Intervista a Giulia: una retrospettiva della sua carriera, da Sanremo 2017 al nuovo singolo “Prescindere da te”

Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo, Tale e Quale Show, Sanremo 2017, Hannah Montana, La Sirenetta, I Cesaroni, Un medico in famiglia… Cosa vi viene in mente se dovessimo fare un gioco e dovessimo chiedervi un personaggio legato a tutti questi titoli importanti? La risposta ve la diamo noi: Giulia Luzi, o anche semplicemente conosciuta come Giulia. Della quale il 30 ottobre è uscito ufficialmente il nuovo singolo “Prescindere da te”: abbiamo intervistato Giulia per La Ragnatela News.

Il tuo nuovo singolo “Prescindere da te” arriva dopo il grande successo estivo di “Mon amour”. Parlaci di questo tuo nuovo brano.

Un brano sicuramente meno leggero del singolo precedente. Non tanto musicalmente e nella produzione perché è comunque una canzone molto orecchiabile che arriva subito, quanto nel significato del testo. E’ un brano che ho scritto insieme ad Emiliano Palmieri ed Anna Muscionico che sono due autori che stimo molto e che conoscevo già da diversi anni ed è stato bello ritrovarli dopo molti anni. Il messaggio che volevamo comunicare era quello, appunto, di dire “Non voglio più prescindere da te”, ovvero: ci può essere un qualsiasi tipo di relazione, in questo caso si parla di relazioni di coppia, d’amore. Ed è bellissimo essere in un rapporto di coppia ed essere uniti, complici, trovare un equilibrio che magari comporta anche dei compromessi caratteriali, di gestione, della relazione, di tutto quanto. Però io credo anche che non sia mai giusto annullare sé stessi per l’altro. E quindi mi piace dare questo messaggio soprattutto alle giovani donne che non sempre hanno molto polso in una relazione. Mi è capitato di vederne tante, di sentire tante storie. E quindi ho sentito la voglia di dare una sorta di scossa a chi ne avesse bisogno, l’ho fatto anche nel videoclip. C’è un messaggio metaforico che è quello in cui rompo tutta la casa in cui si è consumata questa storia d’amore con l’altra persona che ora in realtà è finita. E ovviamente è una metafora, nel senso che non volevo consigliare a nessuno di spaccare casa però neanche tenere dentro le cose, è sempre giusto tirare fuori tutto perché altrimenti rischiamo di stare male, di stare peggio, di avvelenarci, di restare con le cose non dette che non fanno mai bene.

Brano prodotto da Luca Chiaravalli e videoclip diretto da Mauro Russo, personaggi molto importanti all’interno della musica italiana…

Assolutamente sì, sono onorata di essere tornata a lavorare con loro perché in realtà già avevamo lavorato insieme in occasione di Sanremo 2017. Luca aveva prodotto il brano in gara, Mauro aveva girato il videoclip ed esserci ritrovati dopo quasi quattro anni è stato molto bello.

E a proposito, parlaci proprio dell’esperienza di Sanremo 2017 e del duetto con Raige!

E’ stata un’esperienza pazzesca. Un’esperienza che mi ha fatto venire la voglia di tornare a Sanremo, mi auguro il prima possibile, perché è un palco che regala emozioni come nient’altro in assoluto, per chi fa questo, per chi ama la musica credo che l’adrenalina che ti dà Sanremo è qualcosa di ineguagliabile. Quella è stata un’esperienza che mi ha fatto rompere il ghiaccio e sarei felice di tornarci presto da sola.

Parlando dei tuoi grandi successi, un’altra tua collaborazione importante è stata quella con Samuel Storm per il tuo singolo estivo “Mon amour” che ha avuto successo anche in Francia. Come è nata l’idea di questo pezzo?

Questo è un pezzo che era nel cassetto da tanti anni, rimasto nel cassetto perché non riuscivo a trovare il partner adatto a questa canzone, ovvero: volevo qualcuno che non fosse solito ai feat, che non fosse il rapper che usa fare feat spesso, ma volevo un artista originale, particolare e a cui magari anche dare una seconda chance. Quando ho pensato a Samuel che avevo conosciuto proprio un paio di anni fa, gliel’ho proposto, è stato molto contento e mi ha detto “Guarda, io però scrivo soltanto in inglese”, e io gli ho risposto “Non fa niente, non l’avevo pensata anche in inglese ma è anche giusto che se chiedo a te un feat tu debba sentirti chiaramente a tuo agio, se scrivi solamente in inglese vediamo cosa viene fuori, al massimo non se ne fa nulla”. Invece è venuto fuori un risultato pazzesco, nel quale si miscelava bene la sua voce con la mia, l’inglese con l’italiano e con il francese… Insomma, è stata un’operazione riuscitissima, tant’è che poi Mon Amour è sbarcata anche in Francia. Quindi vuol dire che comunque abbiamo fatto bene e abbiamo centrato l’obiettivo.

La tua carriera non è stata ricca di soddisfazioni soltanto a livello musicale ma anche a livello cinematografico. Quale è stata l’esperienza che ricorderai maggiormente e con più piacere per quanto riguarda la carriera cinematografica?

In realtà io non ho fatto cinema, se non un breve cameo all’interno di “Vinodentro”, un film molto particolare, una commedia noir. Recitavo accanto a Giovanna Mezzogiorno e Pietro Sermonti. Quindi a livello cinematografico non ti saprei rispondere. A livello extradiscografico mi viene in mente Tale e Quale, un programma che ho sempre amato, che seguivo da casa e quando mi sono ritrovata su quel palco mi ha divertita come nient’altro prima di quel momento. Insomma, è stata un’esperienza piena di belle soddisfazioni, di divertimento, di energia, di affetto, perché poi si crea veramente una bella atmosfera lì dentro, con anche la sala trucco, il truccatore che hai a contatto stretto con te ore e ore ogni giorno, con i coach, con Carlo Conti che è un ottimo padrone di casa… E’ tutto molto bello insomma.

