Call of Duty: Warzone, l’ammazza Fortnite

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Il battle royale è senza minima ombra di dubbio il genere, o meglio sottogenere, di videogiochi, più in voga da due o tre anni a questa parte, ha un nuovo boss, Call of Duty: Warzone. H1Z1 Battle Royale è stato per molto il re di questa tipologia.

Fino a quando un misterioso “modder” di Arma2, tale Brandon, ha deciso di creare da una versione di quest’ultimo chiamata WarZ un gioco dal nome “Player Unknown Battlegrounds”.

100 giocatori, una mappa, armi, munizioni, risorse, medicinali e mezzi di trasporto disseminati su una mappa (che col tempo sono diventate quattro). L’ultimo che sopravvive vince, ottiene un celebre Winner winner chicken dinner, il tormentone dell’estate di esplosione di PUBG, che ha creato un immaginario della community dei giocatori ironicamente collegati ai polli.

Poco dopo, con le stesse meccaniche di base, è arrivato Fortnite, dal ritmo ben più dinamico, dall’aspetto cartoonesco e con la nuova possibilità di costruire strutture con legno, pietra e metallo, in modo da potersi proteggere dagli altri giocatori e appostarsi in maniera più precisa.

Spin-off gratuito della versione a pagamento di Fortnite, il gioco ha raggiunto un incredibile successo commerciale, conquistando i videogiocatori di tutte e tre le piattaforme principali: PlayStation, Xbox e computer e guadagnandosi un’apparizione nel film più visto di tutti i tempi, Avengers: Endgame.

Sfruttando tra l’altro una certa autoironia, mostrando Thor in un atteggiamento “tossico”, che aggredisce verbalmente un altro giocatore mediante la chat vocale online, un comportamento di buona parte della community spesso stato al centro di polemiche riguardo Fortnite.

Ora Call of Duty, la saga sparatutto più celebre del mondo è scesa in campo, pubblicando un titolo stand-alone, free-to-play, quindi gratuto, Warzone. Stesse meccaniche unite alla dinamicità di Call of Duty, che ha consentito alla casa di produzione Warzone di superare presto i 50 milioni di utenti in gioco.

Un incredibile successo commerciale che può però scaturire un effetto negativo. Molti utenti cominciano a lamentare una chiarissima saturazione del mercato dei videogiochi, dove tutte le case di produzione si impegnano solo nello sviluppo dei battle royale. Ogni gioco di punta di ciascuna casa ha la sua versione last man standing.

Il che facilita ovviamente il lavoro delle case di produzione, che non devono più sviluppare una nuova storia. Inoltre, Call of Duty: Warzone è un gioco pesante per molti computer, il che ha portato alcuni utenti a reclamare contro le scarse performance del gioco e le difficoltà nel download dello stesso.

 

 

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