Dacia Duster… con gli occhi di una donna

carniaDopo anni e anni di auto usate ho deciso di prendere finalmente un’auto che potessi sentire “mia”, che mi rispecchiasse come se fossimo gemelle separate alla nascita. Ebbene, la prima volta che ho visto la Dacia Duster, questa ha saputo catturare la mia attenzione, e suscitare in me una forte curiosità.

All’epoca i tempi non erano ancora maturi, la mia Astra SW del 2003 non aveva grandi problemi e non c’era l’esigenza di cambiare: quest’estate però le cose sono cambiate, e mi sono ritrovata a dover salutare il mio fido destriero, ormai alla fine dei suoi chilometri.

20150116_113211Ad ottobre mi decido e vado in concessionaria: i prezzi si trovano anche comodamente sul sito ufficiale, ma andare a vedere di persona e soprattutto toccare con mano e tutt’altra cosa, bisogna ammetterlo.

Il mio sguardo cade immediatamente sull’edizione limitata là presente in esposizione, la Duster Brave. E’ la prima di tre serie speciali: dopo un breve periodo è stata presentata la Freeway e in questi ultimi giorni è uscita la versione Titanium.

braveInutile dire che la livrea, creata grazie a una pellicola 3M attaccata a caldo sulla carrozzeria, mi ha subito colpito, e che ci avrei pure fatto un mezzo pensierino, se non fosse stato che la texture non fosse proprio per tutte le occasioni (e poi il marito mi stava già guardando male).

Tornando alla mia esigenza di trovare una gemella a quattro ruote, alla fine la ordino: la motorizzazione è a benzina, un 1.6 cc di cilindrata con 16 valvole e 77 kilowatt, colore nero metallizzato. L’allestimento è il Laureate, il quale offre di serie tra varie cose anche il Medianav, ovvero il centro multimediale che offre le funzioni di radio, gps, lettore mp3 (da chiave USB, non è dotata di lettore cd) e blutooth per le funzioni di viva voce per lo smartphone.

20150123_120921Come optional ho ordinato la gomma di scorta (di base danno il kit di gonfiaggio) e le mappe europee per il Medianav. Queste mi sono indispensabili, se contiamo che abito a 10 km dal confine con la Slovenia.

Per la consegna ci sono voluti tre lunghi mesi: periodo nel quale ho pregato la vecchia carretta di tenere botta. Amorevolmente mi ha ascoltato, così il 15 gennaio sono andata a prendere la nuova componente della famiglia.

L’aspetto esterno è armonioso ma fa intuire un carattere “genuino”: pochi fronzoli ma tanti fatti. L’altezza da terra è di 20 centimetri, e le gomme 215/65 R16 stanno comodamente sotto gli ampi passaruota: i cerchi in lega color canna di fucile hanno un disegno semplice ma comunque piacevole, mentre la fanaleria anteriore, modificata rispetto alla versione precedente, è resa elegante da delle cromature che dividono i vari blocchi luce.

Le dimensioni esterne dell’auto non cambiano da versione a versione: abbiamo una lunghezza di 4,316 metri, larghezza 2,00 metri inclusi gli specchietti retrovisori e un’altezza totale da terra di 1,69. Abbondante rispetto a una classica utilitaria, ma sicuramente non esagerata.

Parlando di dimensioni, entrando notiamo subito che l’abitacolo è ampio, sia in larghezza che in altezza: anche sul sedile posteriore è garantito il comfort di viaggio. Un altro innegabile pregio della Duster è il bagagliaio: la capienza base è di 475 litri, che possono diventare fino 1600 una volta abbassato lo schienale del sedile posteriore.

cruscottoLa prima cosa che si nota, una volta montati a bordo, è la guida alta: la posizione permette una visuale ottimale della strada e ci si rende subito conto che non ci si potrà più rinunciare. I sedili morbidi ma che sostengono comunque bene completano la sensazione di comfort.

Dopo i primi minuti di orientamento alla plancia, visto che i comandi erano strutturati in modo totalmente diverso a come ero abituata fino a quel momento, devo dire che ho cominciato a godermi la guida.

La plancia è illuminata con dei led rosso ambrato, un colore luminoso ma che comunque non disturba durante le sessioni di guida notturna. Oltre ai misuratori analogici troviamo lo schermo del computer di bordo, le cui funzioni vengono comandate da un pulsante sito alla sommità della leva destra (deputata principalmente al comando dei tergicristalli). A sinistra invece la barra delle luci, con in più il pulsante del clacson. Nelle versioni con il Medianav troviamo anche la leva con i comandi base per quest’ultimo.

Il Medianav… croce e delizia di ogni possessore di Duster. L’apparecchio è tecnicamente valido, per la lettura dei file mp3 supporta chiavette usb fino a una capienza di 32 gb (mi raccomando, formattarle in FAT32, sennò non le sente), ha un ottimo sintonizzatore radio e un GPS con mappe non perfettissime ma comunque degne di nota e in costante aggiornamento. La pecca è che è posizionato in un punto piuttosto basso della plancia, e questo non ne fa risultare comodissima la consultazione durante la guida.

Girando la chiave di accensione vediamo che il motore da 1,6 cc è silenzioso e regolare.

Per aiutare ad ottimizzare i consumi si può attivare la modalità ECO, che di fatto regola la potenza del motore e del climatizzatore. A tal scopo c’è anche l’indicatore GSI (Gear Shift Indicator) che ci segnala quando dobbiamo aumentare o scalare la marcia in modo da non affaticare il motore e da razionalizzare il consumo di carburante. In generale i consumi vanno dai 6 litri su 100 km per il ciclo extraurbano fino ai 9,6 di quello urbano.

Molto utile il sistema di assistenza per le partenze in salita, che di fatto attiva, con marcia inserita, il freno per un paio di secondi, permettendo all’auto di non arretrare.

In sostanza, dopo due settimane di guida posso dire con certezza di aver trovato l’auto che soddisfa in pieno le mie esigenze e aspettative, soprattutto considerando che il rapporto qualità – prezzo è imbattibile: escludendo il costo della pratica per il finanziamento, il prezzo chiavi in mano è stato di 14.700,00 euro.

Morale della favola: consigliatissima agli spiriti liberi, a coloro che amano la sostanza più della forma, eliminando il superfluo senza rinunciare però alle comodità.

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