Wonder Woman a 75 anni diventa Ambasciatrice ONU

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Ha suscitato non poche polemiche la designazione di Wonder Woman quale ambasciatrice Onu per il riconoscimento dei diritti delle donne e la loro emancipazione. Nella cerimonia svoltasi a New York  erano presenti anche le attrici che hanno interpretato la famosa eroina dei fumetti della DC Comics.

“Wonder Woman aiuta a tirare fuori la forza interiore di ogni donna”, ha sostenuto l’attrice Lynda Carter, che ha interpretato il ruolo dell’eroina  per molti anni nella serie televisiva omonima.

C’era anche la bellissima Gal Gadot, l’attrice israeliana protagonista del Remake cinematografico in uscita nei prossimi mesi.

I Commenti e i giudizi sono stati abbastanza contrastanti, da una parte c’è chi ha visto l’eroina come un emblema di forza e bellezza,  e ha dato alla rappresentazione un’idea simbolica, come qualcosa che rappresentasse al meglio la figura femminile di questa epoca.

L’altra parte invece ha trovato riduttivo essere rappresentati da qualcuno di non reale:“È abbastanza comico che le Nazioni Unite non abbiano potuto pensare a una donna in carne e ossa che potesse ricoprire questo ruolo. Eppure io ne incontro di straordinarie ogni giorno”, ha dichiarato Sophie Walker, leader del Partito britannico per l’uguaglianza delle donne.

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La vera notizia è che nell’anno del suo 75 compleanno il personaggio creato nel 1941 da William Moulton Marston diventerà forse ambasciatrice dell’Organizzazione Mondiale delle Nazioni Unite. In ogni caso per questo suo compleanno, aldilà delle tante chiacchiere che si sono susseguite negli ultimi giorni su orientamenti sessuali e aspetto e carattere propriamente maschile,  Wonder Woman avrà anche un proprio francobollo.

Parità di genere a parte la notizia la notizia è stata un fulmine a cel sereno nel palazzo di vetro dell’Onu. Nei prossimi giorni vedremo gli sviluppi.

  • Se dal punto di vista professionale, la donna, nei paesi più sviluppati Europei e ancor più dell’America del Nord è andata sempre più a ricoprire ruoli un tempo retaggio quasi esclusivamente maschile, dal punto di vista sociale non è così. Sono troppe ancora le notizie di violenze e soprusi a scapito delle donne, bimbe, ragazze, mamme che subiscono violenze di ogni genere e spesso non hanno la tutela adeguata per denunciare e rivendicare i propri diritti. Ancor peggio quando questa violenza porta alla morte. Solo nel 2015 le donne uccise per mano maschile in Italia sono state 128. Un numero impressionante per considerarci una società civile. La violenza ha molte facce si può manifestare in maniera fisica o attraverso ricatti o condizionamenti. In tal senso una figura ideale seppure fumettistica ha una valenza e un potere consolatorio e di rivendicazione. Al contempo lo stereotipo presentato negli anni settanta additava ad una figura molto sensuale (seppure proveniente dalle amazzoni e accusata ultimamente di essere lesbica). Tutto questo parlare e tale raffigurazione non so quanto bene possa fare a sottolineare – come se ce ne fosse bisogno – l’importanza del rispetto e dell’eguaglianza, del riconoscimento dei diritti. La figura femminile  è figlia, è ragazza, è donna, è moglie, è mamma, è amica, è zia, è nonna. Un universo che deve essere fatto di sorrisi, di coccole e di ascolto. Deve essere la possibilità di concretizzare progetti, di crescere nella speranza di offrire dare e ricevere per costruire assieme.  Siamo tutti figli delle donne, non rispettarle è innaturale.

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