Di Giulietta in Giulietta fino ai nostri giorni 1955/1977

Gli Italiani se ne innamorarono subito. Divenne un desiderio da realizzare, per molti di loro. Un desiderio a volte inarrivabile, altre volte  conquistato dopo tanto tempo, magari di seconda mano, o anche come oggetto da restaurare, che mantiene intatto il suo fascino ancora oggi, ai nostri giorni.

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Giulietta, venne lanciata nel lontano 1954, Al Salone dell’Auto di Torino del 1955 venne dapprima presentata la coupè per problemi riconducibili a definizioni tecniche della berlina, la  Giulietta sprint 1300, disegnata da Bertone, una piccola sportiva spinta da un nuovissimo propulsore in lega leggera di cilindrata ridottissima, per l’epoca, ma capace di grandi prestazioni. Subito dopo fu la volta della berlina che ottenne un enorme successo nelle vendite tanto da risollevare le sorti dell’intera Casa Automobilistica Da sola costituì la metà delle vendite complessive di quei tempi.

La Spider fu un vero e proprio capolavoro di tecnica e design, firmata da Pininfarina venne prodotta nelle due motorizzazioni di 1300cc (53 CV) e 1600 cc (90 CV). Fu poi la volta della Sprint Veloce, con motore più potente e doppio carburatore, che fecero di questo modello una vera e propria granturismo. Nel 1957 venne presentata la versione più potente, denominata Giulietta TI (Turismo Internazionale) con lievi modifiche aerodinamiche e estetiche, sia nel frontale che al posteriore, con nuovi luci. Dotata del motore da 65 CV: venne utilizzata con successo nei  rally, nelle gare in salita e quelle di durata. Nel 1959 nasce la Giulietta SZ, ideata col contributo della carrozzeria Zagato che si distinse nella partecipazione a diverse competizioni negli anni 60/63.

In totale furono costruite quasi 180.000 Giulietta, tutte con una vocazione sportiva spiccatissima, confermata dai successi agonistici conseguiti nelle varie Mille Miglia, Targa Florio e Tour de France, tanto per citare le gare più importanti. Un’epopea che ha attraversato gli anni del boom economico ed è giunta ai nostri giorni grazie anche alla traccia che ha lasciato e che va ben al di là delle semplici cifre.

Dimensioni Berlina

Lunghezza:3990 cm
Larghezza:1550 cm
Passo: 2380 cm
Altezza:1400 cm

Peso in ordine di marcia: 870 kg

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Con la Giulietta L’Alfa Romeo  si impose al mondo  come auto di temperamento sportivo, ma con grandi doti di guidabilità. La Giulietta fu un vero e proprio punto di svolta. Ogni volta che tale nome venne utilizzato dalla Marca Milanese, c’era comunque un segno di svolta, un  prodotto che doveva essere  rappresentazione dell’idea di Alfa Romeo. Fino al modello attuale.

Ci fu un’altra Giulietta che nel tempo fece breccia nel cuore degli automobilisti.

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Questa nacque nel 1977. Era un modello che aveva un’impronta fortemente sportiva. Nacque inizialmente dallo stesso pianale della Alfetta, della quale condivideva buona parte della meccanica, ma allo stesso tempo si pose ad un livello inferiore per eleganza e rifiniture. Auto completa ma che se meccanicamente ineccepibile, presentò non pochi problemi con carrozzeria e parti elettriche. Le motorizzazioni partivano dal 1.3, mossa da un motore di 1357cc di  95 CV e il 1.6 che aveva anche maggiori dotazioni e rifiniture. Il motore era di  1570 cc da ben 109 CV.. Nel  1979 venne introdotta la versione con il motore 1.8 di  1779 cc  e 122 CV e poi il 2.0 con il motore di 1962 cc e  130 CV in un allestimento denominato “Super” e caratterizzata da un allestimento speciale per colorazione, interni e cerchi in lega. Nel 1981 ne seguì un primo restyling con diversi interventi sia estetici che funzionali, nuove tarature e ridefinizione delle sospensioni.

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Rimaneva il mitico Ponte De Dion al posteriore,  il quale ha continuato ad avere applicazione sulla maggior parte delle Alfa Romeo a trazione posteriore degli anni Settanta e Ottanta.  Il ponte De Dion permette di unire i vantaggi del retrotreno a ponte rigido ai vantaggi tipici del retrotreno a ruote indipendenti: il differenziale è ancorato alla scocca e quindi non oscilla insieme al ponte stesso. Nello schema a ponte De Dion adottato dall’Alfa Romeo, questo  lavora in combinazione con un’altra importante soluzione, il “parallelogramma di Watt”, che, ruotando sul proprio asse, tende a far mantenere  al ponte De Dion, nelle sue oscillazioni verticali, sempre lo stesso piano orizzontale. Le trazioni posteriori Alfa Romeo avevano rispetto alla concorrenza, (tedesca) una notevolissima stabilità e una notevole tenuta di strada anche sul bagnato.

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Dimensioni

Lunghezza 4.210 cm
Larghezza: 1.650 cm
Passo:2510 cm
Altezza: 1.400 cm


Peso in ordine di marcia 1020Kg

 La Giulietta ebbe un secondo restyling nel 1984, con l’introduzione di nuove versioni e il ritiro del 1.3, ormai superato dalle nuove unità anche turbo-diesel.

Nel 1985 stava per arrivare quella che venne definita dai puristi  l’ultima Vera Alfa Romeo, perché a trazione posteriore.

Tra pochi mesi questa storia riprenderà con l’uscita di quella che sembra si chiamerà Giulia (nome che  Marchionne Presidente del gruppo FCA ha smentito), una berlina  che riporterà sicuramente l’Alfa Romeo a competere con marchi quali Bmw, Mercedes, Audi, ma anche i nuovi Lexus. Per Alfa Romeo questa non sarà solo l’ennesima sfida commerciale. Questa vettura varrà molto di più. Ne parleremo, ne parleremo sicuramente

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ricostruzione al P.C sul probabile aspetto

Intanto vi anticipo che a breve faremo la prova della Giulietta del XXI sec., sempre affascinante e dal carattere personale, a presto….

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