Ritorna del Fiat Qubo L al Salone dell’Automobile di Bruxelles 2026, segna una scelta controcorrente ma estremamente lucida da parte di Fiat, che decide di rilanciare un nome appartenuto precedentemente ad un monovolume estremamente compatto. In un mercato dominato da SUV sempre più simili tra loro, il marchio torinese propone un’alternativa concreta e accessibile, pensata per chi vive l’auto come strumento quotidiano e non come dichiarazione di stile.
In realtà del vecchio e razionale Qubo non c’è più nulla. La vettura presentata è un Citroen Berlingo/ Peugeot Rifter/ Opel Combo /Toyota Pro Ace City, ora col marchio Fiat, un Doblò con il passo allungato. Un Modello adattato ad un mercato che cerca qualcosa di funzionale, robusto e affidabile. Ecco, questa carta è certamente la più convincente. Si tratta di qualcosa ampiamente sperimentato (viste i tanti brand che l’hanno adottato e ad affidabile e sicura), ma ovviamente di Fiat non ha nulla, neppure i motori.
Il nuovo Qubo L nasce con un obiettivo preciso: offrire spazio, modularità e costi contenuti, senza rinunciare a un design intrigante. Si distingue immediatamente per la sua impostazione pratica. La possibilità di ospitare fino a sette passeggeri lo colloca in una nicchia ormai quasi deserta, dove la versatilità è più importante dell’altezza da terra o dell’estetica muscolosa. Fiat sembra aver colto un’esigenza reale: tra l’immaginario dell’“urban adventurer” e la vita quotidiana fatta di spostamenti scolastici, borse della spesa e viaggi in famiglia, c’è un divario che molti SUV non riescono a colmare. Il Qubo L, invece, nasce proprio per questo.
La modularità è il suo biglietto da visita. Proposto in due lunghezze – 4,40 metri per la versione a cinque posti e 4,75 metri per quella a sette – il modello più grande offre una flessibilità quasi da veicolo commerciale leggero. I tre sedili singoli della seconda fila, uniti ai due sedili posteriori rimovibili, permettono di ottenere fino a 144 configurazioni interne. Un numero che potrebbe sembrare un esercizio di stile, ma che nella pratica si traduce in un abitacolo capace di adattarsi a esigenze molto diverse: dalla famiglia numerosa al professionista che trasporta attrezzature, fino a chi ha semplicemente bisogno di spazio extra per hobby e tempo libero.
La capacità di carico è uno dei punti più sorprendenti. Abbattendo il sedile anteriore del passeggero, la profondità utile raggiunge i tre metri, un valore che consente di trasportare oggetti ingombranti come tavole da surf, sci o mobili in kit senza ricorrere a un furgone. A questo si aggiungono ben 27 vani portaoggetti distribuiti nell’abitacolo, pensati per chi vive l’auto intensamente e ha bisogno di ordine e praticità. Soluzioni come il Magic Window e il tetto panoramico multifunzione Magic Top confermano un approccio progettuale orientato all’uso reale, più che a effetti scenografici.
Sul fronte delle motorizzazioni, Fiat compie una scelta che farà discutere: il diesel rimane protagonista. Nel 2026, proporre tre varianti a gasolio – da 100 e 130 CV, con cambio manuale o automatico – può sembrare un passo indietro rispetto alle tendenze del mercato. Eppure, l’autonomia dichiarata di 900 chilometri con un pieno rappresenta un argomento ancora molto forte per chi percorre lunghe distanze, soprattutto in vacanza. Accanto al diesel, la gamma include un benzina da 110 CV e una versione elettrica da 136 CV, disponibile però solo nella configurazione a cinque posti. Una limitazione che lascia qualche perplessità, perché proprio le famiglie numerose avrebbero beneficiato maggiormente di un’opzione a zero emissioni. Probabilmente, peso e autonomia hanno imposto compromessi tecnici non aggirabili.
Il posizionamento commerciale è uno dei punti più convincenti del progetto. Con tre allestimenti – Pop, Icon e La Prima – e una palette di colori dai nomi evocativi, il Qubo L punta a un pubblico ampio. Ma è il prezzo a fare la differenza: meno di 22.000 euro per il modello base in Italia. Una cifra che lo colloca ben al di sotto dei SUV compatti, ormai stabilmente oltre i 30.000 euro. In un periodo in cui i costi delle auto nuove continuano a crescere, questa scelta potrebbe rivelarsi decisiva.
Il debutto nelle concessionarie è previsto per aprile 2026 e rappresenta una scommessa: quella di credere ancora in un’auto pratica, onesta e accessibile, in un panorama dominato da modelli che puntano più sull’immagine che sulla sostanza. Il Qubo L, invece, sceglie la strada opposta, e proprio per questo potrebbe trovare il suo spazio.





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