Quando la moda va oltre… il sale rosa dell’Himalaya e le sue leggende metropolitane

Le mode alimentari vanno e vengono e spesso anche con falsi miti che narrano di particolarità benefiche e salutari poi non sempre veritiere. Questo è il caso del sale rosa dell’Himalaya che spesso troviamo nelle ricette più alla moda del momento. Questo soprattutto per le presunte proprietà che dovrebbe avere rispetto al più classico sale da cucina. Arriva ora la smentita di Dario Bressanini sul suo blog Scienza in cucina su Repubblica. Lui, scrittore e chimico, ha infatti mostrato come questo sale rosa, che poi viene dal Pakistan sia erroneamente venduto come l’unico sale incontaminato sul mercato.

Si tratta di sale prelevato nelle miniere di sale dove si trovano i residui di mari e oceani prosciugatisi milioni di anni fa. Oltre al cloruro di sodio si può quindi trovare una quantità non trascurabile di altre sostanze. Il colore rosa deriva proprio da queste impurezze, in particolar modo dagli ossidi di ferro.

La presenza di ferro non c’è nel sale comune ma non per questo il sale rosa è una buona fonte di ferro.

Ma partiamo dal principio. Ogni italiano consuma in media 10 gr di sale e di conseguenza circa 4 grammi di sodio. Una quantità inutile se si pensa che in condizioni normali eliminiamo massimo 0,6 grammi di sodio che vanno quindi reintegrati. Tutto il resto è superfluo e l’eccesso di sodio può provocare danni alla salute. Basti pensare che il quantitativo necessario è quello che riusciamo ad incamerare con il cibo senza la necessità di aggiungere sale.

Se andiamo a sostituire il nostro sale classico con quello rosa dell’Himalaya andremmo ad aggiungere da 0.001 mg a 0.25 mg di ferro attraverso quei cinque grammi di sale. L’assunzione raccomandata di ferro per gli uomini adulti è di 10 mg, per le donne 18 mg (27 in gravidanza). Conti alla mano si vede come queste quantità siano irrisorie e quindi il sale rosa non ha queste benefiche proprietà per quanto riguarda il ferro. Se volessimo aumentare l’assunzione di ferro sarebbe più vantaggioso farlo attraverso 100 grammi di fegato di vitello o 100 grammi di fagioli che ne contengono 9 mg oppure un tuorlo d’uovo che ne contiene 5 mg.

 

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