Nuova Ferrari: Passa da Roma e arriva ad AMALFI

Ferrari continua a denominare le proprie vetture turistiche con i nomi delle località più iconiche della penisola Italiana, dopo la Capitale, con Roma, ora è la volta  di Amalfi. In un certo senso in questa località sono riassunti taluni aspetti che identificano il nostro Paese: carattere,  bellezze e la vitalità del Made in Italy. Con la Amalfi c’è un upgrade della elegantissima Roma. Uno sviluppo di ogni dettaglio, che pur non rinnegando la propria origine, la trasforma in qualcosa di nuovo. La nuova Amalfi è strettamente imparentata con Roma, ma è al contempo completamente diversa pur non nascondendo le proprie origini.

Non si può parlare di restyling, perché cambia praticamente tutto tranne la linea e il taglio dei finestrini. Rimane costante la  filosofia e l’approccio della vettura al contesto cui si dedica. Una vettura Sportiva ma elegante. Nel frontale c’è più aggressività che fa capire meglio che si tratta sempre di un’auto col cavallino rampante, pronto a correre. I fari sono più stretti e ora sono collegati da una sottile fascia nera, fari sottili simili a quelli della 296 GTB e del SUV Purosangue,  mentre la controversa griglia in tinta carrozzeria è stata abbandonata. Per compensare la sua scomparsa, la presa d’aria del paraurti è stata ingrandita. I più attenti noteranno anche che il cofano ha cambiato forma e rilievo. Un Family Feeling ricercato per riprendere come un filo comune con altre vetture del Brand, ma dal quale si discosta sostanzialmente per stile.

All’interno dell’abitacolo invece, cambia tutto. C’è una nuova plancia completamente rivista con un nuovo touchscreen 10,25 pollici a sviluppo orizzontale, molto simile all’impostazione della “12cilindri”. Stessa grafica per la strumentazione digitale e per il volante, che abbandona i tanto criticati comandi touch a favore di veri e propri pulsanti. Un passo indietro che vediamo in un numero crescente di costruttori. soprattutto alla ricerca dell’ergonomia perduta.  Il passeggero anteriore ha a disposizione un proprio schermo da 8,8 pollici, mentre una soluzione di ricarica a induzione per smartphone appare sulla consolle centrale. D’altra parte, I sedili posteriori, pur cambiando disegno, non migliorano molto la capacità di seduta. Lo spazio per le gambe è minimo, come sulla Roma, dato che il passo di 2,67 m rimane invariato. La Ferrari preferisce ancora chiamarla coupé 2+ piuttosto che 2+2… anche se questo termine è raramente associato a sedili posteriori molto accoglienti.

Ferrari= Motore

Sotto il nuovo cofano c’è ancora  un 3.8 V8 biturbo. A differenza della berlinetta 296 GTB con motore centrale-posteriore, questa Amalfi non passa al V6. Disdegna anche l’ibridazione. Ma guadagna 20 CV rispetto alla Roma, raggiungendo i 640 CV.  La potenza specifica è ora di 166 cv/litro. Sono stati modificati i turbocompressori e la gestione degli stessi, che ora permettono di raggiungere i 171mila giri/min, migliorando la reattività dell’acceleratore. Nuovi sono anche gli alberi a camme più leggeri e un blocco motore ridisegnato con lavorazioni di precisione, che avrebbero ridotto il peso generale delle masse. All’otto cilindri è è collegato un cambio a doppia frizione a otto rapporti. La trazione è posteriore. Una vettura tradizionale, senza supporto ibrido. Tanta potenza che permette di fare da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e da 0 a 200 km/h in 9 secondi. Si tratta rispettivamente di un decimo e tre decimi in più rispetto alla Roma. Per quanto riguarda la velocità massima, rimane superiore ai 320 km/h. Tutta la potenza è scaricata a terra su cerchi da  20 pollici con pneumatici 245/35 all’anteriore e 285/35 dietro.

 

La Amalfi è si un’auto sportiva, ma al contempo è votata al comfort. Prestazioni non estreme e tanta tecnologia e ricercatezze. Nuovo il sistema ABS Evo, che dovrebbe migliorare l’efficienza di frenata, un sistema di stima dell’aderenza; lo  spoiler posteriore attivo il cui funzionamento dipende dall’accelerazione longitudinale e laterale, adesso limitato nelle dimensioni, rispetto a Roma, ma molto più efficace. Può persino passare alla sua configurazione di massimo carico aerodinamico per contribuire alla stabilità generale in frenata brusca o in curva ad alta velocità.

In futuro, la Amalfi dovrebbe ricevere anche una versione decappottabile, che andrà a sostituire la Roma Spider e a completare la gamma.

Le prime consegne sono previste per il 2026 da una cifra che si aggira sui  240 mila euro + eventuali personalizzazioni.

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