La Honda NC750X la moto dei record

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Nemmeno alla Honda, malgrado le analisi di Mercato avevano potuto prevedere un tale successo. La NC 750X (alla nascita 700) ha sbaragliato le più rosee previsioni, diventando tra i prodotti di maggiore successo della Casa Alata.

La NC 750 X rappresenta la sintesi della nuova filosofia Honda in fatto di moto fatte per tutti e per tutti i giorni che non disdegnano un uso stradale per tratti anche abbastanza lunghi. La potenza non troppo elevata (soli 55 Cv) permette comunque allunghi decisamente godibili in tutta sicurezza, potendo disporre della più moderna tecnologia applicata al mezzo (ABS) e potendo contare su un rapporto molto favorevole in termini di peso. Le scelte operate in Honda seppure non presentano molte sofisticatezze per sospensioni, impianto frenante, telaio stesso e anche rifiniture, garantisce il miglior compromesso possibile in fatto di guidabilità, bassi consumi, praticità d’uso. La moto risponde poi ai Canoni del Mercato odierno, avendo quello stile di Modern Crossover che sa tanto di moto tosta, e che in effetti risulta essere molto comoda e pratica per l’utilizzo di tutti i giorni.

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Nel suo progetto Honda ha permesso di effettuare la scelta tra tre distinti modelli: la NC, la NC X, e lo scooter Integra. Di fatto i tre modelli hanno meccanica e telaio comune e stesso motore. Nella Integra il cambio adotta il sistema automatico DCT, mentre per le altre due versioni si può optare per il tradizionale manuale oppure per un sequenziale davvero divertente, ma che toglie un po’ la sensazione di guidare una moto piuttosto che essere la moto che guida. C’è da ammettere che tale sistema è veloce preciso e sicuramente la sua applicazione si diffonderà (come è giusto che sia – mai fermare il progresso), anche perché permette di essere maggiormente concentrati sulla strada e tutto ciò che ci circonda (il reale pericolo ormai della vita dei motociclisti).

Honda, dicevamo, ha trovato espressione in tre diversi modelli che hanno prerogative e personalità differenti ma che di fatto hanno la medesima base di partenza. La ciclistica non è di tipo particolarmente evoluto. Non c’è il telaio in alluminio o soluzioni sofisticate, ma un robusto telaio con struttura a diamante con tubi d‘acciaio. Gli ammortizzatori anteriori sono tradizionali. L’impianto frenante prevede un solo disco all’anteriore e uno al posteriore ma con ABS.

Tutto ciò con un sapiente uso delle sinergie ingegneristiche, uso di plastiche differenti con un motore che, quello sì, che rappresenta, insieme con la trasmissione, una grande evoluzione del concetto stesso di Motocicletta. Riprendendo l’idea applicata ormai da anni dalle case automobilistiche, Honda ha creato la Piattaforma dalla quale creare varianti e novità per tutti i gusti, garantendo una maggiore qualità produttiva e un costo generale equilibrato e votato a favore del consumatore. Lo stile della NC 750 X ha di fatto anticipato, riprendendo talune idee del passato (tipo Transalp e anche idee già viste su BMW GS), le ha evolute  con la Crossrunner, a cui ha trasmesso un’idea e dalla quale trarrà tante idee nella sua futura evoluzione o restyling.
In giro per le città se ne vedono tantissime. Chi la possiede ne è entusiasta. È una moto facile facile, si guida agevolmente ed è anche – malgrado la cilindrata – ottima per i neofiti. Analizziamola e capiamo perché: si tratta di una bicilindrica. Ultimamente questa scelta tecnica si sta diffondendo tra i maggiori costruttori, in quella fascia di mercato che va a cercare mezzi leggeri ed economici nella manutenzione e nell’utilizzo.

