Aspettando l’ onda perfetta…da Pesciolino!

Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com “Ajo Ojo Mare Nostrum

Ristoranti vista mare, ristoranti incastonati tra le rocce battute dal mare, ristoranti addirittura immersi nel mare, che offrono atmosfere e esperienze uniche…ma tutto per esaltare i sapori che provengono da questo che è un elemento esaltato nei libri, nelle opere, nei dipinti, passaggio necessario per il commercio dei tempi, fondamentale per la nostra vita : il mare.
La sensazione di benessere che si ha al cospetto del mare sereno, della vista alla immensa distesa blu, del rumore cadenzato delle onde, si è voluto riportare (quanto possibile) non lontano dal centro di Roma. Si può scendere la scalinata di Piazza di Spagna, prendere via dei Condotti tra le vetrine e i marchi noti e poi girare in via Belsiana, arrivare al n.30 ed entrare da Pesciolino, una piccola oasi della cucina di pesce tradizionale con vocazione gourmand.
Gli arredi ricercati, i colori del mare , richiamano la sensazione di essere in un piccolo scrigno, magari in vacanza, lontano dalla routine e dai rumori della città (anche solo per un paio d’ore).
Si, perché la piacevole nota della giusta insonorizzazione è un valore aggiunto e prezioso che non tutti i ristoranti hanno. Gustare piatti e una amabile conversazione sarà ancora più gradita, esaltata dall’atmosfera armoniosa e i decibel perfetti.

Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com

La sala si sviluppa in lunghezza con un bancone ad angolo verso la cucina a vista che permette di gustare anche un pranzo veloce, comodamente seduti su sgabelli alti ed eleganti.
L’equilibrio cromatico (design realizzato da Costagroup) rende l’ambiente sofisticato, confortevole e giusto per l’esperienza che si andrà ad iniziare. Non sarà un semplice pasto, ma una scoperta dell’estro e la fantasia dello chef Fabio Pecelli che abilmente riporta nei suoi piatti.
Il legame con il mare è alla base del concept gastronomico in cui il patron Dario Asara ha voluto mettere al centro la stagionalità del pesce. Infatti, pochi sanno che c’è un tempo anche per pescare il pesce giusto, per rispettare più possibile l’ecosistema marino.
C’è un tempo giusto per ogni cosa.

Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com Dario Asara e Fabio Pecelli

Questa scelta etica non è nuova a Dario Asara, che l’ha fatta propria anche negli altri ristoranti di sua proprietà, i due Ginger – Sapori e Salute, dedicati al benessere e al buon vivere, ed è stata condivisa dallo Chef Fabio Pecelli che ha sposato in pieno questa strada, sicuramente non banale.
Siamo oramai abituati a trovare in ogni periodo dell’anno qualsiasi prodotto – racconta Asara – non rendendoci più conto di come le stagioni siano invece la sorgente di vita di vegetali, ortaggi, frutta e pesce. Il gusto arriva dal sole, dalla terra, dalla pioggia e ogni prodotto ha un suo momento durante l’anno in cui esprime il meglio di sé. In particolare, seguire la stagionalità del pesce significa rispettarne i tempi di riproduzione, per non doverci trovare, un giorno, in un mondo con un mare senza vita”.
L’incontro con Fabio Pecelli, chef ancora giovane ma di grande esperienza (è stato chef di Pastificio San Lorenzo e di Caffè Propaganda, oltre ad aver lavorato nelle più importanti cucine stellate della capitale), ha aperto la possibilità di realizzare questo progetto di ristorazione sostenibile.
Qui – commenta Pecelli – abbiamo voluto ricreare il ristorante di pesce della nostra memoria ma rendendolo contemporaneo, divertente e a volte inaspettato. I miei piatti sono sempre riconoscibili ma sanno portare lontano chi li assaggia! E danno dipendenza: chi potrà resistere troppo a lungo lontano dal mio Spaghetto aio, ojo e pescato o dalla mia Seppia alla luciana?”

Se si tratti di un pranzo fugace o una cena romantica Pesciolino sarà lì ad accogliere i suoi clienti, anche come fish bar, con un bancone di mixology dove si può dare appuntamento agli amici per l’aperitivo, con un food pairing tra cocktail e sfizi di pesce, dalle ostriche più preziose alle più familiari alici fritte. La cucina è espressione della migliore tradizione culinaria mediterranea unita a quella del territorio laziale, esaltate ai più alti livelli da raffinate tecniche di preparazione e cottura che hanno come obiettivo di lasciare il pesce più integro possibile. In fondo, come ama ripetere lo chef, “non è solo l’ingrediente raro e costoso a rendere unico un piatto, ma importanza hanno le mani e la creatività dello chef che lo prepara”.

esplosione di crema di scampi

Al centro di tutto è posto il miglior pesce selezionato alle aste più preziose, abbinato sapientemente agli elementi della terra, nel rispetto delle stagioni. Elemento tecnico di spicco è il forno alimentato con brace di legna, dove è possibile cuocere pesce e verdure proprio come un barbecue, donando aromi particolari al prodotto che vi viene cotto come, ad esempio, gamberi e mazzancolle. In più, il pesce viene spesso aromatizzato con erbe, alghe e spezie, in abbinamenti originali.
La mia è una cucina di pancia che vuole emozionare con i sapori ma anche stupire con la presentazione dei piatti. – rivela Pecelli – Mi baso sulle radici della mia cultura culinaria, sulle ricette più tradizionali e soprattutto sui miei ricordi gastronomici, dai quali prendono vita piatti come il Bottoncino di burrata all’impepata di cozze”.

