Animal Crossing ha la ricetta per la felicità

La Nintendo, forse inavvertitamente, ha creato la ricetta della felicità. Animal Crossing, il videogioco che ci fa creare un personaggio simile a noi e vivere in un mondo immaginario, potrebbe contenere (o essere) la soluzione ad ogni preoccupazione.

La dinamica del gioco è molto semplice: partendo da una piccola casa spartana e un villaggio spopolato, con un po’ di olio di gomito, pazienza e soprattutto ore di gioco, si può arrivare ad abitare in una casa personalizzata in ogni angolo, con vivaci vicini di casa.

Certo, non sono tutte rose e fiori: dovrete pagare il mutuo della casa se volete migliorarla, i concittadini a volte sono un po’ più irascibili di quanto si vorrebbe sperare, e se non si entra in casa abbastanza spesso, questa si popola di scarafaggi.

Tuttavia, il motivo per cui Animal Crossing non è mai passato di moda, da quando ero piccola fino ad oggi, è ormai chiaro. Soprattutto in momenti di stress e preoccupazioni come questi, il gioco ci fornisce una ricetta semplice per una vita serena e in armonia con i nostri dintorni.

Ci sono tantissime attività da svolgere: si pesca, si cacciano le farfalle, scovano fossili e si osservano le stelle. I personaggi che vivono nella città sono socievoli, ma non troppo, ed ognuno ha la sua personalità. Si creano piccole storielle tra loro, tra ripicche e gesti di solidarietà, che non portano al crearsi di alcun dramma.

la vita è tranquilla. C’è un museo, qualche negozio, il municipio, un osservatorio. La città resta pulita se le si dedicano le cure necessarie, si piantano i fiori, le stagioni ne cambiano il colore.

Sembrerà una noiosa vita di periferia, ma in realtà è forse tutto quello che al giorno d’oggi si desidera senza nemmeno saperlo. Perché alla fine chi davvero vuole vivere in città? Chi vuole il traffico e i clacson, i semafori rossi e l’acqua delle pozzanghere scaraventata dalle macchine fino sui marciapiedi?

La frenesia della vita si rallenta al suono delle dolci melodie che accompagnano ogni attimo il tuo personaggio mentre questo cammina per le strade della sua cittadina.

Niente di quello che c’è su Animal Crossing è impossibile nella vita reale (fatto salvo alcune cose, come trovare il teschio di un Tyrannosaurus Rex scavando dietro casa, ve lo concedo). Tutti continuano a giocarci perché nel loro piccolo mondo si sentono al sicuro.

Da soli ma non troppo, perché ci si può visitare a vicenda, così da passare un po’ di tempo con gli amici. Abbiamo la nostra casa e gli nostri spazi. La giusta dose di responsabilità e di cose da fare. Possibilità quasi infinite di personalizzare e migliorare il nostro spazio vitale.

L’ultima serie, uscita il 20 marzo 2020, si chiama Animal Crossing: New Horizons. Questa volta si parte da zero, come se fossimo un naufrago in un’isola deserta, per costruire mattone per mattone ogni aspetto della nostra città. Partendo da una tenda, la creatività può essere scatenata da ogni giocatore come preferisce.

Animal Crossing ci permette di vivere in un mondo di piccole cose che riescono a portare grandi soddisfazioni. E forse proprio questa è la ricetta della felicità, che la Nintendo ha scoperto per caso nel 2001 e messo in circolo prima su Nintendo DS e poi su tantissime altre piattaforme, arrivando fino alla Nintendo Switch.

Un successo mondiale e quasi ventennale, che unisce la possibilità di avere una realtà parallela a quella di rilassarsi ed esprimersi a tutto tondo. Dalla scelta del divano da mettere in casa al posizionamento di strade e fioriere, ci permette di fuggire dalla realtà e non limita la nostra possibilità di migliorare, come troppo spesso la vita vera fa.

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