Quale è stata l’imitazione a Tale e quale show che per te è stata più importante nel corso delle varie partecipazioni al programma?

In assoluto Edith Piaf. Non dimenticherò mai le parole di Gigi Proietti, per la cui scomparsa abbiamo sofferto molto in questi giorni, dopo quell’esibizione: mi disse delle parole straordinarie, ed era il giudice che più temevo, perché un grande attore come Gigi Proietti che doveva giudicare una performance di grande responsabilità come quella che avevo nell’interpretare Edith Piaf, e invece è stato quello che ha detto le cose in assoluto più belle. Quelle cose lì me le manterrò nel cuore per sempre.

Tornando all’aspetto cinematografico, non parlavo di cinema ma della tua esperienza in alcune serie TV come Un medico in famiglia e I Cesaroni.

Un medico in famiglia e I Cesaroni sono state il mio inizio in televisione. Entrambe fiction molto divertenti, anche se ormai è passato talmente tanto tempo, è passata davvero una vita fa. Di sicuro il personaggio di Un medico in famiglia, Giulia Biancofiore, è molto simile a me perché anche lei aveva questa forte passione per il canto, c’era sempre di mezzo Sanremo, perché partecipava alle selezioni per Sanremo Giovani e le vinceva, come manager c’era Lino Banfi, quindi diciamo che giocavo bene.

Sempre rimanendo in tema di attività extramusicali, hai anche un certo rapporto con la Disney, anche se in realtà torniamo alla musica perché ti sei occupata delle parti cantate di alcuni personaggi come Ariel e persino di Miley Cyrus!

Il doppiaggio Disney è stato veramente il primo passo che ho mosso nel mio percorso artistico, perché io avevo nove anni, ho iniziato proprio con il doppiaggio, con questo mondo che mi affascinava tantissimo, che era il mio parco giochi dopo scuola. Andavo a doppiare quasi tutti i giorni e mi divertivo come una matta a vedere la mia voce abbinata a quella dei cartoni. Come hai detto tu, i lavori di cui mi sento più fiera sono appunto La Sirenetta 3, in cui interpreto Ariel, Hannah Montana in cui interpreto proprio Miley Cyrus. L’ultimo lavoro che ho fatto non è disneyano ma è comunque spettacolare, è “Over the Moon”, un film prodotto da Netflix e uscito su Netflix il 23 ottobre, sta già avendo un riscontro pazzesco, io ho doppiato tutte le parti cantate della protagonista Fei Fei, quindi anche la colonna sonora che si chiama “Volo via” che è bellissima, è una canzone stupenda.

E sono davvero contento che i bambini di tutta Italia imparino ad apprezzare la tua voce in qualche modo.

Anche un domani per me sarà bello farla sentire ai miei figli, sperando che succederà un domani, sarà stupendo far sentire loro queste cose magiche che ho avuto il piacere di fare.

Parlando di cose magiche, c’è stato un altro progetto che ti ha portato tanta fortuna che è il musical Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo, nel quale hai interpretato il personaggio di Giulietta.

Non cercavo cose al di fuori di me, alla fine Giulietta è un personaggio che si avvicina molto a me. Sotto il punto di vista della determinazione per esempio lei è una testarda, io sono del Capricorno, mi rispecchiavo tantissimo in questo. Come piuttosto nella parte romantica che chiaramente in Shakespeare è preponderante ed è anche quasi all’eccesso, quando invece una ragazza di 20 anni oggi non usa un linguaggio come quello che si usava nell’opera di Shakespeare, ma comunque sono anche io a mio modo romantica. Quindi non ho cercato cose al di fuori di me, casomai le ho esasperate.

Tu hai parlato del doppiaggio che era un po’ il tuo “parco giochi personale” ai tempi della tua infanzia, ma come ti sei avvicinata invece al mondo della musica?

Non lo so, forse non sono io che mi ci sono avvicinata ma è lei che si è avvicinata a me. Non c’è un momento in cui ho detto “fammi provare a cantare”, in realtà l’ho sempre fatto. La prima occasione in cui mi sono ritrovata a cantare di fronte ad un pubblico era all’età di tre anni, in un villaggio dove andavo e vado tuttora appena possiamo per fare una vacanza anche con la mia famiglia. Io mi sono buttata sul palco con mio papà inizialmente, cantavo “Il Carrozzone” di Renato Zero, mi girai verso mio padre e gli dissi “da sola, da sola!”, quindi rimango con questo microfono a tre anni, un microfono che era quasi più grande di me, a cantare Il Carrozzone come se fossi già una star. Pertanto la musica dentro di me c’è sempre stata.

Progetti futuri?

C’è in cantiere qualcosa di bello che non posso dire. E’ un periodo molto incerto per tutti quanti, ma io ho comunque la fortuna di poter fare tante cose belle e di poter pensare alla mia musica anche se in questo momento è difficile anche soltanto andare in studio ad incidere perché ci sono tutta una serie di problemi legati a ciò che stiamo vivendo, ma io sono ottimista e fiduciosa che tutto si possa risolvere in breve, perché l’Italia è un popolo di persone forti che si rialzerà presto da tutto quello che ci sta capitando, che a volte mi sembra un incubo, però il fatto che sappiamo da sempre rialzarci al meglio da queste difficoltà è vero.

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