Il menù del pranzo, servito dalle 12.30 alle 15.30, propone tra gli antipasti il crudo fresco, l’impepata di cozze e le ceviche come pure insalate come la misticanza di tonno e l’insalata di gamberi. Ampia la scelta anche tra i primi, tutti realizzati con pasta biologica, come lo Spaghettone Felicetti con vongole e lattuga di mare, le Linguine “ajo, ojo mare nostrum”, con alici affumicate al forno alla brace, polvere di olive, capperi e peperone crusco, prezzemolo e limone e, ancora, “L’Intruso”, mezzi paccheri con pecorino romano DOP e pepe nero.
Tra i secondi da segnalare sono la “Milanese di tonno”, con tataki rosso o bianco fritto dorato con panatura di pangrattato, erbette e maionese alla lattuga di mare e il “Filetto di baccalà alla puttanesca”, con salsa di pomodoro, olive, aglio e origano. Tra i dolci, da provare è senz’altro l’irresistibile “Ovomisù” cioè un tiramisù in un guscio di meringa.

ovomisù

L’aperitivo e la cena vengono proposti dalle 18.30 alle 24. La carta si apre con “Aspettando l’alta marea”, piccoli sfizi e snack proposti dallo chef, come il Cartoccetto di calamaretti fritti e guacamole, la Bruschetta di sgombro sashimi alla puttanesca o le Ostriche con mela, sedano e zenzero (che si possono anche mangiare plein.

Tra gli antipasti troviamo il Cannolo di mare ripieno di baccalà mantecato, crema di zucchine, zucchine alla scapece ed erbe spontanee, le Seppie alla Luciana con salsa di pomodoro, cipolla, olive, capperi e patate; la Sedice… Ceviche! Ovvero una ceviche con petali di ricciola marinati, succo di limone, cipolla, pomodoro e avocado.
Passando ai primi, menzione speciale meritano i già citati Bottoni con burrata e impepata di cozze con pasta fresca fatta in casa e le Linguine di kamut biologiche del “Pastificio Felicetti” all’astice con pomodoro e dragoncello. Quanto ai secondi, ricordiamo la Porchetta di tonno rosso affumicato con crema di pinoli ed erbe spontanee e il filetto di pescato del giorno al cartoccio. Conclusione golosa a scelta con l’Ovomisù, il Lollypop, lecca-lecca di yogurt greco con glassa di cioccolato e cocco oppure con il Finto Yogurt, con camomilla, limone, cereali tostati e frutti rossi.

La carta dei vini è ricercata e non banale, con poche interressanti referenze. Alcune etichette sono di produzione della famiglia Asara e provengono dalla cantina Le Masciare: Taurasi DOCG, vino di lungo invecchiamento, Aglianico IGT, Fiano di Avellino DOCG e Greco di Tufo DOCG. Tutti vini presenti nelle migliori guide enologiche italiane.
Pesciolino propone inoltre una selezione di vini naturali e biologici e convenzionali, tutti prodotti da piccole aziende vitivinicole provenienti da diverse regioni italiane.
La giovane Bartender Marta Nafra propone poi una carta di drink classici e alcuni signature che spesso compone sui desideri del cliente al momento. Si va ad esempio da un semplice whisky sour, accompagnandolo con delle ostriche, alla rivisitazione del Moscow Mule (ribattezzato Pesciolino Mule), aggiungendo una polvere di lattuga di mare. O ancora lo Czarine, grande classico dimenticato con l’evoluzione del mixology, ma che ben si abbina con il dolce proposto dallo chef.

Fabio Pecelli ph Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com

LO CHEF
Fabio Pecelli nasce a Roma nel 1988, fin da giovanissimo subisce il fascino per questo mestiere e la sua prima esperienza fu di grande impatto, sia emotivo che professionale, da uno dei più importanti chef italiani, Niko Romito, con il quale resta poco più di un anno. Passa poi all’Hotel De Russie, dove matura una preziosa esperienza lunga due anni, imparando cosa significhi organizzare una cucina complessa come quella di un hotel 5*****Lusso. La tappa successiva è con Andrea Fusco dove rimane per 5 anni fino a diventare Sous Chef al Giuda ballerino! che proprio in quegli anni ottiene la Stella Michelin.
Successivamente, sempre alla ricerca di nuovi modi di interpretare e reinterpretare tradizione e modernità, Pecelli viene accolto nelle cucine dello Chef Riccardo Di Giacinto, dove acquisisce competenze relative all’organizzazione e alla gestione della cucina, molto importanti per il ruolo che andrà a ricoprire di lì a poco presso il Pastificio San Lorenzo, dove, con il ruolo di responsabile, affronta una sua cucina che sa di innovazione come pure di affidabilità. Qui Fabio dà libero sfogo alle sue idee, maturando e personalizzando il suo stile. Inizia la sua attività come docente all’Ateneo della Cucina COQUIS e, subito dopo, approda come executive chef al Caffè Propaganda, dove resta per circa due anni e mezzo.

Pesciolino ha 35 coperti, oltre a quelli del bar, ed è aperto dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 18.30 a mezzanotte.

Pesciolino – Via Belsiana,30
00187 Roma
#pesciolinoroma

 

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