strada”

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Il Gruppo Motor Village insieme ai ragazzi dell’associazione Jeeper.it, ha fatto di questa giornata per  potenziali acquirenti, per coloro che un mezzo ce l’hanno ma non ne conoscono le capacità, per coloro che amano riunirsi ed organizzare escursioni  e gite off-road, un Evento davvero particolare. Tutto era pronto.

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Dopo un briefing e un caffè comprensivo di brioches e bombe con la crema, c’è stato giusto il tempo di collegare su ogni vettura le radiotrasmittenti sul canale 19, e siamo partiti alla volta di Santa Severa attraverso l’autostrada Roma/Civitavecchia. Da li avremmo cominciato la risalita per le strade di campagna, gli sterrati tra colline e monti di una bellezza inaspettata.

L’altra nostra avventura era iniziata sin dal giorno precedente, quando Francesco Tornincasa, direttore Vendite della filiale Motor Village di viale Manzoni, ci ha consegnato una stupenda Grand Cherokee in allestimento Summit. Qualcosa che potremmo definire la Limousine dei Crossover. Questo nostro esemplare  appare sin da subito – malgrado la mole – agilissimo, comodo e con delle rifiniture pazzesche.

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Dico per iniziare solo un paio di annotazioni: i montanti interni anteriori sul parabrezza ricoperti in alcantara, e tutto ciò che comunemente nelle vetture è di lamiera, come nella zona sportelli e finestrini, qui sono ricoperti  in gomma dura, aderente perfettamente all’andamento di porte e finestrini, fino alle guarnizioni delle stesse, a creare un ulteriore schermo  d’isolamento termico acustico.

Non c’è un solo dettaglio della vettura – a parte forse il Freno di stazionamento e pochi altri – che non possa dirsi perfetto. Un salotto su quattro ruote… e che ruote!

Andiamo con ordine con l’analisi del dettaglio della vettura, poi vi racconterò della nostra gita.

L’auto è appunto un Grand Cherokee  3.0 V6  allestimento Summit

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All’esterno abbiamo la splendida vettura che si incontra per le nostre strade ormai da qualche anno. Non l’avevo mai provata, per cui non potevo immaginare cosa mi aspettasse. Poco tempo fa abbiamo provato – altra categoria, altro motore, altro tutto sempre gruppo FCA – una Fiat Freemont 4×4 con cambio automatico, che per quanto apprezzabile e generosa  non possiamo  minimamente “accostare a questo veicolo”. Abbiamo provato – rimanendone entusiasti –  il nuovo Renegade, che però ha tutt’altro spessore, quanto a bacino d’utenza, a rifiniture, a motorizzazioni, ma non per vocazione, in quanto le sue doti, se da una parte erano inaspettate ci hanno dato conferma di essere un veicolo davvero da apprezzare sopratutto nel fuoristrada.

Una vera Jeep insomma.  Avevamo provato anche un’altra vettura, che potremmo definire di nicchia, da sempre naturale concorrente del marchio Jeep, la Land Rover Discovery XXV anniversario, che insomma pensavo potesse considerarsi il top in fatto di auto per e fuori-strada.  Non era così. La Land Rover è diversa, Bella preziosa, rifinitissima, potente, fantastica (*).  La Jeep è un mondo a parte, è una Filosofia, rappresenta sicuramente il miglior compromesso (ad oggi) della vettura sia con grandi doti di stradista, che  come ho avuto modo di testare, di grande arrampicatrice e con temperamento e che, settando tutto ciò di cui dispone nella maniera opportuna, diventa una vera belva anche in montagna. Il tutto, con il Grand Cherokee in pieno confort.

All’apparenza, è una berlina rialzata, con dei cerchi da ben 20”, gomme  265/50. La tenuta non è mai messa in discussione su strada o su bagnato ed è fantastica, malgrado mole e baricentro. Le sospensioni, anche sul manto stradale, svolgono un lavoro eccezionale sia per filtraggio, sia per adattare la vettura a tutti i passaggi e inclinazioni. Nel tratto di strada percorso ad andatura abbastanza sostenuta sulla Cassia Bis, ho notato davvero un comportamento equivalente a quello di altre vetture (berline). Certo negli angoli più stretti  la massa e la lunghezza si sentono, ma ove non possono le molle, ci si scrolla d’impaccio col motore.

