Renault Scénic 2016, cambio di rotta

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Si tratta di una vera e propria rivoluzione per il modello che ha creato – di fatto – una vera e propria variante all’interno del segmento C nella storia dell’automobile moderna. I monovolume devono la loro nascita proprio alla Scénic nel lontano 1996. Il primo modello disegnato da  Patrick Le Quément aveva introdotto soluzioni innovative per lo sfruttamento degli spazi interni, per scomparti, suddivisione dei sedili, cassetti e ripostigli come mai se ne erano visti prima. Anche la seduta sopraelevata era stata una novità, l’abitacolo avanzato, i tre sedili posteriori separabili e asportabili e comunque prestazioni di tutto rispetto – pari a una berlina – ne avevano decretato il successo e fatto nascere un vero e proprio settore copiato da tutte le case automobilistiche del mondo.

Oggi dopo tre successive edizioni, il primo restyling del  1999, poi la seconda serie  del 2002 con la variante a 5 o sette posti, e la terza del 2010 con la variante X-mod e quella a sette posti, arriva a Ginevra, un modello tutto nuovo, che segna un cambiamento non solo stilistico, ma di impostazione generale. L’idea stessa è mutata.

Innanzi tutto la Scénic ha segnato sempre un punto di rottura e ha  dettato uno stile proprio e originale. Dalle prime foto diffuse dalla Casa, la scelta operata in questa occasione è stata verso una continuità. La Scenic, come Kadjar e (in misura minore) Espace, seguono lo stile nato con la Captur. Auto originalissima e che tanti favori ha incontrato tra gli automobilisti europei. La Gamma Renault di questi ultimi anni ha ripreso le linee e le idee della piccola monovolume nata su base Clio.

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Nella Scénic  di Van Den Acker,  vengono riprese linee e concavità, passaruota e sopratutto frontale (che più che un family-feeling le fa sembrare tutte uguali), mentre per la parte superiore dell’abitacolo c’è un avanzamento dell’abitacolo con una maggiore risalto della terza luce anteriore, a dare maggiore luminosità e imponenza (un po tipo C4 Citroen). Viene esaltata ancor più l’idea di monovolume, rispetto al passato. Qualcosa in controtendenza con quanto avvenuto con la Espace, che ha invece perso lo stile originale a favore di una soluzione più a due volumi.  Per la Scénic IV, al contrario, si riscopre proprio tale prerogativa.  Tutta la linea tende a mettere in risalto la nuova luminosità e visibilità.   Il finestrino delle portiere posteriori riprende un andamento sinuoso (tipo Meriva), e la linea di cintura si innalza fino al piccolo, ma utile finestrino posteriore. Tutta la parte superiore viene inglobata in una caratterizzazione scura e dalle ampie vetrature.

Il pianale e le motorizzazioni dovrebbero ricalcare quanto visto  per la nuova Mégane.  Le motorizzazioni dovrebbero ricalcare quelle della Mégane berlina, con le unità più piccole a tre cilindri  1.2 litri Energy TCe da 100 e 130 CV con trasmissione manuale e automatica. Passando alle unità a gasolio, l’offerta parte dalla motorizzazione 1.5 litri dCi da 95 e 110 CV e il  1.6 dCi da 130 CV quest’ultima offerta con trasmissione a doppia frizione EDC.

Appuntamento a Ginevra.

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