Il motore è un bicilindrico parallelo, 8 valvole SOHC, con raffreddamento a liquido.  Ci sono due contralberi di equilibratura per ridurre le vibrazioni. Il motore fa il suo lavoro in maniera fluida e costante. Cilindrata 745,  Alesaggio 77 mm, Corsa 80mm a  6250 giri/min. La potenza massima di “soli” 55 CV a  6250 giri/min. Numeri e dati che parlano chiari sulle  aspettative  della moto. Non da corsa, che però raggiunge più che dignitose velocità di crociera. Il motore è molto elastico e non necessita un uso frequentissimo del cambio, in quanto riprende dal basso senza tentennamenti. Siamo riusciti a tenere la “quarta” a 37 km/h… La moto non era molto contenta di ciò, ma un po’ alla volta è risalita di giri… e andava. Impressionanti i consumi.  Intorno ai 26/27 Km/litro.

Qualche dettaglio poteva essere migliore, magari lasciando più spazio a favore dell’alluminio al posto delle plastiche forse troppo presenti (La NC 500X poi sembra uno scooterone per la quantità di plasticosità trasmessa). Bello il  il finto serbatoio (già visto su BMW, ma molto ben realizzato) che nasconde un eccezionale vano ove riporre il casco e documenti.

Sotto la sella c’è invece  l’accesso al tappo del serbatoio. Molto pratico il sistema  per tenere sollevata la sella fino alla conclusione delle operazioni di rabbocco. Basterà poi muoverla in senso contrario alla chiusura, per sbloccarla. Comodi e ben profilati  i maniglioni per il  passeggero, come anche le pedane, che non costringono a posizioni innaturali.

La moto è molto comoda. Si trova una giusta postura sin da subito. Le braccia sono ben distese e anche la schiena ha la posizione turistica. La sella è ben profilata e comoda e i piedi toccano bene terra (io però sono alto 1.82). Tra le gambe, la moto si “sente”. Dà una buona percezione di controllo e di equilibrio. E’ abbastanza maneggevole, anche se nelle manovre da fermo taluni aspetti comodi in movimento diventano più impegnativi rispetto alle sportive.

Moto razionale, abbiamo detto. Le sospensioni sono convenzionali all’anteriore con una classica forcella telescopica da 41 mm con escursione da 153 mm. Al posteriore troviamo un mono con regolazione su posizioni predefinite. Semplice (anche troppo a livello di lavorazione, ma è un “male comune” a molti prodotti di fascia media. Un classico Pro-Link affidabile e affidabile. Non c’è il doppio freno a disco, ma un solo Disco a Margherita di grande diametro (320 mm che lavora bene, moto dritta e ben bilanciata anche nelle frenate estreme…. E poi c’è l’ABS che interviene a dovere).

Su strada, la moto è davvero piacevole. La frizione è leggera e il cambio preciso. I freni ci sono ben calibrati e l’anteriore è indipendente dal posteriore, più gestibile nel misto. La risposta al posteriore mi è sembrata un poco gommosa o poco progressiva, ma è sicuramente anche una questione d’abitudine e anche il comando lo avrei preferito appena un po’ più grande (dipenderà dai miei piedi 44).

La strumentazione è molto semplice, forse troppo, esclusivamente in formato digitale, e con qualche pecca di fissaggio alquanto povero e poco rifinito..   Il Quadro strumenti, ben visibile, contiene, la spia Abs, il Neutral e il segnalatore di marcia inserita. Con il segnalatore della benzina abbiamo avuto qualche problema, la moto risultava spesso, temporaneamente in riserva. Esteticamente mi piace molto. Forse il mono-faro anteriore l’avrei sdoppiato in qualcosa che doni maggiore importanza e la strumentazione la renderei di maggiore livello, integrando elementi analogici al digitale. Avrei preferito una migliore protezione aerodinamica e delle copri-manopole a protezione da freddo e altro.


Fino a Luglio 2015 prosegue la promozione di Honda, in collaborazione con Agos Ducato,  per l’acquisto con un finanziamento senza interessi; in particolare sulla Integra è previsto un finanziamento fino a € 9000,00  in 24 mesi a interessi ( Tan 0% Taeg 1.03%) prima rata a 60 giorni, per salire in sella a Integra 750 DCT.

 

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