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Quest’ultimo è stato per lungo tempo fonte di dubbi, perché considerato inadeguato rispetto alla  precedente unità. Il VM –  V6  Eco-Diesel 3.0 (243 CV), invece, risponde sempre con estrema efficacia. Diciamo che forse la trasmissione in D, può risultare un poco lenta in partenza. La musica cambia impostando la leva su S, sport. Il motore è più pronto, risponde e va su di giri. Tutto diventa più reattivo. L’auto  è  davvero fluida e può diventare anche molto divertente se si gioca con i paddles  dietro al volante.

Il Volante appunto, ha tante regolazioni elettriche, ed è impossibile non trovare la propria posizione ideale (non mi ha fatto impazzire la parte lucida sopra la corona – un fattore puramente estetico). Anche i sedili, comodissimi in pelle, con valida tenuta laterale e sostegno ottimo, hanno la giusta morbidezza, mai eccessiva, e anche qui sono tutti regolabili elettricamente. Ci sono due posizioni memorizzabili e ogni volta che si spegne l’auto, il volante si solleva e il sedile arretra permettendo una comoda discesa dal veicolo.

A me tali  regolazioni con congegni elettrici  non piacciono normalmente, ma in un’auto da più di 72.000 euro non possono più mancare. E davvero in quest’auto non manca nulla, dentro e fuori.

La Plancia: diciamo che il cockpit, la parte dietro al volante, è perfetta quanto a informazioni e chiarezza. Ultimamente un po’ tutte le auto (per fortuna) vanno verso l’integrazione dei comandi analogici con quelli  digitali. Lo schermo di circa 4” contiene tali e tante informazioni regolabili dai tasti alla SX del volante, che davvero non può dirsi manchi qualcosa. Ci sono dal Voltometro, alla temperatura dell’olio del cambio, al bellissimo schema in 3d della ripartizione della trazione in tempo reale, la pressione delle gomme, manometro e tanto altro. Poi c’è il classico Contagiri a SX, temperatura acqua e livello carburante. Altra cosa che non mi piace è il comando unico a SX  dietro al volante per luci e tergicristallo. Forse è un po’ troppo tutto concentrato in un unico comando (è solo questione di abitudine, sia ben chiaro), però son gusti…pizap.com14242535262191

Per il resto, la nostra versione era la più Ricca, di tutte le Grand Cherokee, per cui, la plancia oltre ad essere ben fatta era rifinita con cuciture a vista e pelle. Il padiglione o  tetto – o meglio la parte che circondava il bellissimo tetto panoramico apribile – era di un colore testa di moro, in un materiale che sembrava alcantara , non il solito bianco sporco, che dava ancor più la sensazione del bello e rifinito.  Ecco questa sensazione c’è in ogni comando, curato. La plancia, a parte il buon assemblaggio è forse un po’ datata. Ricorda ahimè, per impostazione delle bocchette d’areazione centrali ai lati dello schermo da ben 8.4”,  macchine sud coreane di minore valore. Sicuramente sono state loro a prendere spunto da questa, ma forse è arrivato il tempo di una rinfrescatina nel design.

Il Cambio ZF 8 rapporti è chiaro, semplice, intuitivo. Il funzionamento – a parte il D in partenza, come già detto – è perfetto, silenzioso, preciso, velocissimo. Permette poi di passare al manuale (si fa per dire) con l’utilizzo dei paddles, in alluminio satinato e toccando nuovamente la leva si torna al D o S a propria scelta. Non una impuntatura né indecisione. Altri cambi automatici provati di ultima generazione, a doppia frizione, sono stati belli e precisi, ma nessuno mi aveva entusiasmato così. Sembrava di stare, più su una M4 da pista, che su un SUV da due tonnellate e più.

I Freni, sono ben modulabili, con un comando sul quale bisogna andare giù con decisione, ma insomma, mi sembra più che legittimo richiedere un minimo di sforzo. Riguardo ai freni e ai sistemi di sicurezza l’auto è dotata del FCW, cioè il sistema che attraverso un radar anteriore rileva l’avvicinarsi eccessivo del veicolo che precede o che comunque si sta dirigendo verso di noi: agisce sui freni, rallentando la nostra auto. Per la verità ha funzionato solo quando eravamo su strada, poi col fango e terra non riusciva più a “vedere” (forse è posto in un punto inadatto e soggetto a urti nell’uso quotidiano. Altre case l’hanno messo nel parabrezza). Lo sterzo, d’altronde, non ne richiede né risente, in ripercussioni o scossoni nell’affrontare il fuoristrada.

