Dieci anni sono un buon momento per fermarsi a guardare indietro. O per fare esattamente il contrario. Da Spiazzo, pizzeria romana incastrata tra il Ponte di Ferro e il profilo industriale del Gazometro, la celebrazione di questi 10 anni in crescita sono rappresentati da lieviti, impasti, e tanta voglia di fare.
A Roma, dove la pizza è un fatto identitario e spesso anche ideologico, Spiazzo ha scelto fin dall’inizio un’ idea ben precisa. Nessuna appartenenza rigida, nessun dogma da difendere: solo una visione personale, curiosa, volutamente “anarchica”. È così che la racconta Alessio Mattaccini, pizzaiolo e anima del progetto, che nel 2015 ha deciso di aprire un luogo capace di contenere più idee di pizza senza doverne scegliere una sola.
Entrare da Spiazzo oggi significa attraversare dieci anni di sperimentazioni senza avvertire il peso del tempo. L’ambiente è informale, rilassato, con un grande spazio esterno che nei mesi giusti diventa parte integrante dell’esperienza. Ma è nel menu che si capisce davvero il senso del percorso: quattro stili di pizza che convivono, dialogano e si contaminano. Padellino, tonda romana, pala “travestita” da tonda e le Spiazzanti, che già dal nome dichiarano l’intenzione di sorprendere.
Non è un esercizio di stile, né un catalogo di mode. Ogni pizza ha una sua grammatica, un suo tempo di lavorazione, una sua struttura. Dietro c’è uno studio quasi ossessivo sugli impasti, sulle fermentazioni, sulle farine. Mattaccini arriva da anni di formazione, consulenze tecniche, palchi gastronomici e programmi televisivi, ma a tavola tutto questo non pesa: si traduce in pizze leggibili, golose, mai autoreferenziali.
Il padellino, oggi diventato quasi mainstream, qui ha avuto una delle sue prime case romane. Alto, soffice, con una crosta che regge condimenti generosi senza perdere equilibrio. La tonda resta fedele allo spirito romano. panetto da 160 gr, più leggero del convenzionale, ma con una marcia in più in termini di fragranza e complessità aromatica. Le Spiazzanti, invece, sono il terreno di gioco: abbinamenti audaci, acidità calibrate, spezie che entrano in punta di piedi e restano in memoria.
La sensazione è che la tecnica non sia mai fine a sé stessa. Le fermentazioni lunghe, le farine macinate a pietra, i prefermenti diversi convivono con una scelta precisa delle materie prime, tutte italiane, spesso artigianali, sempre riconoscibili. Pomodori, latticini, oli, verdure, nulla è decorativo, tutto ha un ruolo. E la stagionalità non è una parola di marketing, ma un criterio che obbliga il menu a cambiare e chi lavora in cucina a non sedersi mai.
Accanto alle pizze, una linea di fritti e antipasti che segue la stessa filosofia: classici romani riletti senza snaturarli, incursioni più creative che restano però ancorate al gusto. Anche qui, l’idea è includere: opzioni vegetariane, vegane, senza lattosio, perché oggi la pizza è un linguaggio universale e non può permettersi di escludere.
E poi ci sono i dolci, fatti in casa, mai banali, e una carta beverage costruita con intelligenza, tra birre artigianali e vini scelti per accompagnare .
Dopo dieci anni, Spiazzo non sente il peso del tempo, ma è rimasto un laboratorio aperto, un posto dove l’ idea di pizza continua a evolvere e in una piazza come Roma in cui si cercano sempre più certezze, il vero atto rivoluzionario è… Spiazzare! Ma farlo con leggerezza.
SPIAZZO
Via Antonio Pacinotti, 83 – Roma (zona Ponte di Ferro / Gazometro)
Aperto tutte le sere tranne il lunedì
Tel. 375 5683391
www.pizzeriaspiazzo.it

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