Quanto le dimensioni e il consumo di uno pneumatico influenzano la tenuta di strada?

Sono tante le cose da sapere quando si parla di pneumatici, ad esempio, che per la loro realizzazione ogni pneumatico passa per un processo produttivo molto lungo che comporta l’uso di più di trenta tipi di gomme ed elementi differenti miscelati in una sostanza definita “mescola”, o che ne esistono di tanti tipi: estivi, invernali, sportivi, 4 stagioni, tutti con prestazioni e durate differenti.

Tra le tante cose che bisognerebbe sapere, soprattutto nel momento in cui si devono comprare o sostituire i pneumatici delle nostre autovetture, ci sono le dimensioni dei pneumatici, che contano molto, così come il loro consumo.

 Questi due aspetti, come si può facilmente intuire, non hanno soltanto valore estetico bensì incidono in modo significativo sulle prestazioni e la velocità del motore della vettura, e non si fa riferimento soltanto alle macchine di grossa cilindrata, ma coinvolge tutti i veicoli, quindi anche quelle che circolano quotidianamente per le strade, le auto, e anche le moto…

Cosa scegliere tra pneumatici bassi, larghi, stretti, sportivi o classici?

Decidere le dimensioni dei pneumatici nuovi significa dover prendere in considerazione vari fattori importanti, non soltanto economici ma anche tecnici.

In condizioni di asfalto asciutto, ad esempio, i pneumatici sportivi, che sono dotati di battistrada largo e spalla ribassata, fanno sì che la tenuta di strada sia decisamente migliore poiché la porzione di contatto a terra tra strada e pneumatico aumenta. La spalla rigida, inoltre, riduce la deformazione della gomma. La maggiore rigidità di questo tipo di pneumatico è molto utile in caso di manovre brusche o curve rapide che si susseguono poiché rendono l’auto più stabile e meglio manovrabile. Infine, se c’è più maggiore spazio di contatto tra suolo e penumatico lo spazio di frenata è minore in caso di suolo asciutto.

Questi pneumatici, larghi e a spalla bassa, hanno quindi prestazioni migliori sia in frenata che in curva su asfalto asciutto. Ci sono però anche degli svantaggi, il confort in generale è ridotto e i consumi sono alti. Oltre a ciò c’è il rischio del fenomeno dell’acquaplaning, non sono infatti particolarmente adatte per la guida sul bagnato.

Se si guida spesso su strade bagnate, fangose o addirittura innevate meglio, quindi, evitare i pneumatici larghi e bassi e optare per quelli stretti poiché affondano di più e di conseguenza hanno una presa più salda.

I pneumatici stretti “lavorano” meglio su ogni tipo di bagnato ma risultano meno precisi nella guida su asciutto.

Se si parla in termini di consumi, invece, si può dire che i pneumatici sportivi garantiscono sì prestazioni migliori (sull’asciutto) ma sono più “impegnativi” in termini di costi, hanno infatti prezzi più elevati e prevedono maggiori consumi di carburante. I pneumatici larghi sono anche più pesanti rispetto agli altri e questa caratteristica incide negativamente sui consumi, specie in fase di accelerazione.

Ma in generale, la scelta delle gomme quanto incide sul consumo di carburante?

Il legame tra scelta dei pneumatici e consumi in termini di carburante è molto più stretto di quanto si pensi, per capirlo basta pensare che un pieno di carburante ogni cinque, circa, viene consumato proprio dai pneumatici.

Gli pneumatici radiali rispetto ai diagonali comportano una resistenza al rotolamento che è inferiore del 20%. Minori sono gli elementi, i bordi e il battistrada e di conseguenza diventa minore la resistenza al rotolamento. La scelta dei materiali di cui sono fatti i pneumatici incide sulla qualità dello pneumatico: minore è la massa dello pneumatico e minore sarà la resistenza al rotolamento.

Se la resistenza al rotolamento è minore si riduce il consumo di carburante e con lui anche le emissioni di CO2 portando beneficio anche all’ambiente. Tutto ciò è possibile solo con pneumatici che riducono il consumo di energia che, nonostante siano in costante sollecitazione ad ogni accelerazione, sterzata o frenata, producono meno calore e come risultato sprecano meno energia.

Un altro aspetto da ricordare quando si pensa alla cura della propria auto e in particolare degli pneumatici è quello della loro sostituzione nella stagione invernale ed estiva.

Per molte persone, soprattutto per chi vive in regioni in cui le condizioni climatiche variano molto tra estate e inverno, e vive in zone in cui c’è alta probabilità di nevicate, è consigliabile montare due treni di penumatici, uno per i mesi estivi e uno per i mesi invernali.

I pneumatici invernali hanno una maggiore quantità di gomma naturale che li mantiene morbide e duttili anche a basse temperature, quelli estivi hanno una “mescola” più dura che si fa più morbida mano a mano che le temperature sono più miti e consentono di adattarsi sia a fondi bagnati che asciutti.

È importante ricordare che c’è una normativa che introduce l’obbligo di montare gomme invernali su auto e mezzi pesanti, disciplinata dall’articolo 6 del Codice della Strada introdotto dalla leggen.120 del 29 luglio 2010.  A partire dal 15 novembre 2018 fino al 15 aprile 2019 vige l’obbligo di essere “muniti ovvero di avere a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio”.

 

 

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