Poi ci sono le sospensioni. Essendo pneumatiche Quadra Lift,  permettono di alzare su tre livelli la vettura da terra. Ciò, per chi fa il “Figaccione” in città col SUV, non potrà capirlo se non per salire in divieto di sosta sui marciapiedi, ma per i massi, e le cunette affrontate è stato senz’altro un valido aiuto per non toccare, anche al fine di salvaguardare gli organi  della vettura. Poi in ultima analisi, la manopola per la selezione della tipologia di trazione. Il Grand Cherokee è dotata del sistema di trazione integrale denominato Quadra Drive II e prevede un selettore (select Terrain) con varie opzioni per ottimizzare la trazione: AUTO, ROCK, SAND, MUD, SNOW.  Per la maggior parte del percorso è bastato andare in AUTO. Anche perché, quando selezionavo un’impostazione che non gradiva, l’automobile  tornava in AUTO.  In qualche passaggio, abbiamo messo ROCK, e si avvertiva un cambiamento anche del rumore del motore. Stessa cosa, in discesa, abbiamo impostato il tasto per il controllo della stessa. Sembrava di vivere in un videogioco, talmente tutto resta fuori.

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Una sensazione particolare che può portare a cercare anche dei limiti maggiori. Viene tutto filtrato, sia i rumori esterni e meccanici, sia le asperità. Giusto il rimbalzare delle gomme, all’inizio, era molto particolare, ma poi diventa “acquisito”.

I posti posteriori sono ampi e comodi anche per tre persone. Non c’è il tunnel, e c’è la regolazione dell’impianto di climatizzazione, nonché  prese usb per collegare smartphone all’impianto hi-fi e al sistema multimediale Uconnect.

Il sistema dispone del  touch-screen da 8,4 pollici, e il sistema Sirius XM  Travel Link Sirius XM Traffic per la navigazione. In esso sono integrati: HD Radio  AM / FM / Aux / USB Remote / SD

Nel Navigatore ci sono, ove previsti, i punti di riferimento 3D. C’è la possibilità di impostare i  comandi vocali, collegamento aux per Ipod/Smartphone,  Il Bluetooth per  le chiamate in viva-voce e lo  streaming audio.

Con il Navigatore, per quanto abbastanza intuitivo, abbiamo riscontrato delle difficoltà nell’impostazioni. Sono presenti  le mappe di tutto il Mondo.  Ogni tanto qualche comando si perdeva nel nulla e non si capiva come confermare. E’ sempre e solo una questione di abitudine. Abbastanza ben leggibile in ogni condizione di luce.

Il Climatizzatore Bi-Zona, è chiaro e semplice, ottima la portata e silenziosissimo. L’auto non si appanna mai, ci sono molte bocchette indirizzate anche ai finestrini laterali per non coprire la visuale sugli specchi retrovisori. Questi hanno la luce che si accende ad intermittenza quando sopraggiunge un mezzo sia a destra che a sinistra (un dettaglio presente anche sugli altri modelli di gamma Jeep, molto intelligente). All’interno dell’abitacolo forse ci sono pochi ripostigli e vani. Il bracciolo è piccolo e non regolabile, anche se a giusta altezza, ma all’interno c’entra poco e niente, in quanto – nella nostra versione – c’era il lettore CD.

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Concludo con il bagagliaio. Ampio, regolare, (782 / 1554 lt.), rifinitissimo con i ganci per bloccare gli oggetti con cavi o rete. C’è la luce di cortesia e una pratica torcia estraibile, e poi anche qui, come di moda, il portellone si chiude elettricamente. A ben vedere il portellone è bello grosso e sicuramente pesante. C’è un ampio lunotto e  la visibilità posteriore  è davvero buona – se non bastasse c’è la telecamera e i sensori (sia avanti che dietro). Alle comodità ci si abitua subito, e così abbiamo fatto, per aprire il vano bagagli, con un pulsante nella maniglia  si apre (anche dal telecomando) e con uno all’interno del vano, si chiude… Meglio di così?  La soglia è un po’ alta, ma a ben vedere lo è un po’ tutta la macchina. Le sospensioni prevedono anche il tasto parking, per cui l’auto si siede un poco, ma insomma, più di tanto non si può.

Dimensioni: Lunghezza 482 cm / Larghezza 194 cm / Altezza 178 cm / Passo 272 cm

Dotazioni del Veicolo in prova:

ABS, 9 Airbag, Alzacristalli elettrici ant/post.  Antifurto Immobilizer, Bloccaggio differenziale, Bracciolo porta oggetti, Camera per retromarcia, Cerchi in lega, Controllo trazione, Cruise Control, Computer di bordo ESP, Fari xeno, Fendinebbia, Filtro anti particolato(FAP),Interni in pelle, ISOFIX per seggiolini, Portellone post.elettrico Regolazione elettrica dei sedili in altezza e inclinazione profondità e lombare, Sedili riscaldati, Sensori parcheggio ant/post, Servosterzo, Sensore pioggia, Trazione integrale, Volante multifunzione regolabile elettricamente,rifiniture  volante in pelle, Impianto Multimediale Uconnect con Radio/Mp3/Vivavoce Bluetooth, USB-AUX  sistema di navigazione GPS, vetri scuri, , vernice metallizzata, specchi retrovisori elettrici con segnalatore di sorpasso e .ripiegabili elettricamente, sensore pioggia, sedile post. sdoppiato, retrovisore interno antiabbagliante  automatico, keyless go, climatizzatore aut.bizona, chiusura centr.con telecomando, cambio automatico ZF 8M.

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Come è andata l’avventura? Bene, anzi, benissimo. Una bella esperienza che potrebbe diventare un sistema per condividere con amici e famiglia un modo di vivere l’auto e la natura in maniera differente. Innanzi tutto c’è una filosofia. Abbiamo parlato a lungo con Marco  Subiaco il Presidente di “Jeeper.it” che collabora con MotorVillage  nell’organizzare queste gite. Lui è un preparatore di autovetture per fare l’OFF Road vero, nudo e crudo. Attraverso il suo Marchio, “Neumann”, è diventato un riferimento su Roma e Centro-Italia. Abbiamo anche avuto un saggio di ciò che queste auto possono fare in un’escursione alle cascate. E’ stato bello vedere anche la solidarietà di un gruppo di amici uniti dalla stessa passione, da una filosofia, dal rispetto comunque della natura e anche da una dote di Follia-buona.

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Le macchine sono bellissime e super attrezzate per affrontare solchi nel terreno, cunette e massi. Ognuno ha i propri Grilli di fissaggio per  le cinghie in poliestere, che abbiamo potuto vedere in azione.

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Noi dal canto nostro, con la Grand Cherokee abbiamo percorso tanti chilometri in fuoristrada, prima fino a Tolfa e poi nelle vicinanze di Sasso, senza neppure accorgercene. In piena sicurezza, con andatura lenta ma costante. Il Paesaggio, la natura, tutto, anche le barzellette e battute via radio hanno reso la giornata davvero unica. Il Pasto all’agriturismo “Tenuta Monte La Guardia” è stato moto buono, semplice e davvero gustoso: Bruschette, Pizza farcita, Polenta con Gorgonzola e Salsicce di cinghiale e Fettuccine con guanciale hanno contribuito ancor più ad allietare una giornata nata bene, insieme ad un buon Rosso della casa e al dolce al cioccolato. Che volere di più? Una Jeep forse. A questo punto è d’obbligo anche per noi.

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Mi ricordo che qualche tempo fa, di ritorno da una passeggiata in barca, presi un po’ più di mare del solito. La sera, a tavola e nel letto, sentivo ancora la sensazione del movimento della barca. Domenica sera ho riavvertito quella stessa sensazione. L’entusiasmo, per la giornata così diversa ed intensa  mi ha portato a dire molto naturalmente… quando lo rifacciamo?  E’ stato bellissimo.

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(*) La sfida è aperta. Non vedo l’ora di poter provare la nuova Discovery, molto più moderna della precedente, leggera e con un nuovo telaio e nuovi